Un aiuto per i più deboli – nasce una nuova associazione

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Incontro con don Fiorenzo e don Antonio
Sabato 26 di ottobre, nel salone del monastero del convento di Poschiavo ha avuto luogo una serata a carattere missionario, nella quale don Fiorenzo Crameri e don Antonio Crameri hanno illustrato le loro attività, rispettivamente in Africa-Kenya e America Latina-Ecuador.

Entrambi hanno presentato mezz’oretta di filmato con rispettivi commenti. Dell’Ecuador, e più precisamente di Esmeraldas don Antonio, missionario in quelle terre da 12 anni, ha illustrato, in tre momenti, alcune delle difficoltà che la sua gente, giorno per giorno deve affrontare, a cominciare dal lavoro. Tre grandi settori dettano un po’ l’economia de los esmeraldeños: il porto artigianale, il mercato municipale e raffineria, dove la stragrande maggioranza della gente deve fare i conti con salari bassissimi e condizioni di lavoro a rischio. Un salario medio non supera i 100$ mensili.

 

Il secondo momento illustrato è stata una panoramica veloce del tipo di case abitate dalla maggior parte di loro. Quasi tutte dalle dimensioni non oltre ai 16/20 m2, per lo più di legno o caña (canna di bambù). Spesso e volentieri convivono con gli animali (galline, maiali e cani).

 

Per ultimo ha offerto una panoramica generale delle loro attività nel contesto sociale illustrato prima.

 

L’attività missionaria va dalla pastorale parrocchiale (con tutti i suoi annessi: formazione, sacramenti, carità…) all’educazione (poco più di 800 alunni nella istituzione scolastica Cottolengo, comprendendo scuola materna, elementari e medie). Il tutto portato avanti da 3 suore e 2 preti cottolenghini.

 

Don Fiorenzo ha iniziato la sua relazione sul Kenya, ricordando i motivi degli ultimi attentati avvenuti in questo paese. Da qualche tempo a questa parte il Kenya ha tentato di frenare i movimenti di gruppi “integralisti islamici”, appoggiando il governo somalo, con l’invio di contingenti militari in Somalia.

 

Un po’ tutti i paesi confinanti sono in gravi tensioni che logicamente influiscono negativamente anche sul Kenya.

 

L’attività missionaria dei cottolenghini in questo paese è concentrata soprattutto nel Meru, a Tuuru, dove da 40 anni è attivo un centro per una settantina di bambini diversamente abili. Prezioso è il lavoro di fisioterapia per questi angioletti che così, con molta pazienza e tenacia, col tempo riescono a mettersi in piedi e a poter camminare, anche se con il sostegno di tutori e stampelle.

 

Accanto al centro è sorto anche un dispensario e una maternità. Quest’ultima voluta proprio da don Giusto e don Fiorenzo, per far fronte alle numerose urgenze che, anche di notte, li obbligavano a portare le partorienti in ospedale, dove non sempre si arrivava in tempo. Spesso e volentieri morivano sia la mamma che il piccolo, durante il trasporto.

 

Nei mesi da gennaio a marzo di quest’anno le nascite sono state 100 al mese. Grande è anche l’afflusso al dispensario, soprattutto per i controlli delle donne incinte e i vari vaccini dei bimbi.

 

Sempre a Tuuru è grande anche il lavoro pastorale in parrocchia, con tutti i suoi annessi e connessi.

 

Da 25 anni, don Fiorenzo ha aperto una scuola (dall’età dell’asilo alle scuole medie), ospitando più di 1200 alunni, 580 dei quali sono convittori (dormono lì). Immaginatevi i metri cubi di legna per cucinare per tutta quella gente, oltre che ai sacchi di patate, grano, mais e ortaggi vari…

 

Uno dei maggiori problemi nel portare avanti le varie attività, è quello dell’acqua. Nonostante un immenso lavoro di un fratello della Consolata, che sta sfruttando al massimo ogni goccia d’acqua che offre la foresta del Nyambene (con la costruzione di dighe e più di 300 km di tubature per servire le zone circostanti) nei periodi di siccità, come ora (ottobre), l’acqua manca totalmente.

 

Da Tuuru poi ci spostiamo a Nairobi. Dopo averci illustrato le grandi contraddizioni di questa enorme metropoli africana, splendida per 1/5 della popolazione e un “inferno” per gli altri 4/5, perché questi ultimi vivono nelle baraccopoli limitrofe, ci parla del centro cottolenghino di Nairobi. Dal 1990 sono iniziate le costruzioni degli edifici che accolgono un’ottantina di bimbi affetti da AIDS.

 

I bimbi sono per lo più orfanelli che al centro ricevono cure e tanto amore. In questi ultimi anni, grazie ai progressi delle medicine, molti di questi bimbi si negativizzano, ritornando a una vita più o meno normale.

 

Infine i missionari hanno ringraziato i presenti e tutti i valligiani che in modi diversi li sostengono nella loro missione.

 

La serata si conclude con un accenno sulla nuova Associazione Missionaria pro Kenya-Tanzania e Ecuador, sorta alla fine di settembre. Maggiori dettagli a riguardo seguiranno prossimamente sui media della valle.

 

Associazione Pro missioni Cottolenghine Africa-Ecuador