PDC: raccomandazioni di voto

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Votazioni federali del 18 maggio 2014
Per la seconda tornata di decisioni politiche nel 2014 siamo chiamati a decidere su quattro argomenti a livello federale.

 



Votazioni federali:

  1. Decreto federale concernente le cure mediche di base (Controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia», ritirata) SI
  2. Iniziativa popolare “Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli” NO
  3. Iniziativa popolare per la protezione di salari equi (Iniziativa sui salari minimi) NO
  4. Legge federale sul fondo per l’acquisto dell’aereo da combattimento “Gripen” SI

Votazioni cantonali:

  • Nessuna

Votazioni comunali:

  • Nessuna

Votazioni federali

1. Decreto federale concernente le cure mediche di base
(Controprogetto diretto all’iniziativa popolare «Sì alla medicina di famiglia», ritirata): SI

L’iniziativa “Si alla medicina di famiglia” è stata ritirata dopo che i medici di famiglia ebbero preso atto del Controprogetto elaborato dal Governo federale. L’iniziativa conteneva delle lacune, per cui le Camere federali hanno ritenuto opportuno elaborare un controprogetto, che porti rimedio all’eventuale futura mancanza di medici in questo ruolo. La Svizzera ha un sistema sanitario molto efficiente. Il controprogetto vuole però assicurare su base legale la stessa assistenza in tempi brevi su tutto il territorio del paese e specialmente il pronto soccorso. Le esigenze future anche per la medicina rappresentano una sfida alla quale si deve poter far fronte indistintamente. Il PDC a livello svizzero e a livello cantonale raccomandano di deporre un convinto “SI” nell’urna.


2. Iniziativa popolare “Affinché i pedofili non lavorino più con fanciulli”: NO

I casi di abuso sessuale su minori e anche persone disabili hanno raggiunto livelli preoccupanti. L’iniziativa in campo vuole impedire la recidiva e quindi chi ha leso l’integrità sessuale di un fanciullo o di un disabile dovrebbe essere definitivamente privato del diritto di esercitare delle attività professionali in queste cerchie. Il Consiglio federale ha però già avviato una modifica del diritto penale ancor prima che l’iniziativa venisse depositata. La modifica adottata nel frattempo dal Parlamento prevede un’interdizione più pronunciata rispetto all’iniziativa, che racchiude anche i reati contro la vita e l’integrità fisica. Per certi versi l’iniziativa non ha tenuto conto dei principi dello Stato di diritto. Il Consiglio nazionale ha accolto l’iniziativa, mentre il Consiglio agli stati l’ha respinta. Le proposte già in atto a livello di Parlamento federale, che prevedono una modifica sostanziale del Codice penale, rendono l’iniziativa obsoleta. Il PDC raccomanda quindi di respingere l’iniziativa con un “NO” nell’urna.


3. Per la protezione di salari equi (Iniziativa sui salari minimi). Iniziativa popolare: NO

L’iniziativa fa notare che la Svizzera è fra i paesi più ricchi del mondo, che deve il suo benessere all’operosità popolare. Anche se umanamente l’iniziativa a prima vista potrebbe sembrare un atto di giustizia, nasconde però delle incognite che a breve o medio termine provocherebbero dei danni incalcolabili. Molte ditte svizzere per mantenersi a galla devono calcolare i propri bilanci in modo certosino per non cadere nelle cifre rosse. L’iniziativa provocherebbe degli sconquassi nei bilanci, che indurrebbero gli imprenditori ad adottare misure correttive. Una prima misura correttiva potrebbe essere il licenziamento di personale, che di conseguenza toglierebbe il guadagno, mandando in disoccupazione molta gente. Il Consiglio federale nell’ambito alla lotta contro la povertà già dispone di sostegni correttivi. Lo Stato sociale in Svizzera promuove l’aiuto alle classi meno abbienti, che a lungo termine è più efficace di un salario minimo. Va fatto notare che non dovrebbe essere lo Stato a regolare i salari, ma le ditte, le istituzioni economiche e gli enti a difesa dei lavoratori. Conclusione: il salario minimo va guadagnato e non imposto! Il PDC raccomanda di respingere l’iniziativa con un “NO” nell’urna.


4. Legge federale sul fondo per l’acquisto dell’aereo da combattimento “Gripen”: SI

Le forze aeree svizzere hanno il compito di proteggere e difendere il nostro spazio aereo. Ad intervalli di tempo la nostra aviazione ha sempre cercato di rimanere concorrenziale per poter affrontare eventuali incursioni dall’esterno. L’acquisto degli aerei Tiger F-5 risale a oltre 30 anni fa. Si asserisce che un elaboratore perde la sua efficienza di fronte alle nuove tecnologie dopo pochissimo tempo. Chi vuole restare al passo con l’efficienza, in un mondo dove l’evoluzione è incalzante, deve aggiornarsi in continuazione per evitare il rischio di diventare degli esclusi. L’acquisto dei 22 Gripen rappresenta quindi un necessario rinnovo al momento opportuno per garantire la difesa aerea svizzera per i prossimi decenni. La messa fuori esercizio dei Tiger, la cui efficienza è al tramonto, non può portare a un indebolimento della salvaguardia nel nostro paese. La sicurezza, che tanto ci sta a cuore, vedi anche la presa di posizione regionale in merito all’apertura illimitata delle dogane, è una condizione per il benessere del nostro paese e della sua popolazione. Il PDC raccomanda di accettare la legge federale sul fondo per l’acquisto dell’aereo da combattimento Gripen mettendo un “SI” nell’urna.


 

PDC Valposchiavo