Sulle orme del Barone de Bassus

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Ospiti a Poschiavo sulle tracce del compositore Mayr
Lunedì 17 giugno, 90 membri della “Società internazionale Johann Simon Mayr” di Ingolstadt (JSMG), e del “Circolo degli amici di Johann Simon Mayr” di Eichstätt, sono giunti a Poschiavo di ritorno da una visita a Bergamo, dove hanno assistito alla rappresentazione di Ginevra di Scozia, una delle opere più famose del maestro bavarese, pupillo del Barone De Bassus.

Il podestà Alessandro Della Vedova, quale successore del nobiluomo, ha rivolto una parola di saluto agli ospiti, i signori Antonio Giuliani, Gustavo e Massimo Lardi li hanno guidati a visitare il centro del Borgo, rispettivamente la Casa Torre, il Museo Poschiavino e l’Albergo Albrici.

Giovanni Simone Mayr

Quest’anno si festeggiano i 250 anni dalla nascita di Giovanni Simone Mayr, compositore bavarese, originario del feudo di Mendorf del Barone de Bassus che fu suo mecenate. Mayr compose tanta musica sacra, oltre 60 opere per i maggiori teatri lirici (Fenice di Venezia, Scala di Milano, San Carlo di Napoli, Opéra di Parigi). La Società internazionale Johann Simon Mayr in collaborazione con i cultori della musica di Mayr a Bergamo, con l’Università di Eichstätt e con altri enti, ha come scopo di far rivivere ed apprezzare la musica del grande maestro, che ha cominciato la sua carriera in Italia soggiornando quasi due anni a Poschiavo (1787-1788) come maestro di musica e di tedesco delle tre figlie del Barone de Bassus. In quel periodo compose vari lieder, una messa per la Madonna di Tirano e imparò l’italiano. Da qui si recò a Venezia per stabilirsi più tardi a Bergamo, dove fondò una famosa scuola di musica e morì nel 1845 amato e compianto e mai dimenticato dalla popolazione, che nella chiesa di S. Maria Maggiore gli eresse un monumento funebre vicino a quello del suo discepolo prediletto Gaetano Donizetti.

Veduta su Bergamo dove si trova la più antica Scuola Svizzera all’estero.

 

Questo è ovviamente il motivo della visita della Società e del Circolo JSM a Poschiavo: conoscere i luoghi dove il compositore imparò l’italiano e da dove prese il volo per la sua strepitosa carriera. Gli ospiti giunti con due torpedoni, sono stati calorosamente salutati dal podestà Alessandro Della Vedova, al quale hanno risposto con omaggi e parole di ringraziamento il presidente della Società JSM Rainer Rupp, il presidente del Circolo di Eichstätt Anton Knapp e il sindaco di Altmannstein Norbert Hummel, Comune a cui appartengono oggi i villaggi che furono un tempo i feudi dei de Bassus . Dopo il pranzo all’Albergo Croce Bianca, la comitiva si è divisa in tre gruppi che a rotazione hanno visitato gli edifici suaccennati.

Antonio Giuliani ha illustrato la Torre comunale, l’emblema della nostra storia, gli archivi dove sono custodite le nostre radici, il passato; il salone dove autorità e popolo si impegnano da sempre a dare forma e misura al presente e al futuro del nostro paese. Qui Tommaso de Bassus venne nominato podestà di Poschiavo ben sei volte, due volte assistente all’Ufficio di Tirano, una volta podestà di Traona e molte volte deputato alla Dieta. Qui si ricorda la storia gloriosa, a volte anche travagliata e amara delle Tre Leghe Retiche. Oggi è l’immagine migliore che si è potuta offrire ai nostri graditi ospiti: un paese in buona armonia, ordinato, non troppo angustiato dalle necessità primarie, cordiale e ben disposto verso chi viene da fuori.

Al Museo poschiavino Gustavo Lardi in collaborazione con la signora Loreta Ferrari-Zanetti ha evidenziato come i de Bassus siano stati presenti in ogni settore della storia di Poschiavo. La costruzione dello stabile stesso fu iniziata nel 1655 dal capitano Tommaso de Bassis, uno dei fondatori della fortuna della famiglia che tanta importanza ha avuto non solo a Poschiavo e in Valtellina ma anche in Baviera, come è documentato nella Sala dell’emigrazione. Al di là di alcuni cenni storici relativi al Museo stesso, alla vita e ai costumi della Valle, la guida ha menzionato il fatto che per volontà della Baronessa Margarete de Bassus e grazie all’accorta mediazione del dott. Massimo Lardi, il Museo poschiavino è in possesso dei ritratti di una decina di generazioni di esponenti della celebre famiglia, anche se per il momento manca purtroppo lo spazio adeguato per una giusta valorizzazione sia storica che artistica.

Entrata Museo Poschiavino – Palazzo De Bassus-Mengotti

 

Nel centralissimo palazzo eretto dai Massella, indi proprietà dei de Bassus fino al 1848, poi conservato e trasformato in Albergo Albrici dall’omonima famiglia, Massimo Lardi ha potuto spiegare l’affascinante storia della dinastia e del barone stesso. Tommaso fu il fondatore della famosa tipografia che stampò la prima traduzione italiana de “I dolori del giovane Werther”, cofondatore della società segreta degli Illuminati di Baviera, scrittore, traduttore, statista di tutto rispetto, grande cultore delle scienze, delle belle arti e specialmente della musica, protettore generoso di Giovanni Simone Mayr. Qui gli ospiti poterono ammirare la sala dove all’età di 24-25 anni il genio bavarese impartiva le sue brillanti lezioni alle figlie del barone – che avevano allora rispettivamente 15, 17 e 19 anni. Sostarono davanti ai ritratti della maggiore, Caterina, e del fratello Giovanni Maria nonché degli altri membri della famiglia nel magnifico vano di disimpegno al primo piano. Difficile trovare ascoltatori più attenti e riconoscenti.

Albergo Albrici

 

La visita è stata di breve durata ma assai gratificante. Gli ospiti soddisfatti si sono accommiatati con una mancia per il Museo e con la promessa di ritornare presto in Valle per un’approfondita lettura della sua storia e per gustarne tutte le sue particolarità, al più tardi l’estate prossima, quando nel cortile dell’Albergo Albrici si darà una rappresentazione teatrale tratta dal romanzo del Barone de Bassus. Un grazie particolare vada al podestà Della Vedova per il benvenuto, alla famiglia Karin e Claudio Zanolari per l’ospitalità e l’accoglienza nel Hotel Albrici, nonché alle guide per il loro impegno. Grazie soprattutto alla Società internazionale e al Circolo degli amici di Giovanni Simone Mayr di Ingolstadt e di Eichstätt per la loro visita e l’interesse che dimostrano per Poschiavo.

Antonio Giuliani
Gustavo Lardi
Massimo Lardi