Grigioni italiano: l’unione fa la forza!

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Grigioni italiano: l’unione fa la forza!

Negli scorsi giorni, nell’articolo intitolato 5179 apparso su ”Il Bernina», Lino Succetti riferisce che in una mia recente intervista radiofonica, in occasione del 90esimo di fondazione della Pgi, io mi sia espresso ”con toni spregiativi nei confronti del termine popolare Valli», parlando di ”accozzaglia» di valli e usando così un ”paragone sprezzante e arrogante».
Se fosse veramente così, bisognerebbe proprio dargli ragione e pensare che il presidente della Pgi si comporti in maniera poco comprensibile, anzi molto strana.

La tradizione popolare riporta che un giorno il Cardinale Richelieu avrebbe esclamato: «Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.» Chissà che punizione avrebbe escogitato il primo ministro francese per il malcapitato di turno, se avesse saputo che un lontano giorno sarebbe stato possibile registrare anche la voce…

Siccome le citazioni riportate nell’articolo travisano il senso originale di quanto – ahimè! – ho voluto dire, ecco la trascrizione della parte incriminata della trasmissione RSI.

Alla domanda del giornalista: «Lei parlava, appunto, di “Italienischbünden”: è un concetto duro a passare nelle teste, diciamo, dei nostri compatrioti di lingua tedesca?» ho risposto: «Sì… questa è una questione estremamente difficile e forse è anche stata un po’ colpa nostra. Noi per troppi anni abbiamo sempre fatto un discorso di valle, abbiamo parlato di “valli” e questo termine è stato poi anche ripreso in tedesco con una connotazione che è sicuramente latentemente peggiorativa. Noi dobbiamo (…) combattere per avere una nostra etichetta dignitosa e corretta, [che] è appunto “Grigioni italiano” / “Italienischbünden”. E il nostro scopo dichiarato è proprio di andare a questa manifestazione, la Gehla, che è una manifestazione aperta al largo pubblico, proprio con l’intento di riuscire a far passare il messaggio che ci siamo e che siamo molto di più che, appunto vorrei dire: “un’accozzaglia” di “vallate”, di “valli”, che poi danno un insieme eterogeneo. Noi siamo veramente qualcosa di più e per questo – chiamiamolo pure anche valore aggiunto – dobbiamo combattere.»


definita, appunto, «Sprachorganisation der Valli» (cfr. Bundesblatt 1995, vol. 2, p. 1248). Il tono, che la dice lunga su come noi grigionitaliani perlomeno venivamo visti in certi ambienti della Svizzera tedesca, ce lo mostra l’ultima frase di questo messaggio, nella quale indirettamente s’insinua che noi non saremmo neanche in grado di condurre progetti concreti («Eine gezielte Sprach- und Kulturförderung setzt allerdings die Erarbeitung konkreter Projekte voraus»). Mi pare che per una legge federale che voleva sostenere il romancio e l’italiano, noi grigionitaliani siamo perlomeno un po’ assenti.

È dunque ora e tempo di smetterla di mordersi tra le quattro valli, ma capire che l’italianità grigione può fiorire soltanto in un Grigioni italiano unito e forte. Non da ultimo perché il Grigioni italiano è molto più grande della somma delle quattro vallate: la “quinta valle”, quella che raggruppa le grigionitaliane e i grigionitaliani della diaspora, è un gran capitale sul quale il Grigioni italiano può sempre contare e che mostra quanto radicata e forte sia la nostra identità!

Per il 90esimo del sodalizio vogliamo fare il punto della situazione e riflettere, come chiede Lino Succetti, sul ruolo importante della Pgi. La Pgi, per fortuna, non è formata soltanto da «alcuni scudieri», ma da tutti quelli che vogliono impegnarsi in favore della nostra identità grigionitaliana. Le occasioni per farlo, quotidianamente e con tutta semplicità, sono tante, incominciano nella propria valle, e spero che siano in tanti a volerle cogliere.

Redatto da Sacha Zala, presidente PGI – sacha.zala@pgi.ch