Situazione drammatica per i benzinai di confine

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Fino al 75% dei guadagni andati in fumo
A poco più di un mese dall’eliminazione del cambio fisso tra franco e euro, IL BERNINA continua l’inchiesta per capire le conseguenze economiche di questa scelta per gli imprenditori della Valposchiavo.

Il 15 gennaio scorso la Banca Nazionale Svizzera aveva, a sorpresa, deciso di eliminare il cambio minimo fissato tra euro e franco. Subito, era emersa tra gli imprenditori e i commercianti della Valposchiavo una certa preoccupazione per il futuro a medio e lungo termine. Solo i distributori di benzina situati sul confine con l’Italia, purtroppo, avevano di colpo avvertito la differenza tanto che Piero Pola, a Campocologno, aveva dichiarato una perdita netta del 50%.

La situazione, purtroppo, è ancora più drammatica del previsto. Lo stesso Pola, infatti, ha dichiarato che, dopo un mese, il calo si è attestato intorno al 60% con punte che hanno toccato anche il 70%. “Questo calo – ha aggiunto l’imprenditore di Campocologno – bisogna anche considerarlo all’interno di un quadro già complicato dal fatto che il 2014, rispetto al 2013, ha avuto una diminuzione degli introiti di un altro 20%”.

Condizione traumatica anche per il distributore Agip di Campocologno che ha dichiarato di lavorare meno della metà di prima. “Siamo messi male, malissimo – hanno detto – e purtroppo non sappiamo cosa accadrà a breve. La nostra speranza è che il cambio torni ad essere almeno come prima, anche se eravamo già penalizzati dalla tessera sconto benzina dell’Italia. Ora come ora – hanno aggiunto – lavoriamo sette giorni su sette solo per pagare le spese”.

Una cosa sicura, purtroppo, c’è già: il licenziamento di alcuni impiegati. Se il distributore Agip ha dovuto fare a meno già di un dipendente, al momento sono rimasti a lavorare in due, due licenziamenti hanno interessato anche il distributore dei Fratelli Zanolari a Zalende, mentre Piero Pola ha ridotto al 50% due tempi pieni, e diminuito al 25% un altro dipendente occupato al 50%.

 

“Abbiamo perso 2/3 del lavoro”, il grido d’allarme del distributore Fratelli Zanolari costretto a licenziare due persone e ridurre al 70% l’impiego di altri due dipendenti: “e se continua così, sono a rischio pure loro. La politica a Berna – aggiungono – ci ha abbandonati e non ci sentiamo tutelati: se a questo aggiungiamo che vogliono pure aumentare il prezzo della benzina a questo punto non abbiamo più speranze”.

Quello che ci ha rovinato – ha concluso Piero Pola, facendo un’analisi più ad ampio raggio – non è stata l’eliminazione del cambio fisso, le oscillazioni, infatti, ci sono sempre state, ma è stato, a partire dal 2000, quello che possiamo definire a tutti gli effetti un aiuto di Stato che Regione Lombardia ha dato ai distributori di confine, in Italia: lo sconto sulla benzina. Se non fosse stato introdotto – ha concluso – avremmo potuto affrontare con più serenità questa emergenza”.

Da parte del governo è arrivata, nei giorni scorsi, una prima reazione. L’aliquota d’imposta per la benzina, infatti, doveva essere aumentata di circa 2-2,5 centesimi al litro. “Tuttavia per l’economia, – si legge in una nota stampa – in particolare per i distributori di carburanti situati nell’area di confine, questo aumento avverrebbe in un momento molto sfavorevole. Alla luce di queste considerazioni, al momento il Consiglio federale non ritiene opportuno aumentare l’imposta sugli oli minerali. L’adeguamento avverrà in un secondo tempo. “.


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