Il Vangelo nella pratica comune

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Basta guardarsi attorno. Le occasioni, ma anche gli esempi non mancano
I Vangeli ossia la Parola di Dio, quante volte li sentiamo nel corso della vita. Dovremmo saperli a memoria, anche se non siamo di quelli che frequentano giornalmente la Chiesa.

Il più delle volte quelle parole sacre passano sulla nostra mente come dell’acqua su una pietra. Però c’è quella volta che ci colpiscono più del solito e ci fanno riflettere. È il caso del “Giovane ricco” mc. che sento una mattina in una chiesetta locale.

Il giovane Sacerdote lo spiega in lungo e in largo con parole convincenti. In pratica il ricco, per assicurarsi il regno dei cieli, dovrebbe dare al povero. In pratica dare e non dal superfluo, ma fare parte di quello che ha, anche se l’oratore fa pure cenno anche al conto in banca.

Di sottocchio mi guardo attorno: tre Suore, una decina di anziani; veramente mi sembra che ci sia poco da prendere per dare.
Finisce la Messa. Si scende per un caffè e si scambiano due parole con ospiti e se capita l’occasione anche con la Suora.

È chiaro che i discorsi sul giovane ricco sono fuori discussione, a quel punto, più facile che ti lasci scappare la lamentela dell’età: i muscoli che si irrigidiscono da disturbarti il sonno e cose del genere. La paziente Suora avrebbe potuto dirmi che di quelle lamentele ne ha piene le orecchie giorno e notte. No, mi prende per un braccio, mi invita a seguirla e mi porta nella sala dove ci sono gli attrezzi per la ginnastica. Mi fa sedere e mi insegna come usare l’aggeggio che fa al mio caso e che conosco solo per averlo visto usare da altri. Provo a girare le manovelle (non ancora i pedali). “Quanti giri devo fare? 50, 100?” chiedo alla suora – quanti si sente di farne – Risponde la paziente Suora e quindi avanti.

Mi sto interessando, ma a un certo punto devo uscire per delle commissioni, ma ritorno e di proposito ne faccio 100 di un verso e 100 dall’altro e non senza grande fatica. Convinta comunque dell’utilità di quegli esercizi, dopo pranzo ci ritorno e mi spingo a fare 500 giri.

Ma in tutto questo che c’entra il Vangelo del giovane ricco e del far parte agli altri dei nostri beni?

A tavola mentre attendo d’esser servita, il mio sguardo cade sulle mie mani e noto che rispetto al mattino hanno perso parte di quel bluastro e gonfiore che da un po’ di tempo mi disturba.

Allora mi sono ricordata del Vangelo sentito al mattino, “ecco? mi sono detto, il Vangelo in pratica!!!” , il Signore non pretende l’impossibile ma chiede di dare quello che abbiamo. Quella Suora, non mi ha dato soldi, dal suo conto in banca che sicuramente non ha, ma mi ha dato della sua esperienza e insegnato come curare il mio problema fisico o perlomeno alleviarlo e senza chiedermi niente.

Una lezione di applicazione pratica del Vangelo: dare parte del nostro a chi non ha e le occasioni sono sempre a portata di mano. Altro che soldi? Che nella maggior parte dei casi non ci sono neanche o a fatica solo quanti servono per coprire le spese vitali, ma ci sono tante altre occasioni per dare, magari anche poco ma che può giovare a chi riceve. Ecco il Vangelo tradotto nella pratica.

Un esempio che può anche apparire personale e lo è, ma anche comune . Basta guardarsi attorno. Le occasioni, ma anche gli esempi non mancano.

Luisa Moraschinelli