Il cacciatore di aquiloni

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Il cacciatore di aquiloni

di Khaled Hosseini, edizioni Piemme

Ti suscita un sacco di emozioni, smuove sentimenti che conosci ma che difficilmente associ a mondi di cultura e religione tanto diversi dai nostri…

La storia si svolge in Afghanistan, paese che per noi significa guerra, violenza, squallore. Chi non ricorda le immagini che la televisione ci ha portato in casa nell’attacco americano ai Talebani! Terre aride, senza piante né fiori, paesaggi rocciosi poverissimi, squallide povere abitazione, bambini senza infanzia, miserie su miserie. Il libro di Khaled Hosseini in un certo senso ti riconcilia con questa terra e la sua gente. Ne scopri i valori (tanto simili ai tuoi), la dignità (dalla quale vorresti imparare), la sofferenza (difficile da immaginare). Il romanzo è coinvolgente, ti prende dall’inizio alla fine, ti dispiace finirlo.

Tra le tante emozioni c’è anche quella dei profumi: il tempo nel romanzo scorre al ritmo di odori e profumi che veicolano ricordi, sensazioni, stati d’animo. Ti accorgi di non essere così attenta ai tuoi profumi, quelli che circondano il tuo star bene, quelli che ti sono quotidiani, quelli che non senti perché, per tua fortuna, ancora non ti mancano.

La violenza di una guerra, la durezza della vita possono rubarti anche un profumo.

Da tanto ormai hanno smesso di volare gli aquiloni nel cielo di Afghanistan, eppure rimangono negli occhi e nei sogni di chi ha avuto la fortuna di vederli un tempo… rimangono e rinascono come un grido di speranza.

Vi invito a leggere questo libro stupendo prima che diventi un film (Spielberg ne ha acquistato i diritti):

  • il libro, si sa, è sempre meglio del film!!

Redatto da Serena Bonetti – serena.b@bluewin.ch