L’Organo Ufficiale del Comune divorzia dal ”settimanale indipendente”

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L’Organo Ufficiale del Comune divorzia dal ”settimanale indipendente”

Lettera pubblica di Dino Beti

Riceviamo e pubblichiamo la lettera al Bernina. L’autore della lettera si assume la responsabilità  del contenuto. Le persone e gli enti coinvolti godono del diritto di replica.

La Redazione

Dino Beti

Via da Cölögna 1096

7742 Poschiavo

Podestà Tino Zanetti

Luogotenente Mainrado Lanfranchi

Consigliera comunale Roberta Zanolari

Consigliere comunale Otmaro Beti

Consigliere comunale Franco Godenzi

Cà da Cumün

7742 Poschiavo

Poschiavo, 13 ottobre 2009

Raccomandata

L’Organo Ufficiale del Comune divorzia dal «settimanale indipendente»

Stimato Signor Podestà
Stimato Signor Luogotenente
Gentile Signora Consigliera
Egregi Signori Consiglieri

Il «Regolamento riguardante la comunicazione politica del Comune di Poschiavo» che avete approvato il 25 settembre 2006 stabilisce all’articolo 9 che «L’organo ufficiale di pubblicazione è il Grigione Italiano». Viceversa «Il Grigione Italiano» è dunque l’Organo Ufficiale del Comune? In ogni caso l’amalgama fra i due è indissolubile a tal punto che nella percezione di tanti cittadini il «settimanale indipendente» appare innanzi tutto come l’Organo Ufficiale «Grigione Italiano» del Comune.

Anche se così non fosse, in veste di membri del Consiglio comunale l’Organo Ufficiale è evidentemente di vostra competenza. Pertanto vi invio, allegato, un piccolo dossier che concerne altrettanto l’Organo Ufficiale che il solo «settimanale indipendente». In qualità di responsabili per l’Organo Ufficiale è di grande importanza che siate anche voi al corrente della controversia svoltasi «dietro le quinte» fra il periodico e il sottoscritto, cittadino e contribuente del nostro Comune.

Fin dall’inizio tengo a sottolineare che non intendo coinvolgervi nelle peripezie circa la decisione presa dal Direttore-redattore capo di censurare per sempre tutti i miei scritti (dunque anticipatamente tutti quelli futuri, non ancora prodotti…!), né del resto nella decisione stessa. La censura come tale non mi preoccupa affatto. Nelle circostanze di oggigiorno e di domani i vari prodotti della mia penna se la caveranno convenientemente anche senza essere pubblicati nel «settimanale indipendente». Se ne risento nondimeno un leggero disagio, è perché purtroppo quella censura penalizzerà disgraziatamente quelle compaesane e quei compaesani che erano abituati a leggermi nel «settimanale indipendente», divertendosi o anche arrabbiandosi. D’ora in poi ne saranno privati poiché rimasti estranei all’informatica. Questo è l’unico rammarico che mi causa l’essere censurato in aeternum dal Direttore-redattore capo dello storico «settimanale indipendente» e dai suoi «marionettisti».

Orbene, se il Direttore-redattore capo e i suoi «marionettisti» avessero, nell’intento di rispettare le regole della stampa scritta, fatto nient’altro che prendere la decisione (pur «con effetto immediato»), informarne con la dovuta discrezione il condannato per poi passare tranquillamente all’ordine del giorno, i membri del Consiglio comunale potrebbero al limite lavarsene le mani anche in veste di co-responsabili del «settimanale indipendente»+Organo Ufficiale. Comunque anche in questo caso si deve nondimeno chiedersi se l’Autorità eletta non dovrebbe preoccuparsi un pochino del fatto che, con il loro atto il Direttore-redattore capo e i suoi «marionettisti» hanno leso delle libertà fondamentali preziosissime per la nostra convivenza comunale. Sono certo consapevole che sarebbe delicato per l’Autorità eletta intervenire in un media cosiddetto «privato». Ma è ovvio che non si può lasciar violare le libertà fondamentali ripetutamente senza conseguenze nefaste per un’armoniosa convivenza.

Il caso presente concerne tuttavia non soltanto la censura stessa, ma segnatamente la vera maniera nella quale il Direttore-redattore capo e i suoi «marionettisti» l’hanno messa in atto. Una maniera scandalosa! Scandalosa perché il Direttore-redattore capo si è servito di nientemeno che del suo Editoriale per comunicare a abbonati e lettori, in prima pagina, il suo prominentemente responsabile (!?) verdetto che «ho subito preso con effetto immediato la decisione di non più pubblicare…»! (vedi pagine 7 e 21) Maniera vergognosa perché il Direttore-redattore capo non ha saputo desistere dal diffondersi sulla sua calunniosa giustificazione personale della censura imposta in anticipo a tutti i miei futuri scritti! Maniera inaudita perché il Direttore-redattore capo non ha esitato a divulgare la sua eminentemente interessante novità urbi et orbi nell’evidente intento di discreditarmi personalmente e distruggere la mia reputazione ovunque il suo «settimanale indipendente» perverrebbe attraverso il mondo!

Questa maniera ingiuriosa nonché intenzionalmente umiliante di mettere in atto la censura, particolarmente di comunicarla, chiama in causa la vostra competenza per l’Organo Ufficiale in vostra veste di membri del Consiglio comunale. Ciò sarebbe indiscutibile anche se, come preferisco assumere, tutta l’operazione «censura» fosse stata intrapresa alla completa insaputa del Consiglio e di ognuno dei suoi membri. A causa dell’indissolubile amalgama fra «Il Grigione Italiano» e l’Organo Ufficiale, questo è diventato, nolens volens, partecipe nonché complice delle dubbie manovre tramate, a nome del «settimanale indipendente», dal Direttore-redattore capo e dai «marionettisti» per diffamare e denigrare un cittadino e contribuente del Comune. Poco importa d’altronde che il Direttore-redattore capo abbia agito nella consapevolezza o no della copertura «ufficiale» ovviamente assicuratagli dall’amalgamato Organo Ufficiale.

Ormai il male è fatto. Purtroppo, cittadino oltraggiato non posso fare altro che protestare con forza contro questa diffamazione pubblica amministratami indirettamente dal Consiglio Comunale! Una consolazione più che magra per chi ne riporterà danno incommensurabile…

Più importante è tuttavia che casi come questo, sgradevole nonché devastante per chi ne subisce le conseguenze, non si riproducano in avvenire. Nelle circostanze attuali uno dei due partner contro natura dell’amalgama, cioè il «settimanale indipendente», per varie ragioni non sembra essere in grado di poter garantire che cose del genere non succedano di nuovo (vedi pagine 2 e 16, specialmente nell’ultimo capoverso la direttiva impartita dal Direttore-redattore capo). Casi simili potranno essere evitati in avvenire soltanto se l’altro partner contro natura dell’amalgama, cioè voi membri del Consiglio comunale vi assumete la vostra responsabilità politica e amministrativa per l’Organo Ufficiale del nostro Comune prendendo le misure adeguate per rimediare. A questo fine il provvedimento che si impone al Consiglio comunale logicamente come il più promettente sarà di dissolvere al più presto l’amalgama fra l’Organo Ufficiale e il «settimanale indipendente» (dissolverlo effettivamente per, in seguito, abrogarne formalmente l’articolo 9 del «Regolamento riguardante la comunicazione politica del Comune di Poschiavo» del 25 settembre 2006). Oltre a eliminare le attuali ambiguità dei rispettivi ruoli e le confusioni purtroppo nondimeno sempre possibili come nel caso presente, questa separazione radicale dei due partner contro natura avrà vantaggi per ciascuno:

  • L’Organo Ufficiale di pubblicazione recupererà le sue inalienabili caratteristiche e qualità di neutro, imparziale, attendibile, credenziali irrinunciabili per un organo ufficiale di pubblicazione, qualità smarrite passo passo nell’amalgamazione con il «settimanale indipendente». Il ruolo e le mansioni di organo ufficiale di pubblicazione del Comune potranno essere assunte completamente dal sito www.poschiavo.ch, come del resto è già realtà attualmente.
  • Il «settimanale indipendente» sarà finalmente liberato dal fastidioso vincolo con l’Organo Ufficiale. Il Direttore-redattore capo e i suoi «marionettisti» potranno tirarne vantaggio per servire il meglio possibile gli abbonati e lettori,

    • sia i lettori loro devoti, proseguendo sulla via presa con risolutezza all’occasione delle peripezie circa la decisione di censurare articolisti e i loro prodotti anticipatamente, accelerando di proprio arbitrio la trasformazione dello storico «settimanale indipendente» in giornaletto partigiano nonché, a loro discrezione, in foglio d’intrattenimento per le loro famiglie ed i loro amici (vedi pagina 35);

    • sia gli attuali abbonati e i futuri lettori ancora da avvincere, strappandosi i paraocchi ideologici, aprendosi a nuovi approcci della comunicazione, spalancando i portoni della loro compatta cittadella per lasciarvi soffiare venti freschi talvolta risveglianti, producendo un nuovo settimanale veramente indipendente ed attraente per compaesane e compaesani giovani e meno giovani. Se quel «Nuovo Grigione Italiano» avvenisse, forse mi riabbonerei per sostenerlo e leggerlo, e magari proverei qualche lieve dispiacere al ricordo che il 13 agosto 2009 il Direttore-redattore capo e i suoi «marionettisti» mi avevano messo per sempre alla porta con tutti i futuri prodotti della mia penna…

Per chiudere oso auspicare che riusciate entro un lasso di tempo piuttosto breve a chiarire la linea di demarcazione fra il «settimanale indipendente» e l’Organo Ufficiale di pubblicazione del nostro Comune, dissolvendo definitivamente l’amalgama fra i due!

A bon sa vedé.

Dino Beti

Copia di questa lettera è inviata a:

  • Presidente e Vicepresidente Comune di Brusio, per informazione e in caso volessero associare il loro Comune al nostro in questo approccio riguardo ai due Organi Ufficiali
  • Membri della Giunta, per informazione (il Regolamento era stato deliberato in Giunta nel 2006)
  • Amministratore de «Il Grigione Italiano», Casa Editrice Tipografia Menghini, Poschiavo
  • Vari media d’informazione dei Grigioni Italiano (stesso territorio che «Il Grigione Italiano»)

Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch