Perché non ilsassalbo.ch?
E quanto legge IL BERNINA il suo presidente?

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Parlano Gianluca Giuliani, Pierluigi Crameri e Danilo Nussio
Intervista a tre fondatori del “giornale online della Valposchiavo e dei suoi amici”, a pochi giorni dal decimo anniversario.

 

Un paio di mesi prima della fondazione dell’associazione IL BERNINA va online il sito ilbernina.ch. Erano le prime settimane del 2004. Già da oltre un anno un gruppo di promotori lavorava a questa idea. Tra di loro Gianluca Giuliani, presidente fin dagli inizi; Danilo Nussio, primo caporedattore (fino a fine 2012); e Pierluigi Crameri, ancora oggi nel comitato. A loro non un’intervista doppia, ma tripla… e le risposte non sempre si assomigliano.

Qual era la tua pagina iniziale di internet prima del 2004?

Gianluca Giuliani (GG): Non mi ricordo. Forse l’NZZ, o un altro giornale online.

Danilo Nussio (DN): Google personalizzato, con le ultime notizie della Gazzetta, meteo e dizionari.

Pierluigi Crameri (PC): Google.


E ora? Sinceri per favore!

PC: IL BERNINA, da 10 anni.

DN: Con gli ultimi browser è possibile avere più di una pagina iniziale. Appena accendo il computer si aprono Google, IL BERNINA, e un dizionario italiano-tedesco.

GG: Hmm… NZZ online.

Come? Il presidente non legge IL BERNINA?

GG: Certo che lo leggo, almeno una volta al giorno! Ma chi lavora e vive a Zurigo come me deve interessarsi “per necessità” a quello che accade a Zurigo. La Valposchiavo, e quindi IL BERNINA, vengono subito dopo.


E a IL BERNINA in questi 10 anni cos’è successo?

GG: Da strumento sperimentale, per sollevare alcuni (pochi) temi e discuterne, s’è trasformato in breve tempo – meno di un anno – in un sito con un’informazione continua e completa. Abbiamo dovuto adattarci alle richieste della gente, che lo leggeva due volte al giorno – mentre noi pensavamo a tre, quattro articoli alla settimana.

DN: Oramai IL BERNINA è parte del mondo virtuale di ogni valposchiavino. Con ecomunicare.ch abbiamo svolto vari corsi a persone anziane che volevano imparare ad usare il computer e internet proprio per poter leggere ilbernina.ch.

PC: Oggi è un punto di riferimento. Per noi significa più responsabilità: l’obbligo di avere un prodotto aggiornato, funzionante e competente. Può sembrare scontato, una banalità, ma forse non tutti i nostri lettori si rendono conto del lavoro (anche non pagato) dietro le quinte.


Quante probabilità davate, nel 2004, a IL BERNINA di vivere 10 anni?

PC: Non abbiamo mai pensato a 10 anni (ride).

DN: … eravamo talmente insicuri che in un immaginario scenario iniziale non scartavamo l’ipotesi di un acquisto del sito, dopo un po’, da parte della Tipografia Menghini. Per noi l’importante era che la Valle avesse un sito informativo online, che creasse informazione non soltanto a scadenza settimanale e… un po’ di lavoro.

Sei quindi sorpreso che ilbernina.ch“vive” ancora?

DN: Sotto certi aspetti sì. La massa critica in Valposchiavo è contenuta, e il volontariato – che per IL BERNINA ancora oggi è una componente molto importante – spesso non è una strategia duratura.

GG: Sì, almeno un po’ è sorprendente. D’altra parte ci abbiamo creduto, e già dopo un anno di attività, dal 2005, era per me chiaro che il progetto era solido.

PC: È stato pagante aver sviluppato il giornale con realismo e modestia. Poi chi ci ha lavorato l’ha fatto con cura, competenza e tanta dedizione.


Ditemi una percentuale. IL BERNINA è: a) un giornale online, b) un’associazione, c) un blog per i valposchiavini.

PC: Non è facile: la percezione certo dice che è un giornale online, però è vero che praticamente chiunque può pubblicare un comunicato. Diciamo ognuno un terzo. Anche se il lavoro maggiore lo fa la redazione.

DN: Per me è soprattutto un blog, o meglio una piattaforma di comunicazione – non v’è censura, non c’è un’ideologia, tutti possono dire la loro. Anche le comunità riformate e cattoliche fanno capo a IL BERNINA per diffondere la loro buona novella.

GG: Per oltre la metà è un giornale online, il resto si divide tra associazione e “blog” (anche se non è il termine più preciso). IL BERNINA però non sarebbe ciò che è se non avesse ognuna di queste tre componenti.


Non vi chiedo perché l’avete fondato, obiettivi, eccetera… Solo una cosa: il Piz Bernina né si trova sul territorio della Valposchiavo, né si vede dal fondovalle. Non potevate scegliere un altro nome, ilsassalbo.ch per esempio?

GG: Vero, però c’è il passo del Bernina che è una realtà per tutti noi. Tra i fondatori c’erano dei pusc’ciavin in bulgia e abbiamo così trasformato il Bernina da simbolo di distacco a simbolo d’unione, tra chi abita in e fuori Valle.

PC: L’indirizzo bernina.ch era già occupato, quindi abbiamo aggiunto l’articolo: ilbernina.ch.

DN: Era importante che il nome avesse la stessa pronuncia sia in italiano che in dialetto. Poi per me il passo del Bernina è la montagna del destino, apre nuove prospettive e fa emergere nostalgia quando mi allontano da casa. Al ritorno sono felice, ma rimpiango le opportunità che ci sono fuori.


Cosa manca a IL BERNINA?

PC: Ha troppo pochi contributi redazionali, intendo su temi di fondo. Non è una critica alla redazione, anzi, ciò è dovuto ad una questione di tempo e di soldi. Le notizie sono molte. Il tempo per fermarsi e riflettere, magari con critiche importanti, è poco.

DN: IL BERNINA è nato come associazione, in modo da evitare che lo si identificasse con un gruppo politico. Oggi dovrebbe però diventare più simile ad un’azienda (ndr: su questo punto altri non concordano del tutto), per garantire stabilità e professionalità, visto che le aspettative del pubblico sono aumentate.

GG: I sogni sono molti. La discussione potrebbe essere più intensa sul sito, i forum più accesi, ma dobbiamo anche accettare la realtà: il numero e l’approccio dei partecipanti.

DN: … molti preferiscono dire la loro sul proprio profilo Facebook. O stare zitti del tutto.

GG: Ma sono molto contento della sobrietà che il sito è riuscito a mantenere!


Ma siete sicuri di attirare l’interesse dei giovani? Tutti i comunicati di politica e associazioni non interessano questo pubblico, che in fondo è il più importante per IL BERNINA…

DN: Non sono d’accordo. Meglio non fare distinzioni di fasce d’età, IL BERNINA è letto da tutti. Avrà successo anche in futuro se saprà fornire informazione locale e da questa far nascere dibattiti.

PC: E poi bisogna dire che molte associazioni riguardano anche i giovani. Uno dei problemi è che – questa la mia impressione – i giovani dedicano poco tempo alla lettura. Però con myBERNINA tentiamo di recuperare terreno in questo senso, avvicinandoci ai giovanissimi in età scolastica – oltre alle persone più anziane, che non vogliamo dimenticare.

GG: myBERNINA è complementare, perché offre un tipo di comunicazione che non è da giornale online, ma “di comunità” – scolastica, per esempio.


Tutto roseo quindi il futuro… o ci sono preoccupazioni?

PC: Il vero problema è il ricambio delle persone che vogliono trainare l’associazione. Dopo 10 anni siamo ancora più o meno gli stessi. C’è bisogno di gente volenterosa disposta ad assumersi – con lo spirito giusto – la responsabilità di guidare un’associazione con oltre 1100 tra soci e abbonati.

DN: Per me IL BERNINA in quanto associazione non è in pericolo. Visto come azienda invece, lettura che prediligo, le incognite ci sono sempre. Avrò abbastanza clienti e quindi lavoro? Riesco a stare al passo coi tempi? IL BERNINA deve crescere, approfittando delle aziende italiane che vogliono fare affari in Valle o nel resto della Svizzera. Inoltre occorre trasferire sempre più la pubblicità dal cartaceo al web. E ovviamente aumentare soci/abbonati, il potenziale di 1500 è raggiungibile. Un passo fondamentale: integrare sempre più il video, anche live…

GG: (lunga pausa) Se mancassero la motivazione, lo slancio, o anche le risorse, c’è il rischio che diventi un semplice albo pubblico. Dobbiamo continuare ad osare. Provocare, e creare dibattito.


Sabato 3 maggio 2014 ore 17:00 in Casa Torre a Poschiavo

EVENTO SPECIALE 10 ANNI IL BERNINA

con il nuovo direttore RSI Maurizio Canetta

 

  • Scopri di più sull’evento speciale – leggi qui
  • L’evento sarà preceduto dall’assemblea generale de IL BERNINA – L’ordine del giorno
  • A margine dell’appuntamento c’è la possibilità di visitare la mostra promossa da IL BERNINA “Think different” – leggi qui

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[Sostenitore de IL BERNINA e sponsor del giubileo]