”Tre scrittrici nei Grigioni”

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”Tre scrittrici nei Grigioni”

Venerdì 14 marzo 2008 verrà  presentato, presso l’Albergo Suisse di Poschiavo (ore 20.30), il volume ”La luce del mondo». Sarà  presente Marta Morazzoni, autrice dei testi sulla Valposchiavo.

La Sezione Valposchiavo della PGI é lieta di invitarvi alla presentazione del libro ”La luce del mondo», presentato ufficialmente in occasione delle ultime Giornate grigionitaliane (2005). L’ospite d’onore sarà  la scrittrice Marta Morazzoni, autrice dei testi dedicati alla Valposchiavo. Il libro é completato da un racconto incentrato sulla Val Bregaglia (di Anna Felder) e uno sul Moesano (di Laura Pariani). La serata verrà  moderata dal prof. Giancarlo Sala, membro della Commissione collana della PGI.

Tra il 2001 e il 2005 la Pro Grigioni Italiano ha invitato tre scrittrici di prim’ordine (Anna Felder, Marta Morazzoni e Laura Pariani) a trascorrere qualche giorno nei Grigioni di lingua italiana. Da questi soggiorni sono scaturiti tre interessanti testi, ora raccolti nel volume «La luce del mondo. Tre scrittrici nei Grigioni».

Nella prefazione del volume il prof. Renato Martinoni sottolinea che «per le tre autrici è stata […] un’occasione importante […] per confrontarsi – in un impegno assolto con un rigore davvero ammirevole – con mondi diversi, che le hanno portate a scoprire più di una ‘coincidenza’ con il proprio vissuto, le proprie storie, le proprie attese, la propria umanità, la propria cultura, la propria sensibilità estetica e letteraria.»

Un racconto e un diario

Marta Morazzoni ci offre due scritti: un racconto e un diario. «Il racconto (L’azzurro e il carbone) – scrive ancora Martinoni – nasce da una ‘coincidenza’: l’arrivo a Poschiavo, in una fredda e nevosa sera d’inverno (siamo alla fine del Settecento), di due viaggiatori: un grande scrittore e un inquieto librettista. […] Alla table d’hôte non ci sono che loro, occhi azzurri e occhi di carbone, in un clima freddo, e non solo per la neve che cade fuori, reso via via più acceso e poi velenoso dal vino, dalla differenza sociale, dalle allusioni e dalle stoccate, dalla vanità e dalle miserie dell’animo.»

«Il diario (Soggiorno a Poschiavo) – continua – non è soltanto la cronaca seppure ricca di eventi di alcuni giorni trascorsi bighellonando per il paese, […] ma è anche esplorazione incuriosita, è affresco, scritto post itinere, ‘assecondando tutti gli scherzi della memoria, tutte le sue menzogne e i suoi aggiustamenti di comodo’, di luoghi e persone che sanno dare ‘pregio, sapore, carattere’ alle cose che passano nelle loro mani; è riflessione sulla storia, e sulla preistoria, l’incontro delle lingue, i rapporti fra i popoli, il senso più profondo e vero della scoperta, della conoscenza e dell’amicizia.»

Affascinante è ad esempio la descrizione dei laghi della Val da Camp. «Lasciamo indietro il lago Saoseo che ci ha ospitato per il pranzo, ed è la volta del lago Viola, la gemma che ci è destinata oggi; ci vorrebbe Segantini a dirne qualcosa, immagino, io posso solo riferire la discesa alla sue rive e il fascino del colore che lo denomina, insieme alla sensazione di inviolabilità che mi suggerisce. Guardare e non appartenere deve essere il messaggio che viene dalla calma assoluta di questo specchio d’acqua, che il cane lambisce a sua volta con soggezione». Densi di passione e curiosità sono anche i passaggi dedicati al Vecchio Monastero, alla Festa Nazionale Svizzera, alle nostre montagne, al Giardino dei ghiacciai, alla Gatta, con una piacevole disquisizione sul vino, a un grande personaggio come Grytzko Mascioni, nonché all’Albergo Suisse e al suo proprietario, al quale dedica le sue ultime considerazioni. «Scopro che è un cacciatore il nostro cuoco, la sua arte forse comincia molto prima che dai fornelli, mentre è in agguato col fucile in mano in attesa nel bosco o su per le montagne, quasi a ripercorrere dal primo anello la catena che racchiude il rapporto dell’umanità con il cibo, dall’aggredire la preda fino a costruire la sapiente miscela di fuoco e acqua, di sapori e umori che la trasformano in una delizia, un boccone da Leporello …»

Marta Morazzoni, nata a Milano, è insegnante, critica teatrale, traduttrice e saggista. Ha esordito con una raccolta di racconti «La ragazza col turbante» (1986), pubblicando in seguito «L’invenzione della verità» (1988), «Casa materna» (1992), «L’estuario» (1996), «Il caso Courrier» (1997) e «Una lezione di stile» (2002).

L’appuntamento, volendo ricalcare – a sette anni di distanza – quegli stessi luoghi, è fissato per venerdì 14 marzo 2008, presso l’Hôtel Suisse, alle ore 20.30. Chi volesse acquistare il libro prima dell’incontro è pregato di rivolgersi al Segretariato della Sezione Valposchiavo della PGI (tel. 081 839 03 41 / e-mail: valposchiavo@pgi.ch).

Redatto da Nicola Zala, operatore culturale PGI Valposchiavo – nicola.zala@pgi.ch