E se fosse la Valposchiavo a rendere disabile?

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E se fosse la Valposchiavo a rendere disabile?

Lo scorso mese di gennaio IL BERNINA ha voluto rendere attente le autorità  e la popolazione valposchiavina sulla questione dell’accessibilità  a luoghi e momenti pubblici per le persone con una disabilità  fisica (»» leggi 10333. A distanza di due mesi, e in seguito alle segnalazioni delle lettrici e dei lettori, IL BERNINA riprende il discorso.

Nota introduttiva

IL BERNINA è cosciente della complessità – di emozioni, di condizioni, di ostacoli da superare – che accompagna una disabilità fisica. Questo articolo intende semplicemente offrire un nuovo punto di vista sul tema, al fine di creare uno sguardo più ampio. Non va dunque letto come tentativo di rapida e definitiva soluzione alle difficoltà legate ad una disabilità fisica.

Dove sta l’handicap?

Dove sta l’handicap, se una persona con una disabilità fisica, ad esempio un’anziana, non riesce ad accedere ad un luogo pubblico? Dove sta la mancanza, se uno scolaro o un insegnante in sedia a rotelle non riesce a raggiungere l’aula, o ci riesce soltanto dopo lungo faticare?

Ecco la risposta: è l’edificio, la struttura, ad avere un handicap, non la persona che non riesce ad accedervi. Ed è sempre l’edificio, lo spazio pubblico inaccessibile, che rende disabile la persona.

Sono dunque le infrastrutture della stazione di Poschiavo a rendere disabile il viaggiatore che vorrebbe percorrere il tratto “patrimonio dell’umanità”, non la sua sedia a rotelle. È l’edificio scolastico di Brusio a rendere disabile lo scolaro e l’insegnante, non le loro difficoltà motorie.

E la stessa cosa vale per tutte le costruzioni e gli spazi che le nostre lettrici e i nostri lettori ci hanno indicato. Sono loro a negare ad una persona la possibilità di svolgere un’attività quotidiana come il fare la spesa, oppure ad escluderla da un momento sociale come un concerto, non la disabilità fisica.


Redatto da La Redazione – redazione@ilbernina.ch