Gran Consiglio: sessione di febbraio 2006

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Gran Consiglio: sessione di febbraio 2006

La sessione di febbraio del nostro Gran Consiglio é stata decisamente rapida, non troppo intensa, ma comunque densa: due modifiche di legge (caccia e avvocati) e una decina di atti parlamentari. Un giorno e mezzo di lavori parlamentari, uno in meno di quanto inizialmente previsto, sono bastati per liquidare gli oggetti all’ordine del giorno. Ai granconsiglieri va reso onore di non essersi dilungati troppo in quelli che spesso possono essere considerati interventi ripetitivi, lunghi e forse un po’ inutili. Questa volta si sono notevolmente contenuti: tanto più positivo, visto che ci avviciniamo alle elezioni, e mettersi in mostra potrebbe essere una tentazione troppo forte, quasi incontrollabile… Detto ciò veniamo a quanto é stato discusso e deciso.

Legge sulla caccia…

Cominciamo dalla riforma della legge sulla caccia. Vengono introdotte varie novità tra cui l’abbandono del tradizionale inizio, per la caccia alta, fissato al 9 settembre. Si potrà iniziare a settembre, la durata sarà di 21 giorni con possibilità di interruzione. Sono poi fissate le tariffe delle patenti, che per gli stranieri non domiciliati o residenti nel Cantone possono arrivare anche a 13 mila franchi. È inoltre ridotta, a 19 anni, l’età per poter staccare la patente. Respinte le proposte di prevedere una patente “giornaliera” o “temporanea per ospiti” pensata per coloro che sarebbero venuti a trovare degli amici, perché avrebbe permesso di aggirare la norma… respinta anche l’idea di munire di “patente” anche i cani da caccia… L’argomento più controverso è stato quello della caccia speciale che taluni hanno criticato, anche all’esterno del Parlamento, perché causerebbe morti inutili di animali giovani. Moltissimi gli interventi, tra cui quello di Martino Righetti, a favore della caccia speciale, che è stata accettata così come tutta la riveduta legge.

… e sugli avvocati

Stesso destino – con discussioni notevolmente meno intense – per la legge sugli avvocati, che codifica situazioni di fatto già in vigore.


Fumo nei locali pubblici

All’ordine del giorno vi era pure un incarico parlamentare sulla protezione dei non fumatori e l’introduzione del divieto di fumo nei locali pubblici. Una discussione sul tema è però stata troncata con la motivazione che tanto il Parlamento avrebbe in ogni caso incaricato il Governo di preparare una legge in questo senso e che dunque era inutile anticiparne l’analisi. Dal canto suo il Consigliere di Stato Martin Schmid ha già tracciato la via, ovvero il divieto assoluto nei locali pubblici frequentati da giovani (ad esempio le scuole) e, probabilmente, anche nei luoghi dove si mangia. Per i ristoranti sono pensabili degli spazi liberi, in ogni caso la soluzione dovrà essere praticabile e non troppo dispendiosa per i ristoratori.

Regioni da promuovere

Tra gli atti parlamentari discussi ve ne sono stati alcuni che interessano il Grigioni italiano o che hanno visto intervenire alcuni nostri deputati. In merito ad un’interpellanza che chiedeva maggiori aiuti finanziari da destinare alle Regioni e per la promozione dello sviluppo economico e delle Organizzazioni regionali stesse, sono intervenuti sia Fabrizio Keller sia Rodolfo Plozza. Il deputato della Calanca ha stigmatizzato che il Governo non approfitti di un’occasione storica per rafforzare le Regioni, come prevede al nuova Costituzione. Mentre si pensa alle fusioni comunali, si dimentica volutamente l’altra struttura importante. Sulla stessa lunghezza d’onda, chiedendo il rispetto della Costituzione, si è espresso anche il deputato di Brusio.

La lingua dei poliziotti

Parlando di polizia, dei suoi compiti e dei suoi effettivi, è intervenuto Martino Righetti, auspicando e richiedendo per l’ennesima volta che tra gli agenti vi siano più persone che parlino l’italiano, in primo luogo per quanto riguarda i poliziotti che si occupano delle valli italofone, ma anche per gli altri che operano nel resto del Cantone perché l’italiano è anche lingua cantonale.

Trasporto dei malati

In merito alle spese di trasporto per i malati del Moesano da parte della Croce Rossa ticinese, Nicoletta Noi-Togni ribadito come la nostra regione sia “terra di nessuno” e che quindi sarebbe importante che si riconosca il lavoro effettuato dai volontari. Il consigliere di Stato Martin Schimd ha ripetuto che non vi è la base legale per sovvenzionare il trasporto dei malati e che quelli del Moesano non sono discriminati perché anche la Croce Rossa grigionese non è sovvenzionata.

Assistenza medica

All’ora delle domande, Cristiano Pedrini ha esplicitato la preoccupazione per l’assistenza medica nelle zone periferiche. Un problema conosciuto e si sta affrontando anche a livello elvetico, gli ha risposto il consigliere di Stato Martin Schmid.

Polveri fini

Nello stesso ambito sono stati chiesti lumi sulla situazione delle polveri fini e le misure per combattere il problema. Dopo aver esposto i dati sulla situazione grigionese, il consigliere di Stato Claudio Lardi ha dapprima ricordato che il nostro Cantone ha una piccola quantità d’autostrada e che quindi l’introduzione solitaria degli 80 chilometri orari non sarebbe la soluzione. Si deve quindi vedere cosa fanno i Cantoni vicini, concordando semmai con gli stessi una riduzione della velocità. Per quanto riguarda i filtri, la priorità viene data a quello per le particelle, soprattutto per camion e bus, ma si stanno esaminando filtri anche per i riscaldamenti.

  • Su concessione de ”La Voce delle Valli”

Redatto da Marco Tognola – stampa@rezzonico.ch