Vincenzo Todisco e la compagnia Muntanellas al Miller’s Studio di Zurigo

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Vincenzo Todisco e la compagnia Muntanellas al Miller’s Studio di Zurigo

”Nella valigia dei sogni”é il titolo della piéce teatrale di Vincenzo Todisco, presentata venerdì 26 febbraio a Zurigo nell’ambito del concorso teatrale SECONDO. File rouge del concorso era la situazione delle secondas e dei secondos, cioé i figli di origine straniera nati e cresciuti in Svizzera.

”Nella valigia dei sogni” narra le vicende di una giovane famiglia siciliana che, piena di speranza, affronta il viaggio in treno verso Zurigo. Speranza grazie anche a quel bimbo che proprio durante il viaggio ha sorriso per la prima volta alla vita. Sul treno i giovani emigranti conoscono una coppia svizzera e già da questo momento si iniziano a percepire dai gesti, dai volti, dalle espressioni dei protagonisti due modi completamente diversi nell’affrontare la vita. Sogni, positività, generosità e spontaneità da una parte, riservatezza, compostezza, rigidità, e pregiudizi soprattutto di fronte a ciò che non si conosce dall’altra.

La stessa scena si ripete 40 anni dopo. Le stesse persone si ritrovano sullo stesso treno che però viaggia nella direzione opposta. Nel frattempo gli svizzeri hanno imparato ad apprezzare gli italiani, anche grazie al figlio di quest’ultimi, nato e cresciuto in Svizzera, mediatore fra le due culture, e anche grazie ai genitori stessi che hanno cercato di adeguarsi ad una nuova vita contribuendo generosamente al benessere del paese d’accoglienza. Le incomprensioni però continuano ed esistere a causa della lingua e delle sue raffinatezze, dettate dalla propria cultura e dal modo di essere. I genitori siciliani rientrano quindi nella loro terra natia con la speranza nel cuore di trovare ciò che hanno lasciato, mentre Giuseppe, che porta in sé due mentalità, si apre al mondo e racconterà ad altre generazioni la sua storia e quella degli italiani in Svizzera.

La pièce teatrale di Todisco racconta in un certo senso anche la storia di molti poschiavini emigrati. Pur essendo “svizzeri autentici”, secondo la definizione ironica dell’autore, sono costretti a confrontarsi con una cultura ed una lingua diversa. Una situazione difficile, specialmente quando il botto avviene in giovanissima età. Spesso si fa fatica ed accettare questa situazione, ad adattarsi ed integrarsi. Col tempo però si impara ad apprezzare anche un modo di pensare e di comportarsi diverso da quello che ci appartiene dalla nascita. Si impara a convivere, ad accettare e, ciò che all’inizio appariva incomprensibile e difficile, può rivelarsi un vantaggio ed un arricchimento culturale.

È con questo bagaglio d’esperienze che si possono godere appieno ed apprezzare diversi pezzi teatrali recitati non solo in italiano ma pure in tedesco e francese. Pur con la consapevolezza di attingere da una cultura italiana ricca e stupenda, l’aprirsi e l’apprezzare il teatro e le varie forme d’arte appartenenti a culture diverse dalla nostra non è più privazione ma intimo arricchimento.

Redatto da Francesca Giuliani – Bordoni – fragia@bluewin.ch