Occorre unire le forze a tutti i livelli

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Furti e declassamento della dogana di Campocologno
La serie di furti che ha colpito la Valposchiavo nelle scorse settimane, ai danni di strutture pubbliche e private, è una spiacevole sorpresa per la nostra regione. Occorre unire le forze per impedire che simili episodi si possano facilmente ripetere in futuro.

Lo sconcerto iniziale seguito ai furti ha lasciato spazio a un sentimento di insicurezza generalizzato, tanto più perché gli episodi sono avvenuti nello stesso periodo in cui giungeva notizia di un progetto che prevede di smantellare i controlli alla Dogana di Campocologno, sia sul fronte svizzero che su quello italiano. Il PDC Valposchiavo ha subito mobilitato i suoi rappresentanti a tutti i livelli, a Poschiavo, Coira e Berna, conscio che la sicurezza dei cittadini e della proprietà privata sono tra i nostri beni più preziosi. Negli scorsi giorni le varie forze politiche e i gruppi d’interesse presenti in Valle si sono incontrati per coordinarsi e unire le forze. Il PDC Valposchiavo intende seguire da vicino la questione, anche perché, la situazione nella vicina Valtellina, è già piuttosto allarmante: secondo un comunicato Ansa, pubblicato sulla Provincia di Sondrio il 18 novembre scorso, i furti denunciati dall’inizio di settembre sono stati 371. A operare sarebbero in prevalenza bande dell’Est europeo provenienti dall’hinterland milanese.

Considerando quanto sta avvenendo in Valtellina e dopo quanto accaduto in Valposchiavo ed in Mesolcina (episodi analoghi a quanto successo a Poschiavo: i ladri sono però stati arrestati alla Dogana di Chiasso), risulta quindi del tutto incomprensibile la decisione dell’Amministrazione federale delle dogane di declassare il valico doganale di Campocologno a seguito dell’entrata in vigore del progetto «Grischa», che dovrebbe essere operativo già dal marzo prossimo. La Valposchiavo non è però l’unica ad essere insoddisfatta per la strategia di Berna: anche la Bregaglia, la Val Monastero e l’Engadina si sentono penalizzate da questo progetto, che mira a concentrare tutto il personale di dogana a Samedan, per poi presidiare i territori di frontiera attraverso controlli sporadici effettuati da pattuglie mobili.

Il PDC Valposchiavo ha colto favorevolmente l’iniziativa di lanciare una petizione interpartitica all’indirizzo delle autorità cantonali e federali, allo scopo di far sentire il dissenso della popolazione in merito a quanto proposto dal progetto “Grischa”. In questo contesto il PDC raccomanda già sin d’ora la sottoscrizione della petizione da parte di tutta la popolazione, dal momento in cui la stessa verrà lanciata.

 

PDC Valposchiavo