Scopri il didgeridoo

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Workshop laboratorio creativo
Dall’11 al 14 agosto dalle ore 16:00 alle 18:00 presso Lo Spazio Poschiavo e il 15 agosto presentazione e performance finale. Il magico corno australiano: un efficace veicolo di energia, di esplorazione del respiro e della voce che è dentro e fuori di noi.

Tradizionalmente ed originariamente, gli aborigeni australiani per le loro cerimonie tribali utilizzavano uno strumento a fiato che produce una notevole quantità di armonici: il didgeridoo. Questo strumento, considerato uno fra i più antichi del mondo, è ricavato da rami, solitamente di eucalipto, il cui interno è stato svuotato dalle termiti ghiotte del midollo di questa pianta.

Il didgeridoo produce una nota fondamentalmente molto bassa, correlata da una serie di overtones (armonici) molto distinti. Lo strumento viene suonato soffiando vigorosamente alla sua imboccatura e sfruttando la vibrazione delle labbra. Per essere correttamente suonato richiede la padronanza della respirazione circolare: una tecnica che permette di mantenere in ‘tensione’ il suono mentre allo stesso tempo si inspira.

Maria Lucchese con il didgeridoo

 

È accertato che il suono del didgeridoo ha un effetto curativo e salutare. Nelle cerimonie tribali di guarigione – dove la persona malata si distende a terra, mentre il guaritore soffiando nel didgeridoo invoca gli spiriti – fa risuonare la parte malata del paziente evocandone la guarigione. Le variazioni dei suoni del didgeridoo sono notevoli e gli effetti vanno dal rilassamento, introspezione, tranquillità all’acquisizione di energia.

L’apprendimento di questo magico strumento, con le sue tecniche particolari di respirazione, è come acquisire un “tesoro tutto personale“: un beneficio fisico e psichico a portata di mano, per ragazzi e per adulti.

L’uso del suono come modalità di cura, risale probabilmente con l’apparire dell’essere umano sulla terra. Gli antichi usavano il suono in rituali propiziatori per la fertilità, la nascita, il raccolto, la celebrazione della vita e della morte. Il suono evocava spiriti, entità, antenati, e guariva il corpo dalle malattie. I popoli del passato avevano capito che il suono è una forza attiva fondamentale nell’universo, che ci influenza a più livelli: da quello fisico e mentale a quello emozionale e spirituale.

Massaggio sonoro

Questa tecnica, associata ad una corretta respirazione, ci consente di immergerci in una sorta di “bagno sonoro” con conseguente beneficio per corpo e psiche. Il primo effetto, quello più tangibile, è il rilassamento immediato. Particolarmente indicato a soggetti sottoposti allo stress e alla frenesia della vita quotidiana, ma anche per chi semplicemente é interessato ad intraprendere un percorso interiore.

Gli strumenti impiegati nelle sedute del massaggio sonoro sono: didgeridoo, singing bowls, gong, ocean drum, voce.

  • singing bowls: sono coppe/ciotole costruite con una lega speciale di metalli. Il loro suono è cristallino, penetrante e ricco di armonici. Spesso chiamate anche coppe tibetane, vengono suonate con un battente in legno. Sono strumenti antichissimi che traggono la loro origine nel continente asiatico, in particolare in Tibet, India e Cina.
  • ocean drum: questo tamburo di origine indiana, con il suo straordinario “effetto marino”, offre un beneficio immediato alla nostra psiche. Il suo suono è decisamente particolare ed invita ad incantevoli viaggi e sogni fantasiosi.
  • voce: tra i molti strumenti a disposizione, quello della voce umana è sicuramente il più singolare e potente, ma allo stesso tempo sconosciuto. In questo contesto verrà utilizzata come un vero e proprio veicolo, capace di infondere stati di tranquillità e benessere, nonché aiutando a sensibilizzare l’ascolto interiore.

Con questa serie d’incontri intendo offrire la possibilità di far conoscere e costruire (con tubo in pvc) questo magico strumento e la sua tecnica di respirazione circolare o fiato continuo. Inoltre, ad ogni seduta, verrà proposto un massaggio sonoro.


Programma

1. incontro
Introduzione al didgeridoo e preparazione dello strumento con tubo di pvc.
Modellatura imboccatura con cera d’api.
Copertura con corda, decorazione (coloratura).
Massaggio sonoro.

2. incontro
Messa a punto dello strumento.
Insegnamento tecnica della respirazione circolare (fiato continuo).
Esercizi, lavoro sulla voce, postura.
Massaggio sonoro.

3. incontro
Messa a punto dello strumento.
Esercizi di respirazione, vocalizzazione.
Massaggio sonoro

4. incontro
Giochi di comunicazione ed improvvisazione vocale. Esercizi di respirazione.
Massaggio sonoro.

A fine programma verrà proposta al pubblico una performance finale. Il ciclo proposto è di 4 sedute di 2 ore ciascuna ripartite in una settimana.

Coordinatrice del corso: Maria Lucchese


Maria Lucchese

Pittrice, incisore, performer, vive e lavora a Berlino. Il suo interesse verso le discipline performative e alla musica nasce da una lunga ricerca che coniuga l´arte – soprattutto quella primitiva, ricca di simbolismo e ritualità – alla danza, alla voce e alle sonorità. Approfondisce lo studio di strumenti musicali arcaici e si specializza nel didgeridoo alla Kunst Musikschule (scuola di arte e musica) di Berlino. Coltivando la pittura e l’incisione, si dedica da molti anni alla musica di improvvisazione e della performance nell’ambito delle avanguardie e allo studio della voce. Riguardo i bagni sonori, l’artista ha maturato una esperienza in centri del benessere e privatamente nel suo studio-atelier a Berlino.

Iscrizione per il corso presso Maria Lucchese: maria.thomasberger@web.de

Cornelia Müller