Democentristi valposchiavini all’attacco sulla “sicurezza”

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Venerdì scorso si è svolta la serata voluta dall’UDC sulla sicurezza
La moderazione della serata, tenutasi in Casa Torre a Poschiavo, era affidata al presidente democentrista Fulvio Betti che per introdurre la tematica si è da subito mostrato assai preoccupato per il furto avvenuto appena poche ore prima presso le scuole comunali di Poschiavo.

Betti ha passato in seguito la parola al Consigliere Nazionale in forza all’UDC Heinz Brand, che da esperto politico quale è non ha deluso le aspettative dei molti presenti alla serata. Brand nella propria relazione ha infatti evidenziato come i tempi siano marcatamente mutati, al giorno d’oggi l’atto criminale venga compiuto con quasi totale disinibizione e la nostra società, sempre secondo Brand, sembrerebbe aver sdoganato la criminalità.

Quello della criminalità da parte di persone provenienti da oltre confine è un problema che secondo Brand accomuna tutti i luoghi di frontiera, come la Valposchiavo appunto. L’esponente dell’UDC in seno alla Camera Bassa ha le idee ben chiare e snocciolando numeri su numeri non lascia nulla al caso. Un dato su tutti è quello riguardante il numero di criminali stranieri rapportati a quelli svizzeri. I confederati perderebbero la sfida, attenendoci sempre alle fonti di Brand, con una percentuale del 20%, contro l’80% in mano agli stranieri.

Se il problema sembra quindi essere rappresentato dagli stranieri che in stragrande maggioranza delinquono in Svizzera, per Brand ancora di maggior peso deve essere la crociata contro la “burocrazia eurocentrica” che impedisce alla Svizzera di agire in modo chiaro per risolvere il problema. Sottostando infatti la Svizzera al diritto internazionale, essa smarrirebbe, secondo Brand, la propria autonomia per poter agire.

Le discussioni iniziano già prima dell’ora “ufficiale”.

 

La libera circolazione delle persone e i contratti di Schengen più in generale costituirebbero a detta dell’UDC una parete invalicabile che impedisce di poter risolvere i problemi una volta per tutte e rendere infine la Svizzera un paese più sicuro. In tal senso Brand non esita a definire il ministro Simonetta Sommaruga e la sua collega ministro Eveline Widmer-Schlumpf come “due persone che vivono su di un altro pianeta”. Sempre secondo Brand la Svizzera sarebbe piuttosto ingenua seguendo alla lettera i dettami di Bruxelles mentre altri paesi sarebbero assai più blandi. Nella conclusione del suo intervento Brand sottolinea il fatto che nelle dogane il personale impiegato andrebbe aumentato, aumentando di pari passo anche i controlli sulle persone e non soltanto sulle merci che vi passano. Ma tutto questo, commenta uno sconsolato Brand, non è possibile per colpa dei contratti di Schengen.

Fulvio Betti prende quindi nuovamente la parola per passarla al Consigliere di Stato Christian Rathgeb, che tiene subito a chiarire che il discorso sulla sicurezza non è un tema legato soltanto al presente ma bensì un tema molto legato pure al futuro. Rathgeb ricorda alla folta platea che il Governo tiene parecchio al tema della sicurezza ed in tal senso è sempre in stretto contatto con i Comuni di Brusio e di Poschiavo per trovare insieme delle soluzioni condivise. Anche Rathgeb come già Brand in precedenza conferma il fatto che maggiormente interessati ai crimini compiuti da persone straniere sono soprattutto le regioni di frontiera, in modo particolare quelle poste sull’asse nord-sud.

Il Consigliere di Stato si sofferma quindi sulla necessità da parte delle nazioni coinvolte di collaborare ancora di più per far fronte alla situazione. Analizzando invece un po’ più da vicino la nostra situazione secondo Rathgeb non ci sono molti motivi per cui valga la pena dormir tranquilli. Infatti il numero dei poliziotti tende a diminuire sempre di più e l’interesse per la professione non è alto tra i giovani. Per far fronte a questo problema Rathgeb auspica in una politica lungimirante da parte del Gran Consiglio retico per garantire al Canton Grigioni, anche per il futuro, la sicurezza che si merita. Un piccolo sollievo per il pubblico accorso vi è quando Rathgeb assicura tutti in merito ai posti di lavoro presso la dogana di Campocologno, i quali non saranno tagliati.

D.s.: il Consigliere Nazionale Heinz Brand e il Consigliere di Stato Christian Rathgeb.

 

Il testimone passa quindi al Capo dei vigili della città di Tirano Fabio Della Bona, che fatte le dovute premesse in merito alle nette differenze che intercorrono tra le due nazioni divise dal valico di Piattamala tiene a precisare che la collaborazione tra le varie forze in campo è ottima. Della Bona si sofferma quindi sul fenomeno delle ronde che nella vicina penisola italica sta prendendo sempre più piede, precisando che è un fenomeno da tenere sott’occhio in quanto mina la libertà individuale di ogni cittadino. Sempre secondo Della Bona l’allarme è giustificato ma la criminalità nella nostra regione ancora rientra nei limiti tollerabili. Il microfono passa in seguito ai due sindaci valligiani che all’unanimità sostengono che sarebbe impossibile poter tollerare di doversi abituare ai furti. Arturo Plozza ed Alessandro Della Vedova invitano in tal senso la cittadinanza a collaborare con le forze dell’ordine fornendo indicazioni che possono risultare fondamentali per lo sviluppo delle indagini.

Il pubblico accorso in Sala Torre ha quindi avuto modo di porre delle domande agli ospiti dell’UDC Valposchiavo che in modo più o meno legato al politichese si sono districati nel dare le risposte ai rispettivi quesiti.

Il patriottismo è un valore fondamentale per l’UDC.