Lago Bianco: il voto storico

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Lago Bianco: il voto storico

Il 31 ottobre rimarrà  indubbiamente un punto fermo nella storia locale visto che l’esito della consultazione apre ora le porte ad uno dei tre principali progetti di sfruttamento della forza idrica nelle Alpi di questo nuovo millennio. Con una potenza pianificata pari ad una centrale nucleare, il bacino d’accumulazione, le condotte forzate e la nuova centrale rappresentano una nuova frontiera per la produzione elettrica non solo locale, ma nazionale.

Consultazione record

Il primo dato degno di nota è la partecipazione al voto. Il 78% degli aventi diritto è andato a votare, si tratta probabilmente di un record storico. La popolazione si è dunque resa conto della posta in gioco ed è accorsa. Nell’urna però non si può inserire un «ni» o un «no, ma», come tanti forse avrebbero voluto; la democrazia richiede un voto certo su quanto raggiunto nelle trattative dalle autorità elette e questo si esprime solo con un sì o con un no secchi. 2’040 persone sono
accorse alle urne e quello che è uscito non è un plebiscito, ma un risultato solido: sono poche le consultazioni popolari che ottengono tanti consensi, il 65% è un risultato chiaro e indiscutibile. Ma anche chi ha detto no rimane cittadino pensante e ha diritto di vedere rispettati i suoi diritti. I due terzi di sì non sono carta bianca, una delega totale, ma un accordo fra partner, fra la popolazione poschiavina e l’Azienda. I 699 cittadini che han detto no non cambieranno opinione e osserveranno con attenzione ogni sviluppo del cantiere e del progetto.

Ormai è praticamente sicuro, il cantiere arriva e con lui arrivano anche nuove risorse finanziarie da utilizzare in modo intelligente.


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Redatto da La Redazione – redazione@ilbernina.ch