E il Parlamento si scopre un po’ bifronte

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Gran Consiglio, sessione d’agosto
Quello che vale per la corrente elettrica non deve invece valere per i sassi del Cantone (nel caso concreto quelli della Calanca). In questo caso imporre il loro uso sarebbe improprio. È stato un Parlamento un po’ bifronte quello riunitosi per la sessione d’agosto.



Da una parte vuole sfruttare meglio le materie prime dei Grigioni, ma dall’altra afferma che farlo sarebbe illegale. Discute per lunghe ore dei principi energetici, ma poi quando deve passare alle azioni concrete si guarda bene dall’essere promotore di innovazione. Novità che vengono respinte anche in ambito fiscale e sociale. Tutto ciò in una sala rinnovata e con il debutto del voto elettronico.

Calanca

Andiamo con ordine e cominciamo con la domanda formulata da Paolo Papa. Il granconsigliere calanchino ha chiesto al Governo com’è che per alcuni lavori stradali in Calanca sono stati usati materiali provenienti dall’estero scartando quelli che si trovano e vengono lavorati sul posto. È l’annoso problema degli appalti pubblici e del privilegiare l’economia locale. Nessuna apertura al riguardo da parte del Governo. Il consigliere di Stato Mario Cavigelli ha evidenziato che le leggi non permettono di discriminare nessuno, quindi tutti devono attenersi ai parametri del concorso, ma altrettanto non permettono di privilegiare nessuno. Ne consegue che favorire prodotti o aziende locali sarebbe discriminatorio e illegale.


Energia

Molto tempo il Gran Consiglio lo ha dedicato al corposo Rapporto energetico, fatto elaborare dal Governo, che fissa gli obiettivi e le scelte da compiere. In sostanza, bisogna fare in modo che dalla produzione e dalla commercializzazione dell’energia elettrica entrino più soldi nelle casse degli enti pubblici, Cantone e Comuni. Tutti d’accordo sul principio, mentre sulla modalità per arrivare a questo obiettivo vi è stata un’intensa discussione. C’era chi voleva ottenere maggioranze assolute o determinanti del pacchetto azionario delle società elettriche, ad esempio al momento delle riversioni o del rinnovo; proposta respinta dalla maggioranza, con l’argomentazione che avendo molte azioni bisogna anche sopportare i rischi e poi avere gli impianti non garantisce un introito economico. Dovendo poi discutere di dare un aiuto a chi progetta e costruisce un impianto fotovoltaico – e che non riceve soldi da Berna perché la cassa federale è limitata – il Gran Consiglio ha risposto “picche” per non creare ulteriore burocrazia e nuove tasse, e questo anche perché forse dall’anno prossimo la Confederazione sbloccherà nuovi fondi.


Legislazione

Due le riforme legislative imposte dalle modifiche del diritto federale approvate: riguardano la fiscalità e le assicurazioni sociali. A parte le numerose lamentele di molti deputati che hanno evidenziato come sempre più i Cantoni siano solo obbligati a cambiare le proprie leggi per adeguarsi alle modifiche “bernesi”, sono state approvate le proposte del Governo. E così (per quanto riguarda la revisione parziale della legge sulle imposte) sono state modificate le regole per la fiscalità delle imprese ed è stata mantenuta la tassazione secondo il dispendio, conosciuta anche come imposte a forfait per ricchi stranieri che la sinistra ha tentato di eliminare. Bocciate (e qui parliamo della revisione parziale della legge sugli assegni familiari) anche altre due proposte della sinistra: quella di aumentare gli assegni di 80 franchi e quella di adeguarli automaticamente al rincaro.


Presidenza

Hans Peter Michel
Elita Florin Caluori

Ultima annotazione: come ad ogni sessione d’agosto il Gran Consiglio ha rinnovato l’ufficio presidenziale. Nuova prima cittadina del Cantone è Elita Florin Caluori di Bonaduz, deputata democristiana che rappresenta il Circolo di Rhäzüns; vice presidente è il liberale Hans Peter Michel di Davos.

 

 

 

 

Marco Tognola