Votazione cantonale: chi paga comanda!?

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L’opinione di Nicoletta Noi-Togni
Una delle frasi più ricorrenti pronunciata da chi vuole il SI alla Riforma del territorio nei Grigioni (votazione del 30 novembre prossimo) è “Chi paga comanda!”.

Frase categorica, autoritaria e di sapore patriarcale, riferita stavolta alle sovrastanze dei Comuni che, dato che “pagano”, avrebbero appunto il diritto di “comandare”. Ma per finire chi paga veramente?

“Pagano” il cittadino e la cittadina. Che però, in base a questa nuova legge, “comandare” proprio non potranno giacché non ci sarà più un’istanza da loro eletta per le questioni regionali. Infatti la legge in discussione è un concentrato di categoricità e chi la propaganda si esprime – vedi frasi e comportamento della ministra retica che dice all’indirizzo del Gran Consiglio imperativamente “non avete ascoltato!” accusando i deputati non tanto di non udire ma soprattuto di non capire – con inammissibile arroganza.

E la beffa è che, i Comuni – secondo questa legge – non “comanderanno” un bel niente. E qui entriamo nel tanto citato aspetto dell’autonomia comunale. Possiamo credere che i Comuni ai quali questa legge toglie la possibilità di costruire la Regione come si confà al loro territorio – molto vario il territorio retico – possano conservare la loro autonomia nelle altre questioni importanti che li riguardano e non debbano sottostare unicamente alla volontà del Cantone? E con quali conseguenze per noi se pensiamo ad esempio al piano di San Vittore che, per espressa volontà del Governo, dovrebbe diventare il polo industriale più grande del Cantone? Secondo Giusep Nay, ex giudice per molti anni del Tribunale Federale, questa legge toglierà autonomia ai Comuni e non la conferirà come qualcuno, per ottenere il SI dal popolo, continua ad affermare. Credo possiamo dar fiducia a chi di legge e di istituzioni veramente s’intende e non ai fautori che evidentemente perseguono interessi che non sono quelli del popolo. Che si vedrà costretto a pagare di più e a dire meno. Mancando un assetto regionale infatti si dovrà delegare il lavoro di concetto all’esterno, cosa che costerà parecchio. L’hanno capito diversi nostri Comuni che ringrazio e spero con loro in un NO a questa legge tranello.

Intanto hanno aderito al NO il Partito Popolare Democratico Cristiano, l’Unione Democratica di Centro ed il Partito Democratico Sociale dei Grigioni.

Nicoletta Noi-Togni