”Vi facciamo saltare le viti”

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”Vi facciamo saltare le viti”

Negli archivi, ho trovato di regola lettere amministrative, rapporti della Direzione Generale delle Dogane, statistiche relative alle quantità di merci esportate, documentazione ufficiale insomma.

Ho però avuto la sorpresa di scoprire, negli Archivi federali di Berna, un documento manoscritto, intrigante e minaccioso. Si tratta di una lettera indirizzata alla ditta Triacca e firmata da «un gruppo di interessati», in questo caso un gruppo di contrabbandieri, che chiedono di poter esercitare la loro attività senza restrizioni.

La lettera non è datata, e non si sa bene per quali motivi coloro che l’hanno scritta, fossero arrabbiati. Conosciamo un avvenimento che forse ha causato questo genere di reazione.

Nel 1965, la dogana di Campocologno adottò nuove misure di sicurezza. Queste misure prevedevano che i contrabbandieri non “lavorassero” più la domenica e i giorni festivi, e che lasciassero il territorio svizzero con le bricolle entro le 22.00 dei giorni permessi. Tutto ciò per non disturbare la quiete notturna della popolazione.

Queste restrizioni aumentavano per i contrabbandieri il pericolo di essere visti e arrestati dai finanzieri italiani. Non potendo più agire nell’oscurità della notte, bisognava organizzarsi e fare meno viaggi.

Queste novità non piacquero ai contrabbandieri e alcuni di loro minacciarono pesantemente i proprietari svizzeri di vigne in Italia.

Peccato che gli archivi siano spesso incompleti e non siano in possesso di ulteriori lettere scritte dai contrabbandieri.

Redatto da Christel Costa – costach0@etu.unige.ch