Ampliamento della stazione ferroviaria di Poschiavo

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Perplessità rispetto al progetto presentato mercoledì sera
Mercoledì scorso, 23 maggio 2012, presso l’ex Cinema Rio,la Ferrovia Retica ha informato il pubblico, (invitato con uno scarno comunicato sul Grigione Italiano e con una pubblicazione all’ultimo minuto sul giornale online ilbernina.ch), sul potenziamento della stazione ferroviaria di Poschiavo.

Quali cittadini preoccupati, ci teniamo a ribadire pubblicamente, per l’ultima volta, le nostre perplessità rispetto al progetto presentato mercoledì sera.

Ci sono parecchi aspetti importanti i quali ci hanno convinto ad opporci al progetto di ampliamento. Qui di seguito vorremmo spiegare al lettore e cittadino del Comune di Poschiavo le nostre argomentazioni.

Nelle diverse discussioni avute con i responsabili del progetto sono emersi due aspetti fondamentali. L’aspetto tecnico, perorato dalla Ferrovia Retica e condiviso dal Consiglio Comunale di Poschiavo e l’aspetto della tutela del paesaggio/territorio difeso dal gruppo a tutela del paesaggio.

Siamo convinti che l’introduzione dell’orario cadenzato sulla tratta ferroviaria del Bernina favorisca in particolar modo quel turismo di massa-, lasciando al turismo sostenibile/ecologico, così tanto promosso dall’ Ente Turistico Valposchiavo e da Grigioni Turismo, solo le briciole. Grazie al marchio Unesco la tratta ferroviaria del Bernina ha incrementato il flusso di passeggeri. Molti operatori turistici offrono dei pacchetti comprendenti un’andata o ritorno con il trenino rosso in combinazione con una gita in torpedone. Quante volte, se percorriamo il Passo del Bernina, vediamo dei turisti a fare pic-nic vicino al loro bus oppure incontriamo dei bus vuoti. Abbiamo la netta sensazione che la nostra Valle stia diventando un semplice corridoio di transito fra Nord e Sud. Oltre al traffico automobilistico durante la bella stagione da e per la zona franca, il mega elettrodotto, un’autostrada dell’elettricità, ora si può aggiungere pure la Ferrovia Retica.

(Nota: Otmaro Beti mercoledì sera durante il dibattito pubblico, in una replica ad un intervento del Luogotenente, ha affermato che Poschiavo ha bisogno di un turismo di qualità e non di un turismo di massa, prendendo in causa un ristorante della vicina Tirano. Ha affermato, che ai Portici si può acquistare un piatto di pizzoccheri per 5 Euro, ciò non corrisponde al vero, ai Portici un piatto di pizzoccheri costano 8.50 Euro. Ribadisce la volontà di non aver voluto offendere nessuno, questa affermazione, la cifra di 5 Euro era solo un mezzo indicativo, nato in un contesto per rendere attento il pubblico presente sulla sostanziale differenza che caratterizza il turismo della Valposchiavo con quello di Tirano.)

Il progetto da 32 milioni di franchi migliora molti aspetti tecnici. Non abbiamo mai dubitato della necessità della Ferrovia Retica di ammodernare la propria infrastruttura ed adempiere alle disposizioni legali imposte dalla legge. Rivendichiamo però la mancata scelta da parte dei tecnici di cercare un compromesso, per esempio rinunciando al doppio binario a favore di uno scambio tradizionale in zona Sanzini (al posto di ca.1300 metri di tracciato sarebbero necessari solo ca.400 metri). Se vogliamo evitare eventuali ritardi delle corse, l’unico sistema efficace sta nel costruire un doppio binario su tutta la tratta del Bernina. 1300 metri di doppio binario costano svariati milioni e recuperano al massimo un paio di minuti. Una stazione d’incrocio ai Pradei e una stazione d’incrocio alle Sanzini hanno pressoché la stessa efficacia del doppio binario ma con un evidente vantaggio benefici-costi. Queste affermazioni sono di chi per oltre 35 anni ha lavorato alle dipendenze della Ferrovia Retica.

La Ferrovia Retica, in collaborazione con l’Ufficio Tecnico Comunale, si è limitata ad esaudire i vari desideri di alcuni confinanti. Altre soluzioni tecniche, per esempio il parcheggio carrozze in stazione o il sottopassaggio al Vestacc, per motivi di costi non sono stati per nulla vagliati.

Siamo coscienti che la ferrovia è un affidabile datore di lavoro e che investe ingenti somme per l’ammodernamento delle sue infrastrutture, grazie al quale le imprese edili possono eseguire molti lavori e di cui la Valle a corto termine ne approfitta.

Ribadiamo, che ciò non può dare il pretesto alla Ferrovia di utilizzare in modo poco oculato il nostro territorio.

La difesa delle superfici coltivabili è una priorità del gruppo a tutela del paesaggio. Oltre cento anni fa, i cittadini del Comune di Brusio hanno difeso i propri campi, costringendo la allora Ferrovia del Bernina a modificare il progetto a salvaguardia della terra. Oggi possiamo ammirare un manufatto di estrema bellezza, il Viadotto di Brusio.

Convinti d’aver contribuito ad una discussione aperta e di aver offeso nessuno, ci permettiamo di far nostre alcune parole del Manzoni: “Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza”.


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Per il gruppo tutela del paesaggio

Antonio Marchesi
Thomas Compagnoni
Corrado Crameri
Otmaro Beti