La masseria delle allodole

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La masseria delle allodole

Ti fa star male questo libro.

Allora perché leggerlo?

Perché è una testimonianza sul genocidio del popolo Armeno nel 1915.

Leggendo il romanzo (quasi non mi sembra giusto chiamarlo così) ti accorgi che ha un alone di ”predestinato”: doveva essere scritto.

L’autrice, di origine armena ma nata e cresciuta in Italia, ha raccolto dal nonno l’agghiacciante testimonianza. Un nonno sopravvissuto perché già in Italia al tempo dello sterminio e che, a sua volta, ha dolorosamente raccolto dai pochi parenti salvatisi il racconto di quell’orrore.

Lo sterminio del popolo armeno seguiva un piano preciso: prima venivano prelevati e uccisi tutti i maschi, uomini e bambini. Poi le donne: usate dapprima quelle giovani e carine ma in seguito eliminate in un desolato destino comune.

Della grande famiglia del nonno si salveranno solo poche nipoti ( bambine a quei tempi): un solo maschio perché per caso vestito da femmina il giorno del rastrellamento!

La loro odissea viene riscritta in queste pagine con l’attualità e lo sgomento di un orrore purtroppo realmente accaduto.

Quelle persone dal destino incompiuto erano lì dice l’autrice e l’hanno chiamata. Hanno voluto essere ascoltate.

E se inizi questa lettura ti senti in dovere di finirla, quasi fosse il tuo piccolo contributo per ridar dignità e voce a chi così selvaggiamente è stato annientato.


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Redatto da Serena Bonetti – serena.b@bluewin.ch