Il Rio cambierà “scarpe”?

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Centro culturale: l’opinione dei proprietari del Rio
Nei sogni di Matteo e Martina Rada lo stabile del Rio potrebbe diventare uno spazio commerciale con un negozio di calzature e  altri punti vendita, ma anche con la possibilità di mantenere una sala per il divertimento dei giovani.

 

IL BERNINA continua con la rassegna di interviste sul tema del Centro culturale. Oggi abbiamo interpellato i proprietari del Rio, Matteo e Martina Rada, marito e moglie, conosciuti per il punto vendita e il laboratorio di calzature e ortopedia situati nel Borgo di Poschiavo. Abbiamo chiesto a loro cosa pensano della questione Centro culturale e come in futuro vedrebbero rivoluzionata la sala del Rio. Partiamo però con la consueta domanda d’apertura degli articoli riguardanti il Centro culturale.


Come proprietari del Rio, coma avete accolto la disdetta del contratto da parte del Comune?

Avendo già discusso la cosa alcuni mesi fa, non ci siamo rimasti male per la disdetta, anzi ce l’aspettavamo. Abbiamo sempre rinnovato il contratto di anno in anno perché sia da parte del Comune sia da parte nostra non si sapeva bene quale fosse la strada giusta da prendere. Questo modo di fare ha però anche compromesso l’importante operazione di manutenzione della sala.

Martina e Matteo Rada

 

Quale opinione avete riguardo al Centro culturale in Valposchiavo?

Il Rio è una struttura adatta a diverse forme di svago, ma chiaramente non può essere usata per feste di carnevale dove i giovani si divertono a decorare la sala e spargere coriandoli ed allo stesso tempo per conferenze o recite teatrali dove si richiede un ambiente più “serio”. Queste ultime possono essere svolte in diverse sale pubbliche di Poschiavo.

Purtroppo, da ora mancherà un posto dove i giovani possano esprimere la loro voglia di vivere e questo ci dispiace; non è giusto che ragazzi e ragazze debbano rinunciare al divertimento solo perché non esiste il posto adatto.

Riguardo alla realizzazione di un Centro culturale bisogna considerare che non avrà mai la relazione costi/occupazione ottimale; per questo dovrebbe essere sostenuto dal Comune e non da persone private.

 

Ed ora quali progetti prevedete per lo spazio del Rio? Continuerete sulla strada di uno spazio per l’intrattenimento culturale oppure avete in mente di rivoluzionare l’ambiente?

Il nostro sogno è sempre stato quello di usare una parte del Rio per il nostro negozio di “Calzature ed Ortopedia”, potendo così offrire ai nostri clienti un ambiente curato, ampio e specializzato sia nel campo delle calzature, ma soprattutto per quello ortopedico.

Del rimanente si potrebbe ricavare lo spazio anche per altri punti vendita. Allo stesso tempo, però, ci piacerebbe continuare ad offrire la possibilità di concedere un luogo per i giovani e, siccome il Rio è grande, non è detto che si possano realizzare tutte e due le cose: una zona commerciale e una zona per il divertimento. Siamo giovani e abbiamo tanta voglia di fare, però non possiamo ancora esporci troppo in merito. Speriamo che il nostro sogno si avveri al più presto!

La sala del Rio ha ospitato il corso di Contact Improvisation durante la Festa danzante

 

Voi abitate nello stesso edificio del Rio. Quando c’è un evento come vi comportate?

Dipende sempre dal tipo di evento. Per quanto riguarda teatri, saggi musicali, conferenze, etc., non c’è alcun problema perché si svolgono in modo tranquillo. Le feste più rumorose invece ci obbligano a uscire di casa; ma questo lo sapevamo fin dall’inizio e non si è mai rivelato un problema per noi.

Siamo comunque fieri d’aver potuto offrire la possibilità di uno spazio per la cultura e l’intrattenimento ancora per alcuni anni.