Beato chi si libera dei suoi controlli

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Beato chi si libera dei suoi controlli

Luca 5.1 – 11

Mentre egli stava in piedi sulla riva del lago di Gennesaret e la folla si stringeva intorno a lui per udire la parola di Dio, Gesù vide due barche ferme a riva: da esse i pescatori erano smontati e lavavano le reti. Montato su una di quelle barche, che era di Simone, lo pregò di scostarsi un poco da terra; poi, sedutosi sulla barca, insegnava alla folla. Com’ebbe terminato di parlare, disse a Simone: ”Prendi il largo, e gettate le reti per pescare». Simone gli rispose: ”Maestro, tutta la notte ci siamo affaticati, e non abbiamo preso nulla; però, secondo la tua parola, getterò le reti». E, fatto così, presero una tal quantità  di pesci, che le reti si rompevano.
Allora fecero segno ai loro compagni dell’altra barca, di venire ad aiutarli. Quelli vennero e riempirono tutt’e due le barche, tanto che affondavano. Simon Pietro, veduto ciò, si gettò ai piedi di Gesù, dicendo: ”Signore, allontanati da me, perchè sono un peccatore». Perchè spavento aveva colto lui, e tutti quelli che erano con lui, per la quantità  di pesci che avevano presi, e così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Allora Gesù disse a Simone: ”Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini». Essi, tratte le barche a terra, lasciarono ogni cosa e lo seguirono.

Cara comunità,

le coste africane sono divise da centinaia di chilometri da quelle italiane. Questa striscia d’acqua miete migliaia di morti di persone che fuggono dalla fame, guerra e miseria. Flotte di “boat people” cercano libertà e benessere. Si costruiscono “barche” o usano delle “carrette del mare” per raggiungere le coste europee. La meta di queste “boat people” è mettere i piedi sulla terra asciutta. Per chi avrà riconosciuto lo status di rifugiato politico inizierà un nuovo futuro. Per loro, mettere i piedi all’asciutto è iniziare un nuovo futuro.

Redatto da Antonio Di Passa – antonio.dipassa@gr-ref.ch