Dedichiamo la Piazza a Shibusa Shirazu!

0
0

Dedichiamo la Piazza a Shibusa Shirazu!

Concerto grosso numero Uno

La Plaza è risorta. Le streghe da Poschiavo sono scappate via, per sempre. Le ha cacciate l’inquisitore Daisuke Fuwa , venuto dal Giappone a celebrare – con una quarantina di artisti straordinari – il suo Live-Act in un venerdì ventoso d’inizio maggio. Non è più la valle perduta, das verlorene Tal, la Valposchiavo di questi giorni è una piattaforma culturale eccellente, dove artisti di grosso calibro regalo infinite emozioni. La performance che i disincantati nipponici ci hanno offerto non ha paragoni, e rimarrà – crediamo – inarrivabile. Per naturalezza, irruenza, fantasia, finezza, coinvolgimento, forza. Chi ha avuto la fortuna di assistere al loro vibrante spettacolo non dimenticherà.

La processione in musica attraverso le vie del Borgo, condotta dai pallidi danzatori Butoh – chierichetti alla corte di Fuwa – ci ha fatto credere per un momento di vivere in un paese surreale. Sul palco, la raffinata performance ha quindi preso forma, in un crescendo di suoni e di danze d’ogni genere, da mozzafiato. Al cospetto di un devoto pubblico di afecionados, di turisti colti alla sprovvista e di pochi poschiavini dal sorriso meno sdegnoso d’altre circostanze, gli orchestrali della Shibusa Shirau hanno offerto un jazz d’avanguardia pieno di energie, senza frontiere. La voci penetranti di Shinichi Watabe e Tomolo Namba sono di alta scuola, e combinano squisitamente con le note d’improvvisazione disciplinata di sax limpidi come le acque del Lago di Saoseo, di trombe, flauti, tastiere, di infinite percussioni. La chitarra rockeggiante del funambolesco Otsuka, sostenuta da un basso forte e duro, ci ha graffiato nell’anima, le ballerine go-go e i mimi da teatro hanno fatto il resto.

Una galoppata selvaggia attraverso la musica contemporanea recitava il programma. Un’eccitante festa di culture e di musica palpitante, ci viene da aggiungere. Nell’atto finale, Aki Ono gridava dal palco con forza: Grazie Poschiavo.

Grazie a voi, cordiali globetrotter giapponesi, ci avete fatto volare in alto.

Li abbiamo rivissuti in tenda, “in cattività” – si fa per dire – la sera di sabato, al Lago. Stessa energia, stessa esplosività, stessa voglia d’esserci. Hanno entusiasmato ogni convenuto, ma è stato come metterli in gabbia, come vedere un cavallo selvaggio correre all’ippodromo. In Piazza nessuno li batterà mai, e ci è venuta l’idea di avanzare una proposta seria: ribattezziamo la piazza, di anonime piazze del comune ce ne sono tante. La nostra dedichiamola a loro, per simpatia, per riconoscenza, per promozione turistica. Chiamiamola La Plaza Shirazu.

redazione@ilbernina.ch

Redatto da Amministratore – redazione@ilbernina.ch