In edicola il nuovo numero di “Seiinvalle”

0
10

C’è una natura, da cui siamo circondati; è c’è una natura, di cui facciamo parte.
SeiinValposchiavo con articoli su “Bioraselli”, “I custodi della biodiversità” e “Guida alle piante officinali

Senza voler disturbare i grandi pensatori consideriamo semplicemente che esiste in noi qualcosa che reagisce alle influenze ambientali e che attraverso queste stesse reazioni sviluppa delle forze che influenzano i processi sociali. La natura umana è quel “qualcosa”. Il nostro carattere invece nasce proprio dalle quelle “forze”.

Mi piace pensare alla miriade infinita di potenziali caratteri che esprimono il nostro essere dopo la nascita e che crescono, si modificano e reagiscono anche in base alle circostanze che ci troviamo ad affrontare. Mi sono chiesta spesso quanto questi condizionamenti possano plasmare l’indole di un bambino, quanta parte di me c’è in me e quanto il mio agire sia frutto dell’educazione che ho ricevuto e delle casualità (e intenzionalità) che ho vissuto. Strepitoso, questo concetto esprime perfettamente l’infinito!

Ma l’uomo è davvero così adattabile? Ci sono aspirazioni umane, bisogni e paure, che si sviluppano in relazione a certe condizioni di vita, ma esistono anche necessità la cui soddisfazione è prioritaria in ogni situazione, e che quindi possono considerarsi biologicamente intrinseche alla natura dell’uomo.

Clicca per ingrandire l’immagine

Questi bisogni imprescindibili sono riconducibili alla funzione di autoconservazione, l’assolvimento della quale costituisce il movente principale del comportamento umano, ma ne esistono anche altri, fra questi l’innata tendenza a sviluppare le potenzialità umane maturate nel corso dell’evoluzione storica e individuale. Anche se queste capacità non sono innate, innata è la tendenza che, una volta sviluppatesi, ne impone l’espressione.

L’esigenza di libertà e l’odio per l’oppressione è il primo prodotto di questa tendenza alla crescita che costituisce la condizione fondamentale che ne permette l’applicazione. Guai a chi tentasse, attraverso sistemi coercitivi, di frustrare questo ingrediente base della nostra natura, la storia è satolla di esempi!

L’uomo tuttavia non deve solo far fronte ai sistemi coercitivi dei propri simili, ma anche adeguarsi agli eventi naturali, quelli propri del nostro pianeta. L’incapacità umana di adattarsi alla natura e vivere in armonia con essa, a causa del proprio orientamento istintuale, è ciò che ha reso l’individuo autocosciente, capace di immaginazione e di razionalità. Ma proprio tali qualità a lui peculiari sono alla base del paradosso dell’esistenza umana: pur essendo parte della natura, pur nascendo in uno spazio e in un tempo che egli non ha scelto, l’uomo si differenzia da quant’altro della natura faccia parte.

Una dicotomia esistenziale fondamentale è quella tra la vita e la morte: la consapevolezza della propria finitezza influenza notevolmente la nostra vita, eppure la morte resta quanto di più incompatibile con l’esperienza stessa del vivere. La coscienza della propria mortalità conduce l’uomo ad affrontare un altro bivio: quello fra ciò che egli è potenzialmente e l’impossibilità della propria completa realizzazione nel tempo limitato alla nostra mortale esistenza, vero dramma che dovrebbe in sé bastare a giustificare chi decida di non accettare queste condizioni.

Gloria Ciapponi, direttore di seiinValle


Dove trovare la rivista in Valposchiavo

    • Biblioteca di Brusio
    • Biblioteca di Poschiavo
    • ecomunicare.ch, La Rasiga

 

    • Ente Turistico Valposchiavo, Poschiavo
    • Ferrovia retica, Poschiavo

 

  • Libreria L’Idea, Poschiavo
  • Tipografia Menghini

[Inserzione pubblicitaria]