“Immagini ritrovate”- Novità al Palazzo de Bassus-Mengotti

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Dall’agosto 2013, l’esposizione permanente del Museo poschiavino è ancora più ricca: grazie a una postazione multimediale, si possono vedere otto filmati storici dedicati alle tradizioni della valle. Si tratta di documenti realizzati negli anni Sessanta da Plinio Tognina.

Negli anni Sessanta una macchina fotografica era ancora un lusso e una cinepresa era un aggeggio ancora più esotico. Ma la passione per la tecnica, forse, ha spinto un impiegato delle allora Forze Motrici, Plinio Tognina, a scoprire per sé questo particolare passatempo. Quanto Plinio ha fissato su pellicola alcuni decenni fa è per noi oggi un’importante testimonianza del passato. Tornato in valle per lavorare dopo gli studi, Plinio si era infatti procurato una cinepresa da 16 millimetri che offriva immagini di buona qualità. Novità, cui Plinio non seppe resistere, era la possibilità di fare delle riprese anche a colori! Oltre a fissare i momenti felici della sua famiglia, il cineamatore ha filmato una serie di attività tradizionali della valle. Alcune bobine di celluloide del suo archivio documentano infatti la fienagione, la mazziglia, la coltivazione della segale e la preparazione del pane e molte altre attività tradizionali. I filmati hanno circa 50 anni, ma riguardandoli oggi si nota come molta parte del lavoro in valle sia profondamente cambiata nel giro di poche generazioni.

La cena dopo la mazziglia, fotogramma tratto da uno dei filmati di Plinio Tognina.

 

La stagione del cambiamento

Quelle di Plinio Tognina non sono le prime immagini girate in valle. Prima di lui c’erano già stati altri, fra cui anche alcuni professionisti, che si erano cimentati con una cinepresa in valle, ma la sua raccolta si distingue. Mentre gli altri filmavano paesaggi, la famiglia o eventi particolari, Plinio ha diretto il suo obbiettivo anche sulla vita contadina che stava ormai cambiando. La scelta non era casuale: all’epoca un altro Tognina, Riccardo – suo lontano parente e insegnante alla cantonale di Coira – stava compilando la sua monumentale opera dedicata alla civiltà contadina, il «Lingua e cultura della Valle di Poschiavo». Intorno allo studioso, alcuni volontari stavano dando forma al Museo di Valle, aperto poi nel 1971. La corsa verso la modernità non si poteva più fermare, ma il patrimonio del passato non andava dimenticato. Le pellicole di Plinio completano idealmente l’opera documentaria di Riccardo Tognina; gli danno una dimensione in più, quella del movimento.

La mietitura del grano a Brusio, fotogramma tratto da uno dei filmati di Plinio Tognina.

 

Dal 2013 al Museo

Nel quadro del progetto Interreg «Echi – etnografie italo-svizzere per la valorizzazione del patrimonio immateriale», il Polo Poschiavo, la Società Storica e il Museo poschiavino hanno ora promosso la digitalizzalizzazione di questi filmati. Reto Kromer, specialista del settore, si è occupato di questo lavoro. I colori hanno già sofferto, ma grazie alla digitalizzazione è stato possibile salvare tutte le immagini, mentre il materiale della bobina in celluloide inesorabilmente si deteriora. Per rendere fruibile il documento, gli storici Daniele Papacella e la collaboratrice del Museo nazionale, Denise Tonella, hanno selezionato il materiale e composto otto sequenze di pochi minuti che ora sono a disposizione del pubblico al pianterreno del Palazzo de Bassus-Mengotti. A Plinio Tognina va quindi il ringraziamento, prima per la lungimiranza che l’ha portato a realizzare i filmati e poi per la disponibilità dimostrata mettendo a disposizione della collettività i filmati.

 

Società Storica Val Poschiavo e Museo Poschiavino