Perché Regione Lombardia deve contribuire di più al CTL?

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UDC Valposchiavo
Le considerazioni sul Centro Tecnologico del Legno e sugli altri oggetti in votazione il prossimo 9 giugno.

 

Regione Lombardia ha accreditato il Centro Tecnologico del Legno in Valposchiavo quale partner per la formazione professionale. Quest’accreditamento significa che gli studenti italiani avranno la possibilità di essere sostenuti finanziariamente per la frequentazione dei corsi. L’accordo raggiunto prevede che Regione Lombardia partecipi con un massimo di 5’000 euro per studente. Questo contributo va a coprire parte delle tasse scolastiche degli studenti, è definito come contributo alla gestione e viene versato solo sul numero effettivo di studenti italiani che frequentano i corsi. Quello che Regione Lombardia non paga è un contributo a fondo perso per l’investimento iniziale come per contro dovrebbero fare sia il Cantone dei Grigioni sia i Comuni di Poschiavo e Brusio. Quali sono i motivi per cui secondo noi invece è fondamentale che Regione Lombardia contribuisca anche all’investimento?

1. È un discorso di parità di trattamento. Grazie ai contributi a fondo perso per l’investimento, infatti, il Centro tecnologico del legno potrà offrire i corsi ad un prezzo abbordabile. Di questo beneficeranno anche gli studenti italiani e quindi sarebbe logico che anche da parte italiana giungano dei contributi a fondo perso. Anche perché nello studio di mercato allestito nel 2008 furono intervistate 500 aziende. Di queste ben 460 si trovano sul suolo italiano. Significa quindi che gli studenti italiani saranno circa il 92% del totale. Questa percentuale giustifica, anzi richiede una partecipazione maggiore da parte delle istituzioni italiane.

2. Chi versa un contributo a fondo perso di regola vuole anche che ci sia un ritorno. Siamo convinti che se Regione Lombardia versasse un contributo all’investimento esso costituirebbe una sorta di garanzia affinché le istituzioni e le associazioni professionali italiane s’impegnino a promuovere il CTL e a far frequentare i corsi in una scuola lontana dalle grandi città da studenti che certo non sono figli di papà ma semplici artigiani con reddito medio-basso.

3. Dai promotori stessi il progetto è stato definito una prima di carattere transfrontaliero con benefici per entrambe le parti. Un progetto transfrontaliero secondo noi deve significare anche che entrambe le parti danno il loro contributo sia all’investimento sia alla gestione ordinaria.

4. Siccome in questo momento gli enti pubblici italiani hanno grosse difficoltà economiche, non si può escludere che vi saranno dei problemi a incassare effettivamente i contributi alla gestione che per ora rimangono solo promessi. Inutile nascondere che le nostre preoccupazioni in questo senso sono grandi. Un contributo all’investimento da parte di Regione Lombardia potrebbe perciò dare un forte segnale di fiducia.

5. I promotori sostengono che Regione Lombardia non può versare contributi all’investimento per progetti all’estero. Noi, dopo aver chiesto informazioni in Italia, possiamo affermare che ciò non corrisponde al vero. Le istituzioni italiane, infatti, possono contribuire anche fuori dai confini dello stato se vi è un interesse particolare. Se Regione Lombardia non versa contributi all’investimento, è quindi perché non vuole e non perché non può. Avranno i loro buoni motivi ma per noi è un problema. In ogni caso non dimentichiamo che il CTL ha anche una sede in Italia e ciò dovrebbe togliere ogni ostacolo.

6. Sempre in base alle informazioni da noi raccolte, Regione Lombardia può finanziare l’investimento sia con un contributo diretto nelle casse del CTL sia con un contributo indiretto. Per esempio sovvenzionando l’ormai famoso gruppo SCM di Rimini in modo da permettere la fornitura dei macchinari a prezzi molto più bassi.

7. A Lentate sul Seveso, in Brianza (regione famosa per il design del legno e la fabbricazione di mobili e vicina ai grandi centri urbani), partirà ad ottobre una nuova scuola per l’eccellenza nel legno frutto della collaborazione fra Assolegno e SCM di Rimini (che nello stesso tempo è partner del CTL). Come riportato da www.ilgiornale.it Alfredo Aureli, amministratore di SCM Group, ha definito la scuola in Brianza come “l’unica possibilità per continuare ad essere competitivi”. Ciò significa che il CTL in Valposchiavo non è poi così fondamentale. Sarà questo a frenare Regione Lombardia nel contributo sull’investimento del CTL in Valposchiavo?

Siccome siamo convinti che il progetto in votazione sia perfezionabile anche sotto questo punto di vista il 9 giugno prossimo vi raccomandiamo, care Concittadine e cari Concittadini, di respingere il contributo a fondo perso a favore del Centro tecnologico del legno. Un NO significa incaricare i promotori e le Autorità a considerare le nostre posizioni e a riprendere le trattative per sviluppare un progetto che limiti i rischi e sia vantaggioso per tutti i partner, cittadini inclusi.

Per gli oggetti in votazione a livello federale vi raccomandiamo di sostenere l’iniziativa per l’elezione del Consiglio federale tramite votazione popolare nonché la revisione della legge sull’asilo.