Percorrere una strada nuova da protagonisti dello sviluppo

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Percorrere una strada nuova da protagonisti dello sviluppo

Roberto Nussio ci propone alcune possibili piste da affrontare

Roberto Nussio, dopo aver indicato ‘una possibile strada da percorrere, grazie al suo articolo Al ferr bàtal
intant ca l’é cald!
, si concentra ora su come appicare i principi esposti nella nostra regione per il prossimo futuro.

Parte II: Cosa fare in Valposchiavo?

A questo punto permettetemi di ampliare il discorso e passare alla nostra realtà politica ed economica. Cercherò di applicare i principi esposti nell’articolo Al ferr bàtal
intant ca l’é cald!
sui quali penso siano tutti d’accordo.

Desidero tracciare il percorso che si dovrà affrontare nello stabilire i contenuti che vogliamo dare alla nuova Regione Valle di Poschiavo.

La prima cosa da fare sarà quella di controllare tutte le mansioni e strutture che sono già svolte e consolidate e di integrarle con le altre: nella sola ottica “a lungo termine”.

Esattamente ciò che vorremmo ricevere nel caso fossimo agli inizi della nostra vita di cittadini della Val Poschiavo: dunque, confrontati non con la realtà passata, ma quella che presumibilmente ci sarà tra alcuni anni. Dovremo quindi cercare di immaginare la struttura demografica, lo sviluppo economico e sociale, i mezzi finanziari e prendere delle decisioni.

Queste scelte dovranno essere strategiche!

In modo specifico dovremo pensare:

  • Che i sussidi a “pioggia” da parte del Cantone e della Confederazione vanno scemando e che sempre più, dovremmo badare da soli alla nostra gestione.

  • Che la nuova RVP sarà efficiente nella misura in cui i compiti a lei affidati, accompagnati da una scelta oculata e democratica delle persone che li dovranno svolgere, saranno convincenti ed adatti alla nostra realtà futura.

  • Alla scuola: tra pochi anni avremo una media di soli 50-55 alunni della stessa età. Non è forse una perdita di risorse (umane e finanziare) continuare con due consigli scolastici a risolvere gli stessi problemi, senza far capo ad una collaborazione istituzionalizzata a livello di valle?

  • Alla sanità e all’assistenza in generale. Le risorse e le capacità di coloro che si occupano di questi settori vanno ulteriormente concentrate e valorizzate.

  • Alla sicurezza: l’organizzazione del corpo pompieri e la protezione civile devono poter trovare altri sbocchi: per gli acquisti, l’istruzione e possibili interventi in comune.

  • A dei servizi di gestione ed amministrazione centralizzati a livello di Val Poschiavo: immaginate i vantaggi e le sinergie che possono scaturire dal disporre della facoltà nell’amministrare le finanze delle varie associazioni pubbliche e consorzi a livello regionale? Dal non dover reinventare la ruota ogni anno? Non solo i responsabili di queste associazioni e consorzi avrebbero più tempo per il loro vero lavoro (che di sicuro non è quello di tenere i conti) ma gli stessi mezzi pubblici potrebbero essere gestiti in modo più oculato.

  • Alla creazione, grazie a questo modo di agire, di nuovi posti di lavoro di buon livello.

  • Alla presentazione della nostra regione (al di fuori del turismo) basata su di un concetto dal quale appaiano le nostre condizioni quadro.

  • Al favorire attività innovative con degli operatori credibili.

  • Agli acquisti centralizzati in tutti i settori pubblici appena elencati per far in modo che il mercato faccia la sua parte.

  • Alla ricerca d’alleanze politiche a livello cantonale e confederato, atte a favorire una politica dei trasporti e di vita in generale delle regioni periferiche, montagnose e di confine.

  • Che dobbiamo fortemente volere un approccio di fiducia basato su fatti e persistenze nel tempo. La RVP è la nostra chance.

  • Di dare per avere! A livello di Comuni. Saremo obbligati (oltre dalle finanze sempre più esigue), dal semplice fatto che le risorse umane disponibili sono e rimarranno esigue.

Se avremo la forza d’intraprendere con le nostre mani questa sfida, eviteremo che la stessa non ci sarà imposta dall’alto in un futuro molto vicino.

A nome del Gruppo PER

Il presidente:

Artiolo correlato di Roberto Nussio:

Redatto da Roberto Nussio – roberto@nussio.ch