Malafede o consapevole visione distorta della realtà ?

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Malafede o consapevole visione distorta della realtà ?

Il fatto di ergersi a paladini della libertà e difensori dei poveri presuppone una controparte rappresentata da un regime autoritario antidemocratico che, in maniera costante, abbietta e troppo spesso violenta, opprime e affama il popolo negandogli ogni qualsiasi diritto; tutto ciò a favore di una ricca casta costituita da pochi eletti che, al contrario, da questa situazione traggono immorali e inconfutabili benefici. Non ci sembra, oggettivamente, di poter riscontrare un simile scenario nel Comune di Poschiavo e tanto meno nell’intera Valposchiavo.

Il governare nell’ambito di un regime democratico presuppone invece, da parte di coloro che dal popolo sono chiamati a farlo, di operare nel pieno rispetto delle regole e dei singoli ruoli istituzionali. Ma mentre le forze di opposizione possono permettersi di sparare a zero su tutto e su tutti, senza preoccuparsi più di quel tanto degli effetti di questo loro modo di agire, sempre di parte e generalmente fazioso, chi governa è al contrario confrontato con il difficile compito di dover mediare; tutto questo nell’intento di trovare soluzioni che tengano presente gli interessi di tutte le parti chiamate in causa e affrontando, a volte, problemi annosi che nel tempo si sono via via incancreniti. Chi governa non ha la bacchetta magica, ma certamente conosce come nessun altro il quadro generale della situazione, conosce elementi che non sono dati conoscere al comune cittadino e spesso neanche alle forze di opposizione, ma non per mancanza di trasparenza, ma più semplicemente per la riservatezza che una pratica in corso impone.

Il Partito Democratico Cristiano detiene sovente la maggioranza nei vari organi istituzionali valligiani; questo non certo grazie a manovre truffaldine, come sin troppo facilmente insinuato, bensì grazie al democratico sostegno della maggioranza dei cittadini, che nel tempo hanno mostrato di avere fiducia nell’operato del Partito e lo hanno decretato attraverso l’elezione dei suoi candidati.

Ancora una volta dobbiamo nostro malgrado assistere ad un maldestro gridare allo scandalo, per poi accorgerci che dietro a certe manovre si celano gli stessi intenti che paradossalmente portano a gridare allo scandalo stesso, cioè la sete di potere che viene puntualmente negata dai cittadini a causa dell’incapacità dei presunti paladini della libertà e dei “poveri” di anteporre i fatti alle parole.

Quella che è stata recapitata nelle nostre case è una mera critica appellatoria e diffamante, che offende tutti coloro, autorità e amministrazione, che hanno contribuito a determinare la situazione agiata nella quale si trova il comune.

Gridare “al lupo, al lupo” è sin troppo facile, visto che poi sono sempre gli altri a doverlo affrontare!

Comitato PDC

Redatto da OLD non usare – crameri.marisa@bluewin.ch