Via le mani dagli esperimenti socialisti!

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No all’iniziativa sul salario minimo!
Il 18 maggio voteremo pure in merito all’iniziativa „sul salario minimo“ dell’Unione Sindacale Svizzera.

Essa pretende che la Confederazione, per legge, fissi uno stipendio orario minimo di 22 franchi. Con ciò risulterebbe da una settimana di 42 ore uno stipendio mensile di ca. 4000 franchi.

Ulteriori pretese

Per una settimana di 55 ore, che nell’agricoltura è cosa usuale, risulterebbe uno stipendio mensile di oltre 5000 franchi. Oltre a ciò l’iniziativa pretende che questo salario minimo sia adattato costantemente al rincaro. I sindacati calcolano pure l’8,33% di aggiunta per le vacanze. Essi non sono ancora ben in chiaro se a questo stipendio debba anche essere aggiunto un 13. stipendio. Questo inciderebbe ancora un altro 8,33%. In special modo questa iniziativa sindacale non terrebbe conto in nessun modo delle realtà regionali, siano esse di costi come di stipendi. Questa iniziativa creerebbe delle enormi conseguenze dannose in particolare nelle regioni strutturalmente deboli di montagna e periferiche. Esempio evidente ne sarebbero le nostre valli!

Il pretesto centrale dei sindacati non è il bene per la popolazione, bensì una regolamentazione generale a livello costituzionale del carattere degli ex paesi dell’est. Ciò che avverrebbe con una decisione del genere è lampante: più leggi e decreti, più controlli, meno posti di lavoro e in particolar modo, meno posti di lavoro a tempo parziale. Dal punto di vista dei dipendenti, i quali dovrebbero essere tutelati dai sindacati, questo sarebbe un “autogol” eccezionale! Con un agire controproduttivo e assurdo del genere, le nostre aziende artigianali e commerciali sarebbero strangolate sino alla loro soppressione.

Noi possiamo solamente raccomandare ai sindacati di guardare oltre il bordo del loro giardino e di vedere cosa succede oltre frontiera. Essi possono pure dare un’occhiata in Italia come pure in Francia e potranno costatare che la forte regolamentazione del mercato del lavoro ha creato degli abissi enormi di disoccupazione in special modo nel lavoro giovanile.


Conseguenze drammatiche

La Svizzera oggi, nel confronto internazionale, ha una disoccupazione giovanile molto bassa. Il sistema duale di formazione giovanile con l’apprendistato quale base centrale si è confermato fortemente nella nostra economia. Questo dà una buona occasione ai nostri giovani per apprendere una professione. Lo stipendio si sviluppa logicamente con le capacità che ognuno acquisisce. La professionalità, la migliore prestazione e l’assunzione di responsabilità del dipendente sono sempre stati motivo di adattamento dello stipendio del dipendente!
Se domani ogni giovane dovesse essere retribuito di base con 4000 franchi, è tanto logico che questo si domandi se lui debba proprio ancora impegnarsi a imparare e a migliorare le sue prestazioni e cognizioni professionali. Con ciò si taglierebbe la motivazione a crescere e questo sarebbe alla lunga molto dannoso per ambo le parti!

Dall’altro canto per persone che rientrano nel ciclo lavorativo in modo parziale o che nel loro rientro devono aggiornarsi professionalmente, è più che logico che le condizioni salariali di 22 franchi orari non potranno essere coperte e quindi si rischierebbe che tanta gente non trovi più la possibilità di rientrare o di avere un lavoro parziale. Questo significherebbe un grosso annientamento di capacità lavorative e a sua volta un aumento enorme dei costi sociali, di conseguenza una perdita di competitività della nostra economia e un aumento della disoccupazione.

Tanti datori di lavoro oggi sono ben disposti a dare un lavoro a persone diversamente abili. Naturalmente il datore di lavoro potrà retribuire il collaboratore limitato nelle sue capacità in modo adeguato alle sue prestazioni. Questo modo di procedere in Svizzera è felicemente consolidato e possiamo pure asserire che queste soluzioni, nella grande maggioranza dei casi, rendono felici intere famiglie e gruppi sociali.


Invito agli stranieri

Uno stipendio minimo di 22 franchi è nient’altro che un nuovo invito a lavoratori e lavoratrici straniere che nei loro paesi guadagnano molto di meno che da noi! In Germania si sta discutendo su uno stipendio minimo di franchi 10,50 e da noi si parla di 22 franchi. Quali sarebbero le conseguenze? Queste sono più che evidenti! Ci sarebbe un’altra invasione di personale straniero. I posti di lavoro sarebbero certamente più difficili da trovare e la concorrenza con gli stranieri creerebbe una situazione competitiva tutt’altro che tranquilla, la quale causerebbe nuova disoccupazione!

Se lo Stato dovesse imporre in ogni regione della Svizzera gli stessi salari minimi, sarebbero le regioni periferiche e di montagna a pagarne brutalmente “lo scotto”! Nella gastronomia, nel commercio al dettaglio, nell’agricoltura tante aziende, per motivi economici dovrebbero chiudere. Chi sarebbe in grado di farlo può spostare la sua attività all’estero. Altri proverebbero ad automatizzare il loro lavoro per sopravvivere.


Care Concittadine, Cari Concittadini,

Come potete costatare questa iniziativa sui “salari minimi” annienterebbe un sacco di posti di lavoro e creerebbe tanta povertà! Perciò vi preghiamo di respingere con un secco NO questa iniziativa molto dannosa!


Per gli altri oggetti in votazione vi raccomandiamo quanto segue:

  • Iniziativa popolare “affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli”: SI
  • Legge federale per l’acquisto dell’aereo da combattimento Gripen: SI
  • Decreto federale concernente le cure mediche di base: SI