18 maggio 2014: raccomandazioni di voto

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PLD I Liberali Valposchiavo
L’appuntamento con le urne si avvicina.

 

NO all’Iniziativa popolare “Affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli”

La maggior parte dei responsabili di abusi sui minori sono da ricercare all’interno della cerchia familiare della vittima. Per cui è evidente come l’iniziativa di Marche Blanche, che chiede il divieto assoluto di lavorare con i giovani alle persone colpevoli di aver leso l’integrità sessuale di una persona sotto i 16 anni, non colpisce la maggior parte di chi commette simili abusi. Andrebbe invece a colpire casi come per esempio il 20enne che si innamora, ricambiato, di una quasi 16enne. Questa persona non potrebbe per tutta la vita insegnare come maestro alle elementari o alle secondarie, o allenare una squadra di calcio giovanile.

In seguito all’inoltro di questa iniziativa il parlamento federale ha votato la modifica della legge in vigore rendendola più efficace. Le nuove disposizioni, che al contrario dell’iniziativa prevedono pene proporzionate alla gravità del delitto, entreranno in vigore già a partire dal 2015 rendendo di fatto questa inizia superflua se non addirittura controproducente.


NO all’Iniziativa popolare sui salari minimi

Il mercato del lavoro svizzero è, dopo Singapore, il secondo più efficiente al mondo. Se nel nostro paese possiamo vantare dei salari medi fra i più alti e un tasso di disoccupazione minimo, questo è essenzialmente dovuto ad un mercato del lavoro liberale, frutto di decenni di proficui dialoghi fra gli esponenti padronali e le parti sociali, e basato anche sui vari contratti collettivi. Se guardiamo oltre confine, per esempio in Francia o in Italia che hanno norme rigide (pensiamo solo alle 35 ore settimanali dei francesi o alla quasi impossibilità di licenziamento degli italiani), vediamo che i rapporti fra sindacati e imprenditori sono caratterizzati da una bassa collaborazione reciproca e da molti scioperi. Questo è un evidente svantaggio per tutti.

In un mercato del lavoro efficiente il livello dei salari si orienta alla legge della domanda e dell’offerta. Di conseguenza l’entità di un salario non deve essere dettato dallo Stato al datore di lavoro verso l’impiegato ma bensì deve essere l’equilibrio fra il valore di mercato del lavoro svolto e l’offerta di manodopera. In parole semplici: se un imprenditore riesce a pagare dei salari maggiori dei suoi concorrenti, gli impiegati delle altre ditte cercheranno di cambiare il proprio posto di lavoro alimentando un rialzo generale dei salari. Se invece, come vuole l’iniziativa, il datore di lavoro è obbligato per legge a pagare un salario che supera il valore di mercato della prestazione fornita dell’impiegato, l’imprenditore rinuncerà ad assumere. I contratti collettivi regolano inoltre in diversi settori i salari, tramite trattative fra i rappresentanti dei lavoratori e degli imprenditori.

Quali potrebbero essere gli effetti dell’introduzione di un salario minimo di 22 Fr./ora che non tiene conto delle peculiarità professionali e regionali? Ecco alcuni esempi per la Valle di Poschiavo:

  • Alberghi, ristoranti, parrucchieri o impianti di risalita impossibilitati a dislocare all’estero i propri posti di lavoro (come invece saranno invogliate a fare le aziende di produzione) si vedranno costretti ad aumentare le proprie tariffe o a ridurre il personale. Come pensiamo di essere competitivi aumentando ancora i prezzi? Aumentare i salari per poi andare all’estero a consumare non è una soluzione!
  • Quel poco che rimane dell’industria agricola o manifatturiera locale, si pensi per esempio ai piccoli negozianti, alla campicoltura o alla lavorazione delle pietre, potrebbe soccombere sotto il peso della concorrenza estera.
  • Molti giovani, attratti dal salario minimo di 22 Fr. che riceverebbero anche senza un diploma, potrebbero decidere di mettersi sul mercato del lavoro senza prima assolvere un tirocinio, oppure interromperlo alle prime difficoltà.
  • Aumenterebbe inoltre ancora di più il flusso di persone estere attratte dal mercato del lavoro svizzero.

Con non poche difficoltà e con la prevista perdita di mezzo milione di posti di lavoro, la Germania intende fissare uno dei salari minimi più alti al mondo pari a 8.50 € (11 Fr.). Se non vogliamo decretare la fine del successo del mercato del lavoro svizzero fissando un salario minimo di 22 Fr., votiamo NO a questa iniziativa.


SI al fondo per l’acquisto dei Gripen

L’acquisto dei Gripen è una di quelle spese a cui si vorrebbe volentieri fare a meno, ma fa parte del prezzo da pagare per mantenere un esercito funzionale. Ogni moderno esercito è composto di truppe, mezzi corazzati di terra, di aria e, se del caso, di mare. Ci chiediamo però il motivo perché nel nostro paese ci vogliono anni di discussioni per sostituire degli aerei che hanno ormai raggiunto quasi 40 anni servizio. Tutti ritengono ovvio dotare le forze di polizia di pistole moderne, i funzionari pubblici di computer di ultima generazione, si è meno consapevoli sulla necessità di mantenere un esercito funzionale dotandolo di mezzi per lo meno paragonabili a quelli degli stati confinanti. Il Gripen è un aereo non supertecnologico, ma però adatto al nostro territorio. Inoltre la Svizzera ha concordato con la Svezia dei contraccambi di lavoro per l’industria. Il 22 settembre 2013 il 73% degli svizzeri ha votato contro l’abolizione del servizio di leva obbligatorio, ora dobbiamo essere coerenti sostenendo l’ammodernamento del nostro esercito.


Parole di voto:

  • Decreto federale concernente le cure mediche di base SI
  • Iniziativa popolare “Affinché i pedofili non lavorino più con i fanciulli” NO
  • Iniziativa popolare sui salari minimi NO
  • Fondo per l’acquisto dei Gripen SI