Ma quanto guadagnano Heiz e Della Vedova ?!

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I nostri rappresentanti a Coira si arricchiscono? E la politica ci guadagna?
Una breve inchiesta de IL BERNINA chiarisce vantaggi e svantaggi dell’attuale sistema di retribuzione dei Gran Consiglieri, che arrivano a percepire…



I nostri rappresentanti a Coira arrivano a percepire su per giù 9000 CHF lordi all’anno. Per le sessioni di Gran Consiglio, le riunioni nei rispettivi gruppi parlamentari e nelle commissioni ricevono infatti un’indennità di 300 CHF. Ci sono inoltre dei rimborsi per il viaggio, il vitto e l’alloggio.

Vi sembra molto? Vi sembra poco? Ecco cosa ne pensano gli stessi Gran Consiglieri.

“È una retribuzione modesta ma penso corretta”, esordisce Karl Heiz, rappresentante del Comune di Poschiavo. Gli fa eco il bregagliotto Maurizio Michael: “Si tratta di una soluzione che permette di mantenere relativamente bassi i costi della politica e al contempo di riconoscere l’impegno a coloro che partecipano o comunque sono presenti alle attività politiche”.


Un sistema di retribuzione dunque, che non grava più di tanto sulle casse pubbliche. Anche a detta di Alessandro Della Vedova, Podestà (sindaco) di Poschiavo e Gran Consigliere, è proprio questo il suo gran vantaggio. Ogni medaglia ha però il suo rovescio.

Se per le sessioni di Gran Consiglio, le riunioni nei rispettivi gruppi parlamentari e nelle commissioni i nostri rappresentanti nella Capitale ricevono come detto un contributo, lo stesso non vale per il lavoro di preparazione personale, la lettura della documentazione, la preparazione di atti parlamentari, la partecipazione a eventi politici e altro ancora. Questo tempo va a completo carico del Gran Consigliere, per il quale l’attività politica spesso non è la sola…

Il palazzo del Gran Consiglio a Coira

E così il liberale Karl Heiz parla di sacrificio finanziario non indifferente, specialmente se il Gran Consigliere è un lavoratore indipendente. Maurizio Michael lo conferma sulla scorta di un dato di fatto più che significativo: “Alla fine dell’ultima legislatura più Gran Consiglieri dimissionari hanno dichiarato che l’attività di Gran Consigliere risultasse troppo impegnativa e che andasse a scapito della propria attività professionale”.

La politica a “buon mercato” cela dunque pure dei rischi, non solo per chi riveste la carica di Gran Consigliere, ma anche per la politica stessa. Lo si può dedurre dalle parole di Alessandro Della Vedova: “Il Gran Consigliere forse non sempre trova il tempo da dedicare alla preparazione delle sessioni come invece vorrebbe, perché, in fin dei conti, deve guadagnarsi il pane altrimenti e quindi deve investire gratuitamente parecchio tempo libero nella causa pubblica.”

Chi assume la carica di Gran Consigliere deve pertanto innanzitutto chiedersi se dispone del tempo necessario per farlo bene, perché – come commenta Della Vedova“il fare politica in Svizzera va inteso unicamente quale piacere e onore di potersi dedicare al bene pubblico e non quale poltrona ambita alla luce degli innumerevoli privilegi e degli onorari stratosferici”.

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Insomma, l’attuale sistema di retribuzione dei Gran Consiglieri presenta sia vantaggi che svantaggi. Da quale parte penda la bilancia e quanto siano opportuni dei cambiamenti lo può rivelare soltanto un’analisi approfondita. Emergono però chiaramente due aspetti. Da un lato i Gran Consiglieri con l’attività politica di certo non si arricchiscono. Dall’altro la loro modesta retribuzione può limitarne la dedizione a favore del bene pubblico.