Conservare vuol dire collaborare

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La Conservazione Programmata nello spazio comune Retico
L’attività in corso sulla chiesa di S. Romerio – Brusio.

Ai viaggiatori che transitano in Valle di Poschiavo non può sfuggire, giunti all’altezza di Miralago, la vista della Chiesa di S. Romerio che riposa a quasi 1800 m di quota, appollaiata su una roccia a strapiombo sul lago. L’importanza storica e paesaggistica del piccolo edificio è tale che fin lassù è stata estesa la zona di maggior tutela definita dall’UNESCO in relazione alla “Ferrovia Retica nel paesaggio dell’Albula/Bernina”. Gli osservatori più attenti si saranno chiesti le ragioni di quell’ampio telone verde che, da alcuni giorni, è stato collocato sotto la chiesa: è uno dei primi segni tangibili del progetto Interreg “La Conservazione Programmata nello spazio comune Retico”, sviluppato nell’ambito del programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia Svizzera 2007-2013, che vede Valtellina e Valposchiavo lavorare assieme allo scopo di generare un fitto e positivo scambio di idee e di esperienze riguardanti le metodologie e le tecniche per conservazione e la valorizzazione dei beni architettonici e del paesaggio.

Esplorazione del masso roccioso – © Fondazione di Sviluppo Locale di Sondrio

 

Quale ambito di collaborazione transfrontaliera risulta più idoneo della chiesa di S. Romerio con la sua particolare posizione a cavallo due territori, che da secoli risulta il simbolo di una cultura comune e di un passato condiviso?” afferma Cassiano Luminati, Presidente della Regione Valposchiavo, capofila di parte elvetica del progetto.

Posizionamento del telo – © Fondazione di Sviluppo Locale di Sondrio

 

Sergio Schena, Presidente della Fondazione di Sviluppo Locale capofila del progetto, conferma la validità e l’innovatività delle attività svolte: “Attualmente il secolare xenodochio è sottoposto ad un completo check-up che verrà completato entro il prossimo anno con l’analisi dei dati del monitoraggio” e ricorda come “il progetto sviluppa obiettivi e attività implementate dal Distretto Culturale della Valtellina, inserito nel più ampio progetto Distretti Culturali promosso e realizzato da Fondazione Cariplo”.

Posizionamento del telo – © Fondazione di Sviluppo Locale di Sondrio

 

E’ stato dapprima effettuato il rilievo geometrico della chiesa, utilizzando strumenti ad alto valore tecnologico quali il laser scanner, per ottenere una assoluta precisione metrica, ed un drone telecomandato, per consentire l’ispezione da punti di vista altrimenti non raggiungibili. Per ottenere una visione completa della situazione statica della chiesa è stato anche necessario esplorare i meandri delle fessure che attraversano il masso roccioso su cui è impostato l’edificio e sbucano fin nel pavimento della cripta. All’interno dell’edificio sono stati inoltre installati avanzati strumenti di monitoraggio per controllare i cedimenti strutturali ed anche, con il supporto del Politecnico di Milano, Partner del progetto, sono state posizionate sonde termo igrometriche che consentono di misurare il microclima interno ed esterno. “Nel caso di un edificio sacro ubicato in condizioni ambientali così estreme, il controllo dei parametri di temperatura e di umidità costituisce un fattore cruciale per la conservazione delle decorazioni parietali che potrebbero essere rinvenute al di sotto degli intonaci attuali” dichiara l’Arch. Evaristo Zanolari, progettista per la parte architettonica.

Al termine dell’intervento – © Fondazione di Sviluppo Locale di Sondrio

 

L’Ing. Dario Foppoli, referente tecnico del progetto, afferma che “le ispezioni, compiute anche con la consulenza del Servizio Monumenti del Canton Grigioni, hanno già messo in luce alcuni significativi elementi di criticità che condizionano la conservazione dell’edificio: a causa della sua posizione in equilibrio su uno spuntone roccioso è risultato particolarmente significativo il dissesto del contrafforte immediatamente sotto la chiesa che, secondo le testimonianze raccolte, progredisce di anno in anno”.

 

E’ stato quindi necessario intervenire su quella che appare la principale tra le cause di tale dissesto, ovvero l’infiltrazione di acqua piovana e di scioglimento della neve che, con i cicli invernali di gelo e disgelo, disgrega il muro lentamente ma inesorabilmente. Di qui l’intervento di posizionamento del telone che protegge il muro limitando il progredire del danno.

Grazie al progetto Interreg il comune ha potuto intervenire di urgenza contribuendo a ridurre il rischio immediato sul contrafforte della chiesa di S. Romerio,” dichiara Pietro Del Simone, Sindaco del Comune di Tirano e Partner di progetto, che continua: “voglio anche sottolineare il fatto che, a causa della posizione veramente esposta del contrafforte, è stato necessario procedere incaricando del posizionamento del telone esperti rocciatori della Valmalenco che hanno lavorato in completa sicurezza operando con tecniche alpinistiche.

Quanto finora svolto costituisce solo il primo, peraltro necessario, passo per pervenire al recupero complessivo della chiesa: occorrerà procedere poi con la progettazione, il reperimento dei fondi e l’esecuzione dell’intervento di consolidamento definitivo del contrafforte.