L’estate all’insegna del barone de Bassus

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Intervista a Massimo Lardi
Cinque anni fa Massimo Lardi ha pubblicato un romanzo dedicato ad uno fra i personaggi più particolari della storia della valle, il barone Tommaso de Bassus.

Nell’estate del 2014, il personaggio torna alla ribalta con due appuntamenti: il Museo Poschiavino prepara una mostra sulla storia della famiglia e la Filodrammatica Poschiavina mette in scena uno spettacolo intitolato «Barone Utopia».

Massimo Lardi nella Sala delle Sibille dell’odierno Hotel Albrici, casa dove Tommaso de Bassus ha vissuto per molti anni.

 

Chiediamo all’autore del romanzo, Massimo Lardi, che effetto fa vedere che il suo lavoro di rivisitazione del personaggio continua ora anche oltre il libro?

Mi fa un gran piacere. E vorrei complimentarmi con i responsabili del Museo, in primo luogo con Gustavo Lardi, nonché con l’albergatore Claudio Zanolari e famiglia che hanno preso l’iniziativa. Il barone de Bassus è un fenomeno particolare e si tratta di manifestazioni che interessano anche al di là dei confini della nostra valle.

I due progetti la vedono coinvolto, cosa ci può anticipare del teatro?

Posso anticipare che l’ideatore e regista del pezzo, Oliver Kühn, fondatore e direttore della compagnia teatrale “Ostschweizer Theater Jetzt”, non ha potuto rappresentare la vita cronologicamente, per intero, così come la racconto nel romanzo. Per ragioni di tempo ed esigenze di scena, con grande libertà, ha costruito lo spettacolo intorno a un aspetto saliente della vita del barone: la sete di carriera. Il nobiluomo avrebbe voluto riportare nientemeno che l’età dell’oro sulla terra. Ma, come dice il proverbio, l’uomo propone e Dio dispone. “Il Barone Utopia”, come si intitola il pezzo, diventa così una profonda riflessione su un aspetto universale della vita umana. Posso aggiungere che il dramma si rappresenterà nel cortile dell’Albergo Albrici, in italiano e in tedesco; rispecchierà la complessa situazione linguistica dei tempi del barone, che continua a essere pure la nostra. Gli attori saranno in parte professionisti d’oltralpe, in parte bravissimi dilettanti della Filodrammatica di Poschiavo.

… e della mostra?

Per la prima volta al Museo Poschiavino si vedranno insieme i 27 ritratti regalati dalla Baronessa Margarete de Bassus, che sarà presente all’apertura. Il visitatore della mostra troverà tre percorsi per scoprire la storia della dinastia, ognuno dotato di una breve didascalia: la storia della famiglia che in Baviera ha trovato una seconda patria senza dimenticare le sue radici poschiavine, il mistero degli Illuminati di Baviera e la vita nel palazzo. Inoltre il 14 giugno, vigilia dell’inaugurazione, la baronessa Margarete de Bassus offrirà un concerto di musica di Giovanni Simone Mayr e di Gaetano Donizetti, due sommi musicisti intimamente legati al mecenatismo del barone. L’organista sarà il maestro dr. Franz Hauk, uno dei più profondi conoscitori dei due maestri. Il concerto avrà luogo nella Chiesa evangelica di Brusio sul famoso organo Serassi, sul quale il Mayr stesso in gioventù, negli anni in cui fu precettore delle figlie del barone a Poschiavo, si conquistò la fama di virtuoso e la simpatia di Giuseppe Serassi in persona, il fabbricante dello strumento stesso.

Dunque sono arrivati 27 quadri dalla Baviera, che valore ha questa collezione?

Si tratta di ritratti realizzati sull’arco di quasi tre secoli, quindi per forza di cose del tutto discontinui nello stile, che vanno dal barocco al neoclassicismo al realismo ottocentesco, quadri comunque di dignitosa fattura, in parte di artisti nostrani o veneti e in gran parte bavaresi. Essi sintetizzano la storia di una nostra famiglia, che è anche storia della nostra valle. È proprio questa unità di contenuto che conferisce inestimabile valore storico e affettivo alla raccolta. Per questo siamo particolarmente grati alla Baronessa Margarete de Bassus che li ha donati al nostro Museo.

Per chi ha letto il libro vale ancora la pena di andare a vedere i due appuntamenti?

Assolutamente sì. Penso che proprio coloro che hanno letto il romanzo sono i meglio preparati per godere appieno i due appuntamenti, anzi tre se si considera pure il concerto di musica del Mayr e di Donizetti sul Serassi a Brusio. Chi non l’ha letto ha l’opportunità di scoprire e conoscere in breve tempo e con divertimento questo avvincente capitolo di storia.


Il 15 giugno alle 17:00 ci sarà l’apertura ufficiale della mostra, «Dai Bassi ai de Bassus, storia di una famiglia fra Poschiavo e Baviera» che rimarrà aperta per tutta l’estate; una settimana dopo ci sarà la prima dello spettacolo teatrale nel cortile interno dell’Hotel Albrici.


Museo Poschiavino