Il richiamo del “tirà li tòli“: un fracasso che purifica le menti

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Sera del 31 gennaio, tradizione del “ tirà li tòli “.
Riusciremo, noi tiranesi, con il grande fracasso della tradizione tiranese del “ tirà li tòli “ nella serata del 31 gennaio a soverchiare il “ fracasso “ dei mass media che ogni giorno ci pompano nelle orecchie notizie di sventura e di tragedie annunciate? Invitati anche i vicini amici Valposchiavini.

Io credo di sì, ma occorre che in quella serata si spengano i televisori, i computers, si lascino i giornali sul tavolo per riversarci gioiosi con i nostri bimbi nelle contrade. Quel fracasso purificherà le menti, distenderà i nervi perché il “tirà li tòli “ è puro divertimento, spensieratezza dei ragazzi e allegria per i grandi. E poi costa poco, pochissimo. Le “tòle” costano nulla. Se durante l’anno avete aperto qualche scatoletta metallica di piselli, di carne, di pomodori e se avete conservato le scatolette siete sulla strada giusta. Ora con un filo di ferro unite tutte le scatolette in una “ filagna di tòli”. È fatta. Avrete così costruito lo strumento musicale per suonare nella sarabanda nella serata del 31 gennaio.

Volete fare di più? Allora fatevi prestare il bastone del nonno e quando trascinate per strada le “tòle“ battetele con forza. Segnerete così il “tempo“ dell’inno propiziatorio per il risveglio della primavera, per il richiamo dell’erba. State tranquilli. Non graverete sull’andamento della borsa, né sullo “spread“, né aumenterete il debito pubblico perché il costo dell’attrezzatura è nullo e quel fragore, oltre al resto, sarà scaramantico per allontanare il triste presagio “dé restà ‘n bulèta sparàda e de mìga rüà a pagà i dèbit ‘n del 2012“. Non da ultimo, il gran fracasso servirà per richiamare un tempo meteorologico più normale dove la neve, in questi ultimi anni, sembra giocare a rimpiattino per poi farsi vedere sempre tardi e con temperature miti con il “grattacapo” degli operatori turistici.



Abbandoniamo però queste considerazioni estemporanee per dire con forza che alle tradizioni conviene sempre crederci e mai abbandonarle. La tradizione del “tirà li tòli“ per i pochi che ancora non la conoscono è un rito che si svolge la sera del 31 gennaio e che, in questi ultimi anni, è stato ripreso e ha fatto furore grazie alla iniziativa della Pro Loco di Tirano, ma anche alla inventiva e alla genialità dei partecipanti. È una tradizione che viene da lontano e da tempi antichi. I nostri avi, dopo inverni carichi di neve e freddo, desideravano la primavera. Per scuoterla dal profondo sonno dovevano fare, con qualsiasi attrezzo a disposizione, un baccano infernale, tale da destare persino gli orsi. La tradizione del “tirà li tòli“ è dunque per Tirano una esclusiva di Valle e un fiore all’occhiello. È un avvenimento da “esporre in vetrina“ in tempo utile, è un biglietto d’invito a tutti i Valtellinesi e in particolare per i vicini amici Valposchiavini, sempre graditi e molte volte da me “copiati“ per il loro grande amore per le tradizioni, la cultura locale e il dialetto.

L’anno scorso, durante l’Evento, ho visto bambini di paesi limitrofi a Tirano con i loro genitori scorrazzare nelle varie vie, accomunati gioiosamente da una “roscia“ (folla) incredibile di nostri ragazzi. Li ho sentiti parlare nel loro dialetto quasi simile al nostro e battere le “tòle” con entusiasmo e vigore. Si è capito che l’evento del “tirà li tòli“ accomuna i bambini e i genitori d’ogni paese nella nostra città e questo non può che farci piacere. Questa è l’occasione buona per invitare tanti bimbi nel gioioso fracasso del richiamare l’orso fuori della tana e risvegliare la primavera nel tiepido sole valtellinese e anche di dare un benvenuto chiassoso ai tanti turisti del Trenino Rosso del Bernina che con un buon piatto di chisciöl con insalatina e un calice di vino rosso di Valtellina possono trascorrere una allegra serata a Tirano.

Mi auguro che ognuno di noi possa far risuonare il “tam-tam“ dell’avvenimento in modo tale che esso sia noto a molti e la serata possa diventare da “sogno“. Mi piace anche ricordare che le tradizioni uniscono le genti e allora perché non pensare ad un “gemellaggio” con un grazioso paese del bergamasco chiamato Ardesio? Un paese di quasi 5000 abitanti che ha avuto in passato con la nostra zona profondi legami di interesse e di amicizia e che per noi ancora prova straordinaria simpatia. Anche loro hanno il “tirà li tòli“ chiamato però “Scassada del Zenerù“ (Cacciata del gennaio). La loro festa tradizionale, come la nostra, richiama grandi folle di gente indigena e di turisti. Un “gemellaggio“ tra Tirano e Ardesio, riguardo questa bella tradizione, sarebbe una bellissima realizzazione. Chi può agisca.

Dunque diamoci appuntamento nella serata del 31 gennaio, alle ore 20.00, nelle contrade di Tirano.


Ezio Maifrè