Vecchi “puntunai” e inossidabili “lavanderi”

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Vecchi “puntunai” e inossidabili “lavanderi”

L’acqua al servizio di artigiani e massaie

L’acqua ha da sempre costituito un bene prezioso per la Val Poschiavo, percorsa dal fiume Poschiavino e arricchita da numerosi laghi e torrenti di montagna. Il Borgo di Poschiavo si era dotato di un sistema idrico fin dai tempi antichi. Già negli Statuti del 1550 (una traduzione della versione latina risalente al 1388) si faceva riferimento alla possibilità di convogliare l’acqua del fiume, a determinate condizioni, in apposite gore che ne permettessero lo sfruttamento da parte soprattutto di mulini e altre officine artigianali: i cosiddetti “puntunai”. La topografia del paese e la configurazione dell’abitato hanno determinato la necessità di costruire due canali, per poter portare l’acqua il più vicino possibile al maggior numero di edifici: il “puntunal di sopra” e il “puntunal di sotto”. L’acqua del fiume, se poi qui reimmessa, poteva venir sfruttata gratuitamente in quanto bene pubblico. Le due gore, invece, erano di proprietà degli artigiani che ne usufruivano, riunitisi col tempo in due rispettivi “Consorzi” nell’intento di creare un’organizzazione in grado di regolare l’uso comune e provvedere alla loro manutenzione.

Per ulteriori informazioni sul tema:

  • “I puntunai da Pusc’ciaf”, lavoro di ricerca storica di Cristiana Tognina, Scuola magistrale, Coira, 1984

  • “Lingua e cultura della Valle di Poschiavo”, Riccardo Tognina, Poschiavo, 1967

  • Foto: archivio fotografico Luigi Gisep, Poschiavo

Redatto da Pierluigi Crameri – crameri@ecomunicare.ch