La proposta del governo non convince Monigatti

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Riforma territoriale: qui Brusio
La sessione di aprile del Gran Consiglio si avvicina, e il dibattito attorno alla proposta di riforma territoriale si infiamma. I granconsiglieri poschiavini in carica, Heiz e Della Vedova, non condividono l’opinione del candidato granconsigliere poschiavino e presidente della Regione Valposchiavo Luminati. Ma Brusio, che dice?

 

Il Comune di Brusio, il suo Granconsigliere Dario Monigatti, cosa pensano della proposta del Governo sulla riforma territoriale?

Premesso che a suo tempo ho difeso l’autonomia della Regione Valposchiavo in seno alla mia frazione – la quale è stata d’accordo, contrariamente alla posizione iniziale, di creare 11 Regioni cantonali – e che una riforma territoriale più snella per quel che riguarda l’organizzazione di una regione come la nostra sia di grande importanza per il Cantone dei Grigioni, sostengo la presa di posizione inoltrata a suo tempo dalla Regione Valposchiavo d’accordo con i Comuni di Poschiavo e Brusio per i seguenti motivi:

  • le esigenze delle Regioni sono dissimili e anche la nostra chiede un orientamento particolare;
  • la prevista Conferenza dei Sindaci (CS) in qualità di organo esecutivo mi lascia perplesso e son sicuro che sarà la somma di singoli interessi comunali i quali andranno a scapito di un interesse regionale;
  • i sindaci già oberati di lavoro per i loro comuni difficilmente troveranno le energie per svolgere ulteriori compiti regionali;
  • secondo statuto, l’attuale sede della corporazione si trova a Brusio. La proposta del governo prevede come capoluogo della Regione Poschiavo. Che ne sarà della sede appena strutturata e funzionante del complesso Casa Besta?
  • la seconda variante proposta a suo tempo dal Governo avrebbe lasciato più spazio per un’organizzazione su misura;
  • temo che la recente proposta governativa azzeri il lavoro intrapreso dall’attuale corporazione e che i nuovi responsabili abbiano a trattare temi a loro fin qui estranei;
  • una continuità del lavoro sarebbe auspicabile.

Spero che nelle singole frazioni dei partiti e in Parlamento venga discussa anche la particolarità della Regione Valposchiavo composta da soli due comuni e che si possa correggere il tiro nel nome di una Regione efficiente e dinamica a tutto interesse della popolazione valposchiavina.


Se dovesse essere accettata, questa proposta rappresenta sì o no un preludio alla fusione comunale?

È risaputo che il Cantone persegue la politica delle fusioni comunali. Non interviene comunque con azioni coercitive per ottenere tale scopo. Naturalmente ogni sua azione è ben mirata e crea, se accettata, un anello in più della catena. Per il momento la fusione dei Comuni di Poschiavo e Brusio non è un tema per la nostra popolazione. È necessario un mutamento di mentalità non condizionata da ragionamenti campanilistici e di logica di potere locale per arrivare ad un’eventuale fusione. Al momento i nostri due comuni sono funzionali e funzionanti sia sul piano amministrativo che organizzativo e quindi passeranno ancora diversi anni prima che una nuova mentalità possa avvicinare le due realtà valligiane suscitando interesse per la cosa pubblica comune.


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