Non è andata giù la dichiarazione di Della Vedova

0
7

La mamma della “politica poschiavina”
Dignità: probabilmente nel mondo d’oggi non c’è più spazio per questo attributo. Oppure… qualcosa ci deve essere sfuggito, perché una dichiarazione così patetica non può essere un’esternazione casuale (leggi l’intervento di Della Vedova).

Ci deve ben essere un fine, un motivo serio, se la “politica poschiavina” durante l’ultima sessione del Gran Consiglio si è prostrata pubblicamente davanti a REmamma. Non può trattarsi di semplice opportunismo politico se si butta alle ortiche nientemeno che la dignità di un comune, mettendo a repentaglio la reputazione delle istituzioni e della collettività poschiavina.

Eppure, se potevano esistere dei dubbi, ora c’è la certezza: Poschiavo è un comune del terzo mondo, dipendente dall’elemosina di REmamma che lo ha generato, allattato, accudito. L’azienda è una benefattrice, non una multinazionale che produce e commercia energia e, a questo fine, ha pure dovuto garantirsi lo sfruttamento delle acque presenti sul suolo poschiavino.

La sua importanza economica per la valle è assodata, ciò non toglie che REmamma è una società che persegue primariamente gli obiettivi di massimo profitto commerciale. Per questo motivo è inevitabile che i suoi interessi divergano da quelli del comune e gli ultimi eventi hanno rivelato in modo inequivocabile questa realtà. Nonostante i vari tentativi per addolcire pubblicamente la pillola dei licenziamenti, dobbiamo constatare che la proiezione dei bilanci aziendali restringe persino il tanto proclamato attaccamento a Poschiavo. E questo prova che i servilismi sono inutili, perché solo in sede di trattativa è possibile curare seriamente gli interessi comunali.


Il conflitto d’interesse cantonale

L’iniziativa contro l’utilizzo del carbone nella produzione d’energia mette in evidenza il conflitto d’interesse del cantone, confrontato con l’insolubile dilemma di rappresentare sia la massima istituzione democratica grigionese sia l’azionista di maggioranza di REmamma. Lo scenario di cedere il pacchetto azionario avrebbe inevitabilmente delle ripercussioni sulla struttura aziendale di REmamma e una simile situazione potrebbe risultare dannosa anche per Poschiavo. Tuttavia, questo argomento non giustifica un’imbarazzante adulazione e tantomeno una paternale nei confronti di cittadini calabresi, che fanno uso dei loro sacrosanti diritti civili. Infatti, è un atteggiamento ipocrita caldeggiare la realizzazione di una centrale a carbone a Saline Joniche, quando la Germania si è già opposta con determinazione a Brunsbüttel e nemmeno la Svizzera sarebbe disposta a tollerare un simile impianto.

Il sermone doveva forse servire a tutelare gli interessi del comune, magari nella prospettiva delle chimeriche entrate provenienti dal progetto Lagobianco? Questa spiegazione non sarebbe attendibile, perché, staccando il conflitto d’interesse del cantone, la principale fonte delle attuali difficoltà non è connessa al caso di Saline Joniche, ma al mercato energetico che è manifestamente in subbuglio. I problemi sono innegabili e probabilmente nel tumulto delle comunicazioni è sfuggito che già un anno fa il “think tank” liberale Avenir Suisse aveva smontato le prospettive di profitto delle centrali idroelettriche a pompaggio. Ciononostante, l’urgente riequilibrio dei conti comunali non si attua con le speranze, ma elaborando tempestivamente le strategie finanziarie, richieste dal postulato di Poschiavo Viva.


La commedia olimpica

A quali interessi badano questi politici? Alcuni anni fa hanno sostenuto in Gran Consiglio il dimezzamento delle imposte per le società commerciali senza considerare le conseguenze per i comuni. Nel frattempo possiamo verificare i risultati di simili decisioni, che di anno in anno lacerano i conti pubblici. E ora, come non bastasse, vanno a sostenere una candidatura olimpica, la quale costerà alla Confederazione e al Cantone una cifra, che presumibilmente supererà i 1.3 miliardi di franchi stanziati.

Un iniziale entusiasmo per le Olimpiadi è facile da condividere. Tuttavia, proprio i partiti, che regolarmente sostengono la necessità del risparmio, esigendo un minore coinvolgimento delle istituzioni pubbliche e una maggiore responsabilità operativa e finanziaria privata, improvvisamente non si oppongono alla smisurata elargizione di denaro pubblico. Anche quelli che di solito sbandierano l’assoluta sovranità svizzera e si oppongono fermamente alle ingerenze straniere, in questo caso non sembrano irritati dal fatto che a dettare le condizioni non sono i grigionesi ma il comitato olimpico. Pertanto, sono disposti a firmare un contratto, che ha perfino fatto barcollare il sindaco bavarese (München 2018).

La convenzione regola minuziosamente in 60 pagine i dettagli della manifestazione sportiva, in cui sono definite le ampie competenze decisionali del comitato olimpico come pure l’asimmetria della ghigliottina finanziaria. Infatti, garantisce al comitato olimpico d’incassare le diverse licenze e parte dell’eventuale profitto, ma esclude una partecipazione se le Olimpiadi generano un deficit. Questo dovrà essere assunto dalla Confederazione e ciò premette l’accettazione – tutt’altro che scontata – del Parlamento federale. Inoltre, proprio il concetto di sostenibilità, che sembra stare tanto a cuore ai promotori e al Governo, viene sfiorato in appena otto punti, dimostrando che questo tema ha ben poca rilevanza per il comitato olimpico.


L’unica conseguenza certa sarà il traffico di transito

Ma pure in questa circostanza non sono i vantaggi concreti, ma solo le ingenue speranze a determinare la posizione comunale. E questo, nonostante la plausibilità che a causa del rilevante contributo cantonale per le Olimpiadi, proprio le regioni periferiche come la nostra rischiano di essere penalizzate in maggior misura. Si specula sui benefici per il turismo e le imprese, però non una parola sulle conseguenze che risulteranno quando importanti investimenti per lo sviluppo del territorio (circonvallazioni, passo del Bernina) verranno ulteriormente posticipati, se non addirittura seppelliti. Sebbene l’unica conseguenza certa delle Olimpiadi sarà proprio il traffico di transito.

In futuro la pressione nei confronti delle regioni periferiche aumenterà, mentre la nostra possibilità d’imporci svanisce progressivamente. Tanto, siamo sempre premurosi ad assecondare i fini politici della capitale, senza mai richiedere una controprestazione per il comune. Inutile illuderci: questi disegni politici non sono improntati a tutelare i nostri interessi preponderanti, ma a tessere contatti, formare cordate che hanno un’utilità irrilevante per Poschiavo.


 

 

Comitato POSCHIAVO VIVA