La nuova bozza é in vista
– discutiamone

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La nuova bozza é in vista
– discutiamone

Al fine di ridefinire la futura cooperazione regionale nella nostra Valle il gruppo paritetico di lavoro ha scelto – come dice lui stesso – “un’impostazione fra tante possibili” (quella che io qualifico come RVP-bis). Personalmente ho valutato e considero tutt’ora che sarebbe stato preferibile scegliere un’impostazione differente (che avrei chiamato CORREVAL). Due approcci distinti…

Se vogliamo realizzare un progetto comune e promettente che coinvolga effettivamente la popolazione in modo stimolante, è importante che anche simili divergenze di approccio possano essere discusse sulla piazza pubblica. Questa la ragione per aver fatto sapere il mio punto di vista https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3255. Ovviamente ho rilevato le divergenze e – nulla di più normale – messo in dubbio il vicolo nel quale si è incamminato il gruppo paritetico. Ora lui non esita ad accusarmi di non aver voluto altro che “discreditare a priori il lavoro intrapreso da lui” https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3314. Poiché, nel suo giudizio, la mia intenzione è infame, non si degna dare neanche un rapido sguardo alle mie proposte. Guai a chiunque osasse di nuovo criticare, fosse pure timidamente, la sua maniera di assumere il compito e ciò che ne risulterà!

Eppure, nella sua seconda comunicazione https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3265, lo stesso gruppo di lavoro dichiarava: “Determinante per la comprensione e la condivisione degli intenti è un’informazione completa e oggettiva capace di creare una discussione di base con la popolazione su temi importanti e complessi.” Ottima affermazione che nessuno vorrà contraddire! Nessuno oserà tuttavia neanche pretendere che si possa “creare una discussione di base con la popolazione” se questa dipendesse esclusivamente dall’informazione fornita dall’autorità politica, in questo caso dal gruppo paritetico. Nemmeno lui sarà in grado di garantire alla popolazione “un’informazione completa e oggettiva”. Semplicemente perché dovrà limitarne la quantità e sceglierne gli accenti più illustrativi. E lo farà – come ogni altro informatore pubblico o privato – inevitabilmente pro domo sua. Inoltre un’informazione unilaterale, per di più se fosse comunicata in modo perentorio come di solito, sveglierebbe sfiducia verso chi la diffonde e verso il prodotto da lui proposto. Agire così non sarebbe né politicamente intelligente né tatticamente astuto!

Con le sue tre comunicazioni (IL BERNINA del https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3179, del https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3265, del https://www.ilbernina.ch/article.php3?id_article=3329 il gruppo ci ha informati sulla procedura di revisione, purtroppo ripetendo in gran parte ciò che già noto fin dalla votazione sulla prima bozza di statuto. Ora conosciamo nei dettagli almeno il processo di revisione. Ciò che non è nemmeno uno svantaggio. Difficile però è intravedere lo scopo della lezione sul significato di uno statuto. La lunga definizione citata dal vocabolario della lingua italiana Zingarelli non riporta altre definizioni che già nel 1871 quella del Sergent. Intende il gruppo forse accennare l’importanza relativa inerente a questo strumento legislativo…?

Più che soffermarsi sulla superflua definizione di statuto è incontestabilmente importante non fuorviarsi nello stabilire la base fondamentale della nostra futura cooperazione regionale. Su di questa non è il processo di revisione che può ragguagliarci ma in primo luogo la nuova bozza dello statuto. Speriamo dunque che il gruppo paritetico, nelle sue prossime comunicazioni, si affretti col rivelarci le modifiche fatte allo statuto bocciato per renderlo convincente o, per lo meno, accettabile in votazione popolare. Mirando all’esito sperato di questo scrutinio, mettere bene in evidenza gli adeguamenti spiegandone le motivazioni, i vincoli e le potenzialità potrebbe avere conseguenze decisive. Particolarmente se la nuova bozza dovesse a prima vista apparire pressappoco come il semplice riflesso di quella bocciata. È importante poter percepirne le differenze essenziali. Importante pure poter assimilarle positivamente. Auspichiamo perciò che il gruppo paritetico ci procuri quest’informazione prima di finalizzare la sua bozza, prima di sottoporla alle autorità politiche comunali. Mettendo modifiche e adeguamenti in discussione pubblica a uno stadio precoce, il gruppo paritetico potrebbe ancora tener conto di eventuali reazioni alle sue proposte, magari evitarsi di essere sconfessato dal giudizio popolare.

Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch