La riforma territoriale vista dal PDC Valposchiavo

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“Affinché il messaggio del Governo possa per noi tornare ad essere positivo, occorre operare un forte lavoro di convincimento
Lo scorso 31 dicembre 2011 è scaduto il temine per l’inoltro di una presa di posizione in merito al testo di consultazione del DFCG del 22 settembre 2011, riguardante la riforma territoriale.

Nel contesto il PDC Valposchiavo prende atto della presa di posizione assai negativa rispetto la proposta del governo cantonale, inoltrata da un gruppo di lavoro costituito dalla Regione Valposchiavo, all’interno del quale hanno attivamente collaborato anche dei propri rappresentanti. Condividendo pienamente i contenuti dello scritto, il PDC Valposchiavo ritiene assolutamente giustificate le argomentazioni addotte, volte a respingere i contenuti della riforma territoriale laddove è prevista la creazione di un’unica regione Bernina/Maloja.

Oltre all’annessione della Regione Valposchiavo con l’Engadina Alta e la Bregaglia, nella proposta di modifica parziale della Costituzione messa in consultazione, ci sono ancora molti altri punti controversi, come ad esempio l’organizzazione stessa delle nuove regioni. In quest’ambito si riscontra una carenza di dettagli per quanto riguarda i compiti amministrativi e non è neppure sufficientemente chiaro quali saranno i contenuti delle nuove strutture.
In quest’ottica desta palese preoccupazione il fatto che la riforma territoriale potrebbe avere delle ripercussioni negative anche per quanto riguarda l’Ospedale San Sisto e la Scuola Professionale, istituzioni quest’ultime che potrebbero seguire il destino del Tribunale del Distretto Bernina, già certo di subire l’accorpamento con il Tribunale del Distretto Maloja qualora la nuova regione Bernina/Maloja dovesse trasformarsi in realtà.

Non è neppure comprensibile come il Governo, nel testo posto in consultazione, proponga la creazione di 10 regioni, dal momento in cui, l’incarico dato dal Gran Consiglio nella sessione del febbraio 2011, prevedeva la valutazione di 8, 9, 10 o 11 regioni. L’argomentazione del Governo, di proporre unicamente la variante di 10 regioni, risulta essere quanto meno contraddittoria ed incoerente con l’incarico ricevuto dal Legislativo. Per i motivi già citati, ma soprattutto anche per la diversa componente linguistica e culturale, nonché per altre problematiche relative per esempio alla distanza di percorrenza tra la Valposchiavo e l’Engadina, non è possibile che, nel testo posto in consultazione dal DFCG, non sia stata integrata anche la variante con 11 regioni, risultando pertanto la Valposchiavo quale unica regione sacrificata.


... e la Regione Valposchiavo non c'è più


Per continuare a sperare nell’autonomia della nostra regione, occorre far passare la validità delle argomentazioni addotte, in seno al Gran Consiglio. In special modo tramite il Podestà Alessandro Della Vedova, suo rappresentante nel Parlamento retico, il PDC Valposchiavo si sta adoperando affinché all’interno del Legislativo si possa contare su un forte sostegno di tutte le frazioni politiche, come pure su quello di altre regioni del nostro Cantone. Affinché il messaggio del Governo possa per noi tornare ad essere positivo, occorre operare un forte lavoro di convincimento, al quale il PDC Valposchiavo si sta prodigando con tutte le proprie forze.




PDC Valposchiavo