Soppesare tutti gli interessi

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Soppesare tutti gli interessi

NOTA DI REDAZIONE :

Riceviamo soltanto oggi la replica di Silva Semadeni a Gianluzi Battaglia, che pubblichiamo subito e direttamente in “Cronaca”, in quanto trattasi di una questione di carattere locale. Dal canto suo Gianluzi Battaglia non ci aveva mandato il suo pezzo indirizzato a Silva Semadeni, così come pubblicato sul Grigione Italiano.
Ecco il motivo per cui IL BERNINA non l’ha pubblicato.


La Redazione

Nell’ultima edizione del Grigione Italiano Gianluzi Battaglia polemizza contro il mio impegno per la comunità. I suoi argomenti sono schiettamente politici e evidenziano come nella società convivano posizioni diametralmente diverse. Evidenziano che la democrazia vive e che le elezioni sono un momento in cui confrontarsi. Il suo intervento mi permette dunque di formulare alcune considerazioni possibilmente oggettive e di esporre le mie posizioni sui due temi che lui adduce.

L’energia idroelettrica

Lo sfruttamento idroelettrico rappresenta un pilastro socio-economico molto importante per la Valle di Poschiavo. Con il mantenimento della sede amministrativa a Poschiavo anche dopo la fusione delle „Forze Motrici” con le „Bündner Kraftwerke”, la nuova Rätia Energie (RE) ha aumentato il numero dei posti di lavoro qualificati, estremamente preziosi per una valle di montagna. Fondamentali sono poi gli introiti per i comuni, basati sui canoni d’acqua e sulle prestazioni fiscali. RE è oggi un’impresa forte, che lavora con successo anche sul piano internazionale del commercio dell’energia. Nessuno mette in dubbio l’importanza dell’azienda. Concordo anche sul fatto che l’energia idroelettrica sia un’energia rinnovabile e pulita. Lo sfruttamento idroelettrico agisce però sull’ecosistema locale con conseguenze per i corsi d’acqua e per la vita acquatica. Per questo è stato necessario creare delle leggi che proteggono le acque. E queste – nell’interesse di tutti – si devono applicare anche se tendenzialmente riducono la produzione di energia o richiedono investimenti maggiori. Bisogna tener conto, anche nel settore energetico, di tutti gli interessi nella loro complessità.

Il futuro del Poschiavino

Nel caso della nuova concessione per RE le associazioni ambientaliste Pro Natura, WWF e Fondazone Greina ritengono che l’aspetto ecologico, malgrado le misure di compensazione, non sia sufficientemente rispettato. Per questo motivo hanno inoltrato il ricorso al Tribunale amministrativo. I motivi sono principalmente due:

  • Il deflusso previsto nel Poschiavino è insufficiente e non garantisce la libera migrazione dei pesci. Il Governo si accontenta di una profondità d’acqua di 15 cm invece dei soliti 20 cm.
  • Rimane irrisolto il problema delle variazioni artificiali eccessive dei deflussi nel Poschiavino. Quando la centrale di Robbia viene messa in servizio i deflussi si gonfiano oggi di colpo di 10 volte. Secondo la versione della concessione con ampliamento degli impianti e una nuova centrale più potente a Robbia, l’ondata di piena si gonfierà di ben 30-40 volte. Si tratta di variazioni di molto superiori a quanto ecologicamente accettabile. Secondo le associazioni ambientaliste, la soluzione del problema risiede nel convogliare l’ondata di piena in una nuova condotta fino al lago di Poschiavo, che permette anche un ulteriore sfruttamento dell’acqua (costi circa 80 milioni). Tale ampliamento aumenterebbe i costi medi di produzione della corrente del 2% soltanto e dovrebbe quindi essere finanziabile, tenendo conto che il Governo concede alla RE un periodo di ammortamento doppio (80 anni) rispetto alla durata regolare delle concessioni prevista dal diritto cantonale. RE invece ritiene che questa misura sia economicamente insostenibile.

    Il Tribunale amministrativo ha dato ragione al Governo e a RE. Le associazioni ambientaliste hanno tempo 30 giorni per studiare la sentenza e decidere se vogliono ricorrere al Tribunale federale o no. Comunicheranno a tempo debito la loro decisione.

    Posso capire la soddisfazione di RE per la sentenza del Tribunale amministrativo, personalmente però non riesco a immaginarmi un Poschiavino così ridotto nella sua funzione biologica, con minime possibilità di sopravvivenza per la vita nell’acqua, e questo per i prossimi 80 anni. Con un’iniziativa dei pescatori svizzeri, sostenuta anche dai pescatori poschiavini e da tutte le associazioni ambientaliste, si chiedono „acque vive”, cioè la rinaturazione dei corsi d’acqua. L’iniziativa è già stata depositata alla Cancelleria federale con 160’000 firme. Per il Poschiavino la nuova concessione dovrebbe essere il momento giusto per realizzare questo postulato ecologico fondamentale, tanto più che le condizioni attuali e le prospettive economiche delle imprese idroelettriche sono ottime.

Il turismo

Come al momento del lancio dell’iniziativa comunale Millemorti nel lontano 1983, anche oggi sono convinta che un turismo sano si sviluppa solo se non intacca le prerogative di cui vive, cioè le bellezze naturali e paesaggistiche, le caratteristiche storico-culturali, l’equilibrio sociale. Non sono la sola a pensarlo. I votanti del comune di Poschiavo per ben due volte, nel 1984 e nel 1987, si sono espressi chiaramente in questo senso accettando due volte l’iniziativa Millemorti: 26’000 mq di terreno, inseriti a suo tempo con miopia pianificatoria nella zona edilizia, non sono stati compromessi con la costruzione di un villaggio turistico dai connotati speculativi, voluto dalla Paravis SA. Anche dopo l’accettazione dell’iniziativa la nostra Valle non è deperita economicamente, ma ha dimostrato di saper realizzare uno sviluppo adeguato ai bisogni della popolazione e alle proprie risorse. Gli alberghi e gli appartamenti di vacanza in affitto costituiscono tuttora la spina dorsale dell’infrastruttura turistica valligiana e per le case disabitate del Borgo si cercano soluzioni innovative. I comuni che hanno puntato invece sulle residenze secondarie si trovano oggi confrontati con grossi problemi. Le case di vacanza abitate per poche settimane l’anno deturpano il paesaggio, mettono a dura prova gli alberghi e i comuni sono costretti a realizzare infrastrutture sovradimensionate con costi ingenti solo per la stagione di punta.

Per quanto riguarda il risarcimento della Paravis SA ci tengo a precisare che il Tribunale federale non ha emesso nessuna sentenza in merito e non ha condannato il comune, ma ha invitato le parti a trovare un accordo. Su questo tema il 26 agosto 1993 ho scritto nel Grigione Italiano a nome del comitato d’iniziativa:
„Avremmo preferito una sentenza, dalla quale ci si poteva aspettare un responso univoco. Il Tribunale federale invece ha invitato le parti a scegliere la via della transazione giudiziaria, con l’esito ormai noto. Di fronte al fatto compiuto non ci resta che accettare questa conclusione della vertenza, che lascia probabilmente a tutte le parti un po’ d’amaro in bocca.”

Conciliare l’economia e la natura

Ritengo che si debba tener conto, sia nel settore turistico che nel settore energetico, sì degli interessi economici, ma allo stesso tempo anche degli interessi sociali e degli interessi ecologici. Lo sviluppo è sostenibile quando trova l’equilibrio fra questi tre aspetti. Conciliare l’economia e la natura è la più grande sfida per il futuro, viste le conseguenze drammatiche del nostro sistema di vita per il pianeta Terra. Il mio impegno per la comunità si orienta coerentemente a questi princìpi, anche a Berna.

Redatto da Silva Semadeni – semadeni@spin.ch