“Vam a Predalta a disnà!”

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Nuovo contributo di Luisa Moraschinelli
“Vam a predalta a disnà”, è il titolo dell’invito di venerdì che, come ogni settimana, noi ospiti della Casa Anziani di Poschiavo abbiamo visto appeso nel solito spazio degli avvisi delle manifestazioni in programma.

Tu pensi che l’anziano, all’interno della Casa Anziani, se ne stia rannicchiato ad aspettare che passi il tempo e invece eccoli, come al solito in questi casi, all’ora prevista, venerdì scorso tutti lì pronti a rispondere all’invito, in fase di partenza. Un bel gruppo di una ventina di persone, il che non è poco, tanto da riempire non solo l’apposito nuovo pulmino, ma da dover ricorrere a altre tre macchine di volontari. “Vam a Predalta” è la destinazione. Posto nuovo per me, ma è chiaro che gli invitati conoscono quella località e anche se situata ad una considerevole altitudine (sentiamo dire di 1800 mslm) fa parte delle belle montagne che fanno corona a Poschiavo.

Si parte quindi tranquilli anche perché in buone mani. Come d’abitudine, guidati dagli organizzatori Franco e l’onnipresente Manuela, nonché dagli autisti di provata capacità. Capacità richiesta dalla strada che ad un certo punto si stacca dalla comunale per continuare su un percorso conosciuto da persone esperte del posto. A Predalta uno dei piccoli ma accoglienti “munt” della zona, a ricevere gli invitati ci sono i coniugi Maria e Silvio Dorizzi che hanno preparato, con cura e in abbondanza il meritato “disnà”. Il posto dal quale lo sguardo può spaziare su tutta la valle è incantevole. Da lassù si vedono inoltre delle vette famose, alcune sono ancora eterni ghiacciai. La casetta dei signori Dorizzi è stata rinnovata e risulta essere un’accogliente abitazione. Ma l’aura del munt non è comunque scomparsa, grazie alla stalla, al fienile e persino al piccolo baitello dove di solito conservavano il latte al fresco.

C’è voluto un poco per piazzare gli invitati, ma c’è stato posto per tutti e quando sulle tre tavolate sono arrivati i piatti con la fumante polenta e del saporito spezzatino, nonché un buon bicchiere di vino, l’ambiente si è animato e suppongo che tutti hanno dimenticato i loro pur evidenti malanni. Ma le sorprese non sono finite; infatti abbiamo pure potuto gustare un saporito stracchino, poi la torta a pezzi su vassoi, fatta sul posto, dal padrone di casa. E per finire il classico caffè con qualche goccia di buona grappa. Buono anche il tempo se pur con qualche goccia di passaggio.

Un grazie ufficiale va ai coniugi Dorizzi. Un’azione del genere non è impegno da poco; da apprezzare non solo per la spesa e il lavoro di un pranzo per venticinque persone, ma tenuto conto a chi l’hanno fatto. E già che ci siamo mi sia permesso una riflessione: parecchi dei partecipanti con i quali condividiamo tanto tempo della giornata nel loro ambiente, in queste occasioni che richiedono pure un certo sforzo fisico e anche psicologico, in questi casi sembrano rivivere o comunque dimenticare i loro malanni d’età. Quindi un rinnovato ringraziamento alla famiglia Dorizzi per l’eccellente “disnà” e agli organizzatori e accompagnatori per il bel pomeriggio in quel di Predalta.

 

Luisa Moraschinelli