L’ONAF di Sondrio valorizza i formaggi valtellinesi e italiani. E la Valposchiavo per i suoi formaggi cosa fa?

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Un viaggio fra vini e formaggi d’Italia in occasione dei 150 anni d’Unità d’Italia
Si è tenuta a Chiuro, venerdì 23 settembre, una serata dedicata a due prodotti di spicco della vicina Penisola.

A organizzare l’evento, che ha avuto luogo presso la cantina Nera a Chiuro, l’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio) di Sondrio.

La degustazione di formaggi si accompagnava ad una di vini e ha permesso ai partecipanti di sentire sapori di diverse regioni d’Italia.

Il risotto al cumino era davvero irresistibile. Anche il fotografo non ha saputo resistere alla tentazione, assaggiandone un boccone prima dello scatto.


Dopo un risotto al cumino, che ha predisposto la bocca a cose buone e la mente a cose belle, è stata la volta dei formaggi, sei pezzi suddivisi su due piatti.

Da sinistra: un dolcetto d'Alba (Piemonte), un Inferno al Carmine (Valtellina), un Rosso Sovana (Maremma), un Nero d'Avola (Sicilia), con un bra duro, un bitto, un parmigiano reggiano.


Da sinistra: un pecorino, un ragusano, uno strachitun.


Una serata riuscita, quella organizzata dall’ONAF di Sondrio, che ha dato risalto a formaggi e vini della Valtellina e di tutta l’Italia. Un evento che fa sorgere una domanda: la Valposchiavo per i suoi formaggi (ce ne sono di buonissimi) cosa fa? Potrebbe fare di più? Che cosa?


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