Lettera aperta all’ex-Presidente RVP, neoeletto Granconsigliere, aspirante Podestà 

0
0

Lettera aperta all’ex-Presidente RVP, neoeletto Granconsigliere, aspirante Podestà 

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta di Dino Beti. L’autore si assume la responsabilità  del contenuto. Le persone coinvolte godono del diritto di replica.

La Redazione

Leggendo le tue strane righe del 14 giugno in reazione ai miei auguri del 13 giugno (vedi sotto), in un primo tempo ho considerato preferibile lasciar perdere. Dopo riflessione mi sento tuttavia in dovere di chiarire un paio di punti riguardo la tua candidatura. Tanto più opportuno in merito al tuo caso dove vediamo che, da beniamino e portabandiera che già eri del tuo partito, ti stai mutando in modello, idolo ed icona dei tuoi.

Candidatura anomala, fuori posto, fuori luogo

No, non ce l’ho mai avuta né ce l’ho con la tua persona. Perciò erri lamentando che io avrei “una così scarsa considerazione della (tua) persona” (vedi sotto). Ce l’ho bensì con la tua triplice candidatura: a presidente RVP, a granconsigliere, a podestà. Qualcosa disturba profondamente, stizzisce nella tua triplice candidatura. A cominciare con la tua candidatura a granconsigliere. Una candidatura anomala. Una mossa fuori posto. Onestamente non avrebbe nemmeno dovuto esistere (vedi testi no.1, 2,4 e 7 nell’allegato)!

I fatti a prova di ciò erano evidenti…

In primavera 2007 il tuo partito ha puntato sulla tua candidatura per la presidenza della Nuova RVP. Ovvio che ti ha presentato come il migliore candidato possibile per questo compito alla testa della futura istituzione regionale. Compito importantissimo, indubbiamente di lunga durata: l’istituzione era da mettere in piedi, strutturare, organizzare, poi dirigere e gestire. Non vado a negare che anch’io ti ritenevo allora il migliore dei tre candidati per la RVP come doveva essere costruita sotto lo statuto votato (vedi testo no.14 nell’allegato). Ancora oggi penso che, dei tre candidati di allora, saresti il migliore come presidente della RVP anche per gli anni a venire!
 
Dopo essere stato messo in ballottaggio, il 7 luglio 2007 il Della Vedova ce l’ha fatta, 876 votanti (53% dei voti ) lo hanno valutato il più promettente dei tre candidati per dare vita e garantire un’avvenire alla futura istituzione…

… ma non le vostre intenzioni né i vostri calcoli elettoralisti!

Quali erano le intenzioni del tuo partito con la tua candidatura per la presidenza RVP? Quali erano i vostri calcoli dietro le macchinazioni a scopo puramente elettoralista? Fino a questa primavera tutt’al più semitrasparenti, nel frattempo li avete rivelati pubblicamente. Il 4 giugno, dichiaravate (vedi testo no.8 nell’allegato): “La volontà di candidare Alessandro Della Vedova per la carica di granconsigliere e podestà è un progetto del PDC Valposchiavo.”

Ciò vuol dire chiaramente che già nel 2007 – dunque nel vero momento che il tuo partito ti proponeva per la presidenza RVP (missione a lungo termine!) – sapevate che appena tre anni dopo avreste assolutamente bisogno del Della Vedova per altri seggi-feudo del partito (vedi testo no.1 nell’allegato “Un unico papabile per tre seggi-feudo compattocratici”). Già allora sapevate che rimarresti pochissimo tempo alla testa della nostra nascente istituzione regionale. Eppure, nel 2007 le vostre dichiarazioni a favore della tua candidatura per la presidenza della RVP non ne hanno detto nulla di questo progetto. Non avete lasciato filtrare neanche la più leggera allusione alle vostre subdole macchinazioni elettoraliste.

Il progetto bolliva in pentola ma sotto coperchio – oggi sappiamo perché…

È inconcepibile che un’omissione similmente grave non sia stata intenzionale. Abusando della credulità dei cittadini nella vostra presupposta onestà, vi siete ben guardati dal lasciar filtrare le vostre intenzioni. Eravate consapevoli del rischio che correvate con il vostro candidato se aveste messo tutte le carte in tavole fin dall’inizio. Persino una parte dei vostri seguaci, allarmati delle vostre macchinazioni, vi avrebbero allora negato l’abitudinaria fedeltà e disertato il vostro candidato. Se aveste lasciato anche soltanto intendere ciò che tramavate, il Della Vedova non avrebbe fatto neanche i soliti incorreggibili seicento voti “tradizionali” del vostro partito, e il suo concorrente Mengotti avrebbe riportato la presidenza della RVP!

Un convincente indizio per la giustezza di questa tesi è il risultato dell’elezione per il Gran Consiglio. Dopo aver avuto sentore delle vostre manovre dietro le quinte, un buon terzo dei consuetudinari seguaci delle vostre parole d’ordine, avvertiti appena in tempo ha ravvisato l’inganno. E se il vostro candidato ce l’ha ancora fatta, ce l’ha fatta per un micropelo!

Usurpato una posizione pubblica per promuovere un progetto elettoralista privato

Giocandovi della nostra buona fede, siete riusciti a farci credere che il Della Vedova, una volta eletto presidente della RVP, vi rimarrebbe al posto di comando almeno fino ad aver messo la giovane istituzione su basi affidabili e fiduciose. Vi siete burlati di noi poiché non ignoravate che in tre anni questo obiettivo istituzionale non sarebbe raggiungibile. Avete deliberatamente usurpato la presidenza della nostra istituzione regionale per permettere al vostro aspirante granconsigliere+podestà di esporsi nella vetrina pubblica, farsi vedere anche in contesti estranei alla RVP, profilarsi con un forbito discorso qui, con il suo ritratto là…

Con l’effetto indubbiamente voluto, tutt’altro che trascurabile: durante tre anni ha potuto fare permanentemente campagna elettorale a favore della sua candidatura al mandato cantonale ed a quello comunale. Campagna elettorale non direttamente alle spese della RVP, che io sappia. Campagna svoltasi nondimeno sul predellino della nostra istituzione regionale che in meno di tre anni ci ha costato centinaia di migliaia di franchi a noi contribuenti valposchiavini.

Così lo intendeva ovviamente il vostro progetto elettoralista. Ed ora, irresponsabili, togliete il vostro unico papabile (vedi testo no.1 nell’allegato) prematuramente dalla RVP, proprio nel momento che cominciava a produrre qualche prima prova della sua capacità di gestore, magari di qualche potenziale di manager. È scandaloso che gli chiediate di abbandonare la sua missione alla RVP appena tre anni dopo averla assunta! Lo sostengo tanto più convinto dopo aver presenziato, il 15 giugno, la seduta del parlamento RVP, dove ho potuto prendere la misura di quello che è stato tentato, iniziato, tralasciato, negletto, come del poco realizzato fino oggi. Dove mi sono reso conto che la RVP non sta ancora solidamente in piedi e pena a fare i primi passi senza barcollare.

È rattristante constatare che ve ne infischiate del fatto che la vostra mossa partitocratica indebolirà vergognosamente la nostra giovane istituzione regionale!

Il vostro progetto elettoralista innanzitutto e ad ogni costo!

Ed ora tentate nuovamente di abbindolarci. Volete farci credere che, essendo stato eletto (per un micropelo!) granconsigliere, sarebbe ineluttabile che il Della Vedova sia elevato anche sul trono di podestà. “Il binomio granconsigliere-podestà rappresenta da sempre una saggia e consolidata tradizione”, dichiarate senza avanzare un solo indizio a prova di quello che pretendete (vedi testo no.6 nell’allegato). Neanche il minimo indizio! Potreste perlomeno pregare il vostro granconsigliere+podestà uscente di degnarsi una buona volta di raccontare al suo popolo comunale tutto quello che lui ha fatto binomicamente per “perorare gli interessi della nostra Valle all’interno di quel consesso”! Supposto che, grazie al vostro miracoloso “binomio”, sia riuscito a far più e meglio che l’altro granconsigliere… Se fosse stato il caso, conoscendo l’uscente ce l’avrebbe già raccontata e ripetuta ad nauseam quella fantastica storia del vostro meraviglioso “binomio”. Se non ce l’ha mai raccontata è ben perché durante il suo mandato di otto anni non si è mai verificata!

La vostra pretesa non resiste nemmeno alle cifre dure e pure del Gran Consiglio stesso (vedi testo no.14 nell’allegato): Su 120 granconsiglieri non più di una decina sono anche presidente/podestà comunale. Ciò corrisponde a circa 5% dei comuni del Cantone. Vuol dire che 95% (!) dei comuni non hanno ancora scoperto la vostra cosiddetta “saggia e consolidata tradizione” secondo la quale, per essere efficace, il presidente/podestà comunale deve essere anche granconsigliere. Infondata dunque la vostra pretesa, sfrontata e disonesta!


Se il vostro progetto elettoralista si realizzasse, il nostro Comune si troverebbe in una situazione estremamente rischiosa: con un capo dell’Esecutivo comunale novizio e senza nessuna esperienza del management politico, abbinato con un non meno novizio rappresentante nel Legislativo cantonale, ineluttabilmente in totale dipendenza da un partito, ovviamente il vostro. Davvero un abbinamento preoccupante dato che si tratta della nostra vita e delle sorti di tutta la comunità comunale. Conoscendo gli affari da gestire e intravedendo i problemi da risolvere negli anni a venire, noi cittadini e cittadine, questa volta per fortuna avvertiti, saremmo ben ispirati di tenerne conto quando assumeremo la nostra responsabilità alle urne. Chissà che si produca il miracolo di risparmiarci il vostro meraviglioso “binomio” con il quale volete di nuovo abbindolarci!

  • Leggi tutto il:

Redatto da Dino Beti di Panìsc – dino.beti@bluewin.ch