NO al Centro Tecnologico del Legno: non c’è equità!

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UDC Valposchiavo
La concessione da parte del Comune di Poschiavo di un credito a fondo perso a favore del Centro Tecnologico del Legno va respinta anche per una semplice questione di equità.

Infatti è previsto che il Cantone dei Grigioni verserà un contributo pari a 1.5 milioni di franchi totalmente in denaro. Il Comune di Poschiavo dovrebbe versare 650’000 franchi in denaro e concedere l’utilizzo di due aule nella scuola professionale a titolo gratuito. Il Comune di Brusio, che al momento non sembra saper decidere, dovrebbe versare un importo pari a 175’000 franchi.

Per contro, Regione Lombardia non versa alcun contributo all’investimento. La scuola superiore IbW di Coira garantisce un contributo pari a 500’000 franchi, composto però anche da prestazioni. Non dimentichiamo però che IbW attinge a sua volta da fondi pubblici. L’ultimo attore, il gruppo SCM di Rimini partecipa con 800’000 franchi. Di questi, 500’000 circa rappresentano lo sconto sui macchinari che fornirà e 300’000 verranno corrisposti in prestazioni.

Riassumendo possiamo notare quanto segue:

  • Enti pubblici svizzeri (Cantone e Comuni): 2’325’000 in contanti e 30’000 in prestazioni
  • Soci privati svizzeri (IbW): 500’000 in contanti e prestazioni
  • Soci privati italiani (SCM): 800’000 in sconto e prestazioni

Oltre a questo specchietto vale la pena ricordare che i soci privati IbW e SCM hanno preteso la maggioranza del potere decisionale sia nel Consiglio di amministrazione (e questo può essere accettabile), che nell’assemblea degli azionisti (e questo non lo possiamo accettare).

Collegando le cifre sopra esposte con questo fatto è facile capire che la parola equità in questo progetto non trova posto.
Da quanto esposto dai promotori, chi mette i soldi ha meno da dire rispetto a chi mette le conoscenze. Dal nostro punto di vista, chi mette i soldi è almeno altrettanto importante rispetto a chi mette le conoscenze e quindi dovrebbe poter dire la sua. Non accettiamo il parere dei promotori secondo il quale l’ente pubblico va bene per finanziare ma non va bene per prendere le decisioni. Se non vogliamo creare pericolosi precedenti, è importante rivedere questa impostazione.

Prima di dare il via al progetto, secondo noi oltre a sistemare la problematica del potere decisionale nell’assemblea degli azionisti, vanno sistemati anche i seguenti punti:

1. IbW deve quantificare e valutare in una convenzione scritta e a mano delle Autorità le prestazioni che intende fornire gratuitamente al CTL. Un versamento in denaro infatti è facile da valutare. Un contributo sottoforma di prestazioni invece lascia ampio spazio di interpretazione. Interpretazione che va discussa prima di avviare operativamente il progetto.

2. Il Gruppo SCM deve anch’esso quantificare e valutare in una convenzione scritta e a mano delle Autorità le prestazioni che intende fornire. Oltre a ciò deve sicuramente aumentare lo sconto per la fornitura dei macchinari. Questo perché lo sconto offerto da SCM pari al 30% del prezzo di listino, è uno sconto che viene concesso anche ai rivenditori. A maggior ragione quindi dovrebbe concedere uno sconto ben più alto visto che SCM è azionista della società CTL. Inoltre SCM ha il diritto esclusivo per la fornitura dei macchinari al CTL. Questo diritto esclusivo, che in futuro potrebbe anche risultare svantaggioso per CTL, va pagato maggiormente.
Un altro tassello importante per ora mancante è l’impegno scritto di SCM a mano delle Autorità di rilevare i macchinari vecchi includendo la valutazione degli stessi. Questo punto è molto importante per il calcolo degli ammortamenti dei macchinari. Un ammortamento troppo alto significherebbe il tracollo finanziario di CTL e questo rischio va eliminato già in fase di trattativa, prima di dare avvio al CTL. In questo senso noi prevediamo ammortamenti ben più cospicui rispetto a quanto prevede il piano d’impresa. Questo fatto crea deficit ben più preoccupanti di quello che si può leggere nel messaggio.

Care Concittadine e cari Concittadini, anche in questo campo pensiamo di poter dire che c’è ancora spazio per migliorare il progetto in modo da dare più equità e garanzie ai contribuenti che con le loro imposte sono chiamati a sostenere un simile progetto. Per questo vi raccomandiamo di scrivere un bel NO sulla scheda di voto.