Campocologno e La Motta: che siano presidiati 24 ore su 24

0
0

Le nostre frontiere non sono più controllate a dovere
Più sicurezza per i nostri cittadini, più sicurezza per la proprietà privata, più sicurezza per la nostra valle!

Sentirsi al sicuro è un bisogno primario della persona. Fortunatamente fino a poco tempo fa, nella nostra valle, non conoscevamo “l’insicurezza” o meglio il rischio di essere derubati, di essere “visitati in casa” inaspettatamente dai ladri. Purtroppo nelle ultime settimane, come abbiamo potuto apprendere dalla popolazione e dalle autorità, diversi fatti preoccupanti di cronaca criminale sono avvenuti nella nostra valle. In pochi mesi il numero dei furti nella nostra regione è aumentato sensibilmente. Questi fatti disturbano sempre di più le abitudini, la tranquillità e il lavoro della nostra gente! Tutti noi saremo in futuro più insicuri, se le autorità non intervengono decisamente e dovremo provvedere a mettere tutto in sicurezza! Ciò vorrebbe dire “metter tutto sotto chiave”, installare impianti di allarme nelle nostre case, installare delle inferriate, chiudere a chiave ogni istante le nostre automobili, non lasciare in giro nulla di incustodito. È indiscutibile che sia in atto un impoverimento della qualità di vita.

Questa situazione è dovuta a più fattori. Sicuramente centra la crisi economica. Sicuramente l’alta quota di disoccupazione negli Stati a noi vicini non aiuta a limitare il disagio. Un importante fattore è però anche che le nostre frontiere non sono più controllate a dovere. La strategia della Confederazione incentivata dalla sinistra e approvata dal popolo che consiste nell’adesione agli accordi Schengen/Dublino nonché agli accordi sulla libera circolazione ora mostra il proprio limite e la propria inadeguatezza. Gli Stati a noi vicini non eseguono i loro compiti di controllo dell’immigrazione. Contemporaneamente Confederazione e Cantone mirano a lasciare sempre più incustoditi i valichi doganali e i confini nazionali. In questo modo è facile per i malviventi compiere un reato per poi darsela a gambe e far perdere le tracce e di conseguenza i crimini aumentano. Nel basso Ticino da anni si può costatare questa problematica e questo ora sta accadendo anche da noi.

L’UDC ritiene che queste strategie sono assurde. Così facendo Confederazione e Cantone ledono un proprio compito che è quello di garantire la sicurezza ai propri cittadini. La nostra sezione chiede quindi con forza alle nostre Autorità comunali e regionali nonché ai nostri Granconsiglieri valligiani di attivarsi fermamente ed immediatamente, informando i responsabili dei dipartimenti competenti e pretendendo che i nostri valichi doganali di Campocologno e La Motta siano presidiati 24 ore su 24. Inoltre è necessario sostenere polizia e guardie di confine locali con mezzi ed effettivi di personale adeguati.

La regione Mesolcina ha già esposto il problema e sembra che a Coira cerchino di trovare soluzioni. Questo deve accadere anche da noi! Da parte nostra garantiamo che useremo tutti i nostri contatti sia a livello cantonale che federale per mettere sul tavolo il problema affinché le Autorità competenti si rendano conto che la sicurezza va garantita, non smantellata!