Nuova presidenza per il Museo Poschiavino

0
3

Gustavo Lardi lascia e subentra Hans-Jörg Bannwart
Dopo 43 anni di attiva partecipazione e 8 anni di presidenza Gustavo Lardi lascia la guida del Museo Poschiavino.

Gli succede Hans-Jörg Bannwart, già membro della Fondazione Ente Museo Poschiavino (FEM) dal 2009 ed eletto per acclamazione presidente dal Consiglio di fondazione, riunito venerdì scorso in Assemblea ordinaria. Dopo l’apertura delle mostre etrusca e indiana nel 2013, che hanno fatto evolvere il Museo Poschiavino da un museo etnografico a un museo delle culture, la prossima estate la fondazione proporrà una mostra sulla dinastia De Bassus.

Il Museo Poschiavino è in ottima salute e più che mai attivo e dinamico. Il 2013 è stato caratterizzato dall’apertura al pubblico delle prestigiose esposizioni etrusca e indiana di proprietà del Comune, curate da Roland Steffen, etnologo ed ex direttore del Museo delle culture di San Gallo e da Hans J. Schwabl, collaboratore museale. A conclusione di questo ambizioso progetto il Presidente Gustavo Lardi ha ritenuto fosse giunto il momento di lasciare il timone. Lardi – come ha sottolineato la vicepresidente FEM Cristiana Plozza – è stato un motivatore instancabile, attivo quasi a tempo pieno, su tutti i fronti, per otto anni. Anche grazie al suo straordinario impegno il Museo Poschiavino oggi fa senz’altro parte delle strutture più interessanti da visitare nei Grigioni. A raccogliere il testimone è stato designato Hans-Jörg Bannwart. Il nuovo presidente ha sottolineato la grande svolta del Museo, che con l’inserimento delle mostre etrusche e indiane, diventa di fatto un museo delle culture, affacciato sul mondo e aperto a nuove prospettive. L’Assemblea ha preso atto anche del passaggio di consegne alle finanze, dove a Dina Previsdomini subentra Giovanni Crameri. Per 40 anni Dina ha gestito con grande dedizione e in modo impeccabile la contabilità della FEM ed è stata un perno della fondazione collaborando attivamente a diversi progetti.

Un nuovo presidente e un nuovo cassiere per la FEM: da sinistra Giovanni Crameri, Gustavo Lardi, Dina Previsdomini e Hans-Jörg Bannwart.

 

Per i nuovi arrivati il lavoro non mancherà, a partire dalla mostra estiva «Dai Bassi ai de Bassus», che intende illustrare la spettacolare parabola della omonima dinastia ed evidenziare le particolarità di questa storia divisa fra Italia e Germania. Il percorso parte dal Palazzo, oggi sede del Museo, che la famiglia stessa fece costruire nel 1655 a Poschiavo, e si avvale dei ritratti della famiglia, di oggetti che facevano parte dell’inventario originale del Palazzo de Bassus-Mengotti e di una serie di documenti d’epoca. Gli oggetti esposti provengono in gran parte dalle collezioni del Museo, ma anche dalla Chesa Planta di Samedan, dalla Biblioteca cantonale grigione e da collezioni private. Oltre all’aspetto genealogico, l’esposizione evidenzierà i punti di vista sociali, economici e soprattutto del pensiero del tempo. Non mancherà un’attenzione particolare alle necessità didattiche dei vari tipi di scuole: postazioni multimediali renderanno il tema accessibile a un ampio pubblico. L’estate sarà quindi all’insegna dei de Bassus, anche perché oltre alla mostra al Museo l’Albergo Albrici organizzerà diverse rappresentazioni teatrali sullo stesso argomento.

 

In autunno seguirà poi una mostra sui «bröi», i tipici frutteti poschiavini ormai abbandonati e che un progetto dell’Ente Frazionale Borgo intende recuperare, almeno in parte. Si tratterà di un’iniziativa articolata in più parti e sviluppata in collaborazione con l’Ente Frazionale Borgo e la studentessa Martina Cortesi. Il Museo Poschiavino e Casa Tomé faranno parte anche dell’offerta inclusa nella nuova carta «all inclusive» a cui avranno diritto tutti gli ospiti che soggiorneranno in una struttura turistica della valle per almeno due notti.

All’Assemblea FEM ha partecipato in qualità di ospite anche il nuovo Direttore dell’Ente Turistico Valposchiavo Kaspar Howald, che ha ascoltato le molte richieste degli operatori culturali e ha risposto alle numerose domande sorte durante la serata.

 

Paolo Raselli