La CORREVAL: quesiti, rispettive riflessioni, lapidari risposte

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La CORREVAL: quesiti, rispettive riflessioni, lapidari risposte

Cosa c’è da fare ora che la popolazione ha respinto la corporazione regionale come la disegnava lo statuto bocciato?

Lunedì prossimo la Giunta si occuperà della nuova Corporazione Regionale Valposchiavo (CORREVAL). Anticipandola per così dire in questa discussione, vale la pena riflettere – sia pure ad alta voce – su alcuni dei quesiti che i consiglieri non mancheranno di trattare, come:

  • Creare una CORREVAL, solo auspicabile o anche obbligato?

    Di certo è auspicabile: una stretta cooperazione regionale permette di razionalizzare varie attività, raggruppare servizi amministrativi, evitare doppioni (stato civile, registro fondiario, ecc.), gestire economicamente le risorse umane, sfruttare meglio il potenziale valligiano; infine difendere più efficacemente gli interessi economici e culturali della Valle verso nord e verso sud. Creare una CORREVAL è però anche obbligato: la Costituzione cantonale (art.69) dice che «per assolvere compiti regionali, i comuni si aggregano costituendo corporazioni regionali»; la Legge cantonale sui comuni ne regola il quadro statutario.

  • La CORREVAL potrebbe mirare pure alla fusione dei due comuni?

    A priori non si dovrebbe scartare nessuna opzione, neppure la fusione dei due comuni in un unico Comune Valposchiavo. Questa potrebbe essere una soluzione promettente. Stabilire e perseguire quest’obiettivo presuppone evidentemente che la popolazione di tutta la Valle, ben informata e consultata, sia consapevole del pro e del contro, consenta all’obiettivo e diventi compartecipe alla sua realizzazione. In questo caso lo statuto-base preverrebbe le susseguenti tappe del processo, dal collaborare progetto per progetto, come praticato attualmente, alla fusione mirata dei due comuni a media scadenza.

  • Potrebbe il Comune di Poschiavo rinunciare ad associarsi a una corporazione regionale?

    La Legge sui comuni (art.57) prevede eccezioni per «comuni che assolvono autonomamente i compiti regionali». La configurazione «regionale» del comune di Poschiavo (3491 abitanti, settimo più gran comune del Cantone) lascia pensare che tale pretesa non sarebbe vista a priori fuori fase. Ovvio che sarebbe soluzione «in extremis».

  • Sarebbe possibile accelerare il processo adattando a tavolino lo statuto bocciato al fine di renderlo accettabile alle urne?

    Inconcepibile: (a) il popolo ha respinto la corporazione regionale come voleva stabilirla quello statuto; (b) i contorni della CORREVAL dovrebbero essere disegnati partendo da una consultazione popolare (art.92 della Legge); (c) lo statuto, strumento giuridico-organizzativo, dovrà riflettere la cooperazione regionale scaturita da questo processo; l’elaborazione dello statuto si situerà dunque verso la fine, non all’inizio del processo.

  • Come condurre efficacemente l’impresa di concepire e strutturare la cooperazione regionale auspicata dalla popolazione?

    Una via promettente sarebbe d’incaricare un Gruppo di progetto con la direzione dei lavori: gruppo di ca. 5 «periti»; gente della Valle che sa trovare soluzioni praticabili per una rinforzata cooperazione regionale; disposta a investire energia, tempo e lavoro; capace di collaborare strettamente con le autorità dei comuni e con le società valligiane interessate come la PER, Artigiani & Commercianti, ecc. Scovare questi ca. 5 «periti» (donne e uomini) fra gli oltre 1100 votanti della Valle (i «no» e i «sì» della votazione del 26 marzo) dovrebbe essere un compito piuttosto facile…

  • Perchè non affidare questo incarico di nuovo alla «RVP» attuale?

    Nessun impresario ragionevole incaricherebbe il nuovo compito alla squadra che ha fallito nel simile compito precedente. Se l’Autorità comunale osasse farlo, piazzerebbe riguardi per singole persone al di sopra del rispetto per la volontà del popolo sovrano. Sarebbe un atto irresponsabile e fatale poichè al progetto mancherebbe fin dall’inizio l’indispensabile fiducia popolare. Del resto, se la Giunta mantiene, come dovrebbe, la sua decisione di dare la disdetta di Poschiavo alla «RVP», questa si estinguerà da se a fine 2007.

  • Di quali elementi e fasi consterà il processo verso la CORREVAL?

    Lo scenario dovrà essere stabilito sulla base della volontà popolare ancora da captare. Il processo inizierà di certo con una tappa centrata sulla comunicazione-informazione. Per poter essere consapevole e compartecipe del progetto, la gente deve sapere di che cosa si tratta e poter esprimere il suo punto di vista ed anche le sue preoccupazioni (art.10, cpv.2 Costituzione cantonale).

  • Per quando deve essere definita e stabilita la CORREVAL?

    La Costituzione cantonale e la Legge sui comuni non fissano nessuna data limite. Visto l’immensa importanza del progetto per l’avvenire della nostra Valle, dobbiamo nondimeno agguantare quest’impresa con determinazione e portarla a termine in tempo ottimale!

Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch