Quanto è accogliente il “San Sisto” di Poschiavo!

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Di Luisa Moraschinelli
Oddio, non che sia tanto piacevole finire, magari anche d’urgenza, all’ospedale, ma passato il primo impatto, c’è il tempo di fare delle riflessioni.

La struttura bella, moderna, con un ordine e pulizia perfetta, con tutte le comodità, quella dell’ospedale locale e positivi i servizi e le cure del caso, ma dalla esperienza fatta di recente, mi piace mettere in risalto due cose riscontrate nel personale, a partire dall’alto dei medici, al ramo infermieristico.

È vero che il servizio agli ammalati è già qualche cosa di particolare diverso da altri lavori, ma all’atto pratico, nel nostro caso, ho potuto rilevare quel tocco in più nel servizio alla persona e non solo nel somministrare medicine o servizi analoghi, ma dal fatto che l’aver contatto con la persona umana è tutt’altro che fare un lavoro qualunque. Guarda caso dalle mie osservazioni non si tratta di casi singoli ma generali. Riscontrato, se mi è permesso rilevarlo, è l’armonia generale nei rapporti individuali fra il personale sia di giorno che nelle ore notturne.

È da tener conto che sono in tanti (perlomeno quelli incontrati nel periodo di giacenza) e mi ha veramente impressionato quel certo che di armonioso nei contatti che sta a dimostrare che c’è quel qualche cosa di umanità che non si inventa sul momento, ma è innato nella persona, quello che chiameremmo vocazione umanitaria.

Complimenti quindi, alla direzione dalla quale evidentemente parte lo stimolo e nelle singole persone delle quali serbo un particolare ricordo.

Luisa Moraschinelli